Sciopero del 30 ottobre, un milione in piazza secondo l’Usb: lo stesso sindacato ha diffuso anche 1,5 milioni

Le otto piazze maggiori fanno 215mila persone: i conti sullo sciopero del 30 ottobre, un milione in piazza per l'Usb, e il reato di blocco stradale.

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Lo sciopero generale del 30 ottobre 2026 contro carovita e riarmo ha portato in piazza «almeno un milione» di persone in oltre 60 città. È la stima dell’Unione sindacale di base (Usb), il sindacato che ha proclamato la protesta. Oggi, 31 ottobre, Il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio, la mette in prima pagina con il titolo «Un milione in piazza: arrestate pure questi».

Sul principio il giornale ha ragione. Chi sfila senza violenza esercita un diritto scritto nell’articolo 17 della Costituzione, che garantisce ai cittadini di riunirsi «pacificamente e senza armi». Però una prima pagina che dà i numeri della piazza deve reggere quando si fanno i conti. E quel milione, per ora, poggia su una sola fonte: chi ha organizzato i cortei.

L’Usb ha diffuso due cifre diverse nella stessa sera

Nella serata del 30 ottobre l’Usb ha diffuso due stime diverse: oltre un milione e mezzo di partecipanti e poi «almeno un milione», ammettendo che si tratta di «una stima difficile». Anche il numero delle città è cambiato da un annuncio all’altro, tra 60 e 70.

Mezzo milione di persone di scarto non è un arrotondamento. Sono più o meno gli abitanti di Genova. Alla mattina del 31 ottobre non risulta un totale nazionale diffuso dal ministero dell’Interno o dalle questure, cioè dagli uffici che seguono ogni corteo per l’ordine pubblico. Resta quindi una cifra di parte, e così va presentata.

Le otto piazze più grandi sommano 215mila persone

Le cifre pubblicate città per città dal quotidiano di Travaglio danno 215mila persone nelle otto piazze più grandi. Sono 50mila a Milano, Roma e Bologna, oltre 20mila a Napoli, 15mila a Livorno e almeno 10mila a Firenze, Genova e Padova.

Per arrivare a un milione, ciascuna delle altre 56 piazze avrebbe dovuto portare in media 14mila persone. Vorrebbe dire più di Firenze, Genova e Padova, che sono fra le città più grandi d’Italia. Il calcolo si rifà con carta e penna. A Milano, poi, le stime raccolte durante la giornata parlavano di circa 30mila persone, non 50mila: è il corteo di 30mila persone che ha bloccato la Tangenziale Est per 90 minuti senza scontri. I 15mila di Livorno, invece, sono il dato fornito dal sindacato per il corteo Usb contro guerre e carovita nel porto toscano.

Infografica TuttoNotizie. Sciopero del 30 ottobre: le cifre sul «milione in piazza». Stima Usb più alta: 1.500.000; Stima Usb «almeno un milione»: 1.000.000; Somma delle 8 piazze più grandi: 215.000; Media necessaria nelle altre 56 piazze: 14.000. Fonte: Usb, 30 ottobre 2026; cifre dei cortei; calcolo TuttoNotizie.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Usb, 30 ottobre 2026; cifre dei cortei; calcolo TuttoNotizie

Un diritto serio merita numeri seri.

Non è pignoleria. Il 23 marzo 2002 la Cgil di Sergio Cofferati annunciò 3 milioni di persone al Circo Massimo, e da allora quella cifra è l’esempio che si tira fuori ogni volta che si vuole sminuire una protesta. Un metodo per contare le folle esiste dagli anni Sessanta. Lo mise a punto Herbert Jacobs, docente all’Università della California a Berkeley, e moltiplica la superficie occupata per il numero di persone per metro quadrato. Un milione in strada vorrebbe dire circa un residente su 60. Se la cifra è vera, è un fatto politico enorme. Se è gonfiata, regala a chi vuole liquidare la piazza l’argomento più facile.

Il decreto sicurezza ha reso reato bloccare una strada con il proprio corpo

Con l’articolo 14, il decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, convertito dalla legge 9 giugno 2025, n. 80, ha trasformato in reato il blocco stradale fatto con il proprio corpo. Fino ad allora era punito con una sanzione amministrativa.

Secondo la scheda della Cisl sul decreto-legge n. 48 del 2025, chi blocca una strada da solo rischia fino a un mese di reclusione e una multa fino a 300 euro. Se lo fanno più persone insieme, la pena va da sei mesi a due anni. La circolare n. 86/2025 di Confetra sull’articolo 14 conferma che prima il blocco era soltanto un illecito amministrativo.

Infografica TuttoNotizie. Decreto sicurezza: quanto carcere rischia chi blocca una strada. Blocco fatto da una persona sola: 1 mesi; Blocco fatto in gruppo: 24 mesi. Fonte: Cisl, scheda sul decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48 (2025).
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Cisl, scheda sul decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48 (2025)

Questa norma è sbagliata. Il codice penale punisce già il danneggiamento, la violenza e la resistenza a pubblico ufficiale: chi spacca una vetrina o colpisce un agente andava perseguito anche prima del 2025, e gli strumenti c’erano. L’articolo 14 aggiunge una cosa sola, il rischio del carcere per chi si siede sull’asfalto senza toccare nessuno. Un gruppo di studenti seduti in strada per un’ora può finire in un fascicolo penale, con la stessa pena massima prevista per reati molto più gravi. Il Parlamento deve riscrivere quell’articolo e lasciare punibili soltanto violenze e danni.

A Roma otto fermati, a Torino le cariche in piazza Castello

Non tutte le piazze del 30 ottobre sono rimaste tranquille. A Roma otto manifestanti sono stati fermati dopo aver provato più volte a forzare gli sbarramenti della polizia per raggiungere i palazzi delle istituzioni. A Torino le forze dell’ordine hanno caricato il corteo in piazza Castello. A Mestre sette agenti sono rimasti contusi.

Su questi episodi decideranno la questura e la magistratura, con le norme che esistono già. Separarli dalle decine di cortei finiti senza incidenti è il compito di chi governa l’ordine pubblico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, commentando la giornata, ha detto che il diritto a manifestare è stato garantito.

Il titolo del Fatto non riporta la frase di nessun ministro o giudice che abbia chiesto di arrestare i manifestanti: è un’ironia, e come tale va letta. Arriva alla fine di una settimana tesa. Prima c’è stato il caso di Youssef Siher, fermato a Milano con l’accusa di istigazione aggravata dalla finalità di terrorismo. Poi la gip non ha convalidato il fermo e il ricercatore è tornato libero perché non c’erano gravi indizi, una decisione che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito «vergognosa».

La storia fin qui

Sciopero Usb del 30 ottobre: la settimana che ha portato alle piazze

  1. La procura di Milano fa fermare il ricercatore Youssef Siher per istigazione aggravata dalla finalità di terrorismo
  2. L'Usb conferma lo sciopero generale del 30 ottobre: cortei in tutta Italia, il Viminale in allerta
  3. La gip non convalida il fermo di Youssef Siher, che torna libero; Meloni definisce la decisione «vergognosa»
  4. Sciopero generale Usb: 30mila manifestanti bloccano la Tangenziale Est di Milano, otto fermati a Roma
  5. Il Fatto Quotidiano apre con «Un milione in piazza: arrestate pure questi», cifra che viene dall'Usb

Le stime delle questure possono chiudere la discussione sui numeri

Le questure seguono ogni corteo e possono stimare le presenze con un metodo dichiarato. Il ministero dell’Interno può raccogliere quei dati e pubblicarli città per città. Oggi la discussione sul milione si basa solo sulla parola degli organizzatori e sulla smentita a mezza voce di chi li critica.

Il Viminale dovrebbe pubblicare quelle stime, tutte. E un giornale che stampa un milione in prima pagina deve dire chi l’ha contato e come. Oggi la risposta è una sola: l’Usb, con una stima che lo stesso sindacato definisce difficile. Chi propone invece di spedire i manifestanti in Palestina dimentica l’articolo 17: un cittadino che protesta in pace resta un cittadino, qualunque bandiera porti.

Nei prossimi giorni la questura di Roma dovrà chiarire la posizione degli otto fermati, e sul caso Siher la procura di Milano può ancora impugnare la decisione della gip. Una piazza pacifica non si arresta e non si gonfia.

Come abbiamo lavorato

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  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026, ore 08:45.

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Tag:Sciopero generale