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A Livorno il nome di Giorgia Meloni è arrivato con un coro. Venerdì 30 ottobre 2026, durante il corteo dello sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base (Usb) contro guerre e carovita, dalla folla è partito il coro «Meloni a testa in giù». Era rivolto alla presidente del Consiglio e ad Alessandro Perini, capogruppo di Fratelli d’Italia a Livorno. Secondo il sindacato in piazza c’erano 15.000 persone.
Il coro si sente in un video girato in mattinata e pubblicato dal Giornale alle 11.46. Non è un dettaglio. L’immagine richiama piazzale Loreto, dove il 29 aprile 1945 il corpo di Mussolini fu appeso per i piedi. Augurare la stessa fine a una presidente del Consiglio eletta non è una critica al governo. Al sindacato è stata attribuita la piazza, non il coro: per questo tocca alla Usb, che quella piazza l’ha organizzata, dire in modo chiaro che quelle parole non la rappresentano.
Chi canta piazzale Loreto regala la piazza al governo.
E la piazza, per il resto, aveva argomenti seri. Il corteo ha attraversato il centro dietro lo striscione «Contro guerre e carovita Livorno è unita», con le bandiere Usb in testa, fumogeni e slogan contro l’esecutivo. Il paradosso è che due parole urlate rischiano di coprire i motivi per cui migliaia di persone hanno rinunciato a un giorno di paga.
Meloni non era a Livorno: il nome è entrato nel corteo con i cori
Giorgia Meloni oggi non era a Livorno: la presidente del Consiglio è stata il bersaglio dei cori di una parte del corteo, insieme al capogruppo locale di Fratelli d’Italia Alessandro Perini. Per quanto risulta finora, nessuno ha contestato la premier di persona.
Chi cerca notizie di un’aggressione oggi, quindi, non la trova. Il precedente esiste, ma è di otto anni fa, e conviene ricordarlo bene perché mostra come certe piazze ripetano lo stesso errore.
Quando Meloni fu contestata a Livorno nel 2018
Il 13 febbraio 2018 Giorgia Meloni, allora leader di Fratelli d’Italia e in campagna elettorale, fu contestata in piazza Garibaldi a Livorno con cori, fischi, insulti e sputi. Fratelli d’Italia denunciò anche il lancio di una bottiglietta mentre saliva in auto.
In quell’occasione la leader di Fratelli d’Italia commentò così: «Questa non è una contestazione, è un’aggressione». Quel giorno arrivò solidarietà da tutti i partiti. Il coro di oggi riporta la città dentro la stessa trappola: chi contesta il governo con la violenza delle parole consegna al governo la parte della vittima, e smette di parlare di salari.
In piazza 15.000 persone per la Usb, almeno 10.000 per le altre stime
La Usb dichiara 15.000 manifestanti al corteo di Livorno, mentre le stime diffuse in giornata parlano di almeno 10.000 persone: in entrambi i casi è una delle piazze più grandi della Toscana nello sciopero del 30 ottobre. Giovanni Ceraolo, dirigente della Usb livornese, ha misurato la folla con l’orologio.
«Siamo in 15.000 persone, 27 minuti è il tempo che ci mette il corteo a sfilare», ha detto Ceraolo durante la manifestazione, parlando di «una mobilitazione eccezionale di lavoratori e studenti». Ventisette minuti di corteo vuol dire una colonna che occupa per intero le vie del centro. Al corteo era presente anche Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

A Livorno la giornata è cominciata alle 6 con i presidi al Ponte Genova, nella zona del porto, e il concentramento alle 9 in piazza Cavour. Il Comune di Livorno aveva avvisato il 28 ottobre che non avrebbe garantito i servizi al pubblico, con l’esclusione dei servizi cimiteriali e della polizia municipale. Una precisazione per chi pensa a un ponte di Halloween: chi sciopera perde la paga di quella giornata.
Il porto di Livorno si ferma contro il passaggio di materiale militare
Nel porto di Livorno la Usb e il Gruppo autonomo portuali hanno confermato lo sciopero in tutti i terminal e le cooperative per chiedere una moratoria totale sul passaggio di materiale militare dallo scalo. La richiesta è stata presentata il 28 ottobre al prefetto, davanti a Capitaneria di porto e Autorità portuale.
La mobilitazione nasce da una nave. Il 22 ottobre portuali e attivisti hanno ostacolato l’ingresso della Sunaid X al Terminal Darsena Toscana: secondo la Usb la nave rifornisce la base statunitense di Sigonella. La nave è ripartita il 23 ottobre, e il sindacato sostiene di aver ottenuto un tavolo in prefettura e controlli sui contenitori di merci pericolose secondo la legge 185 del 1990, quella che regola il commercio di armi. La Usb cita anche un dato: tra gennaio 2025 e maggio 2026 dal porto sarebbero passate 614,15 tonnellate di esplosivi della classe più pericolosa dirette fuori dall’Unione europea, cifra che il sindacato attribuisce alla Capitaneria di porto.
Su questo i portuali hanno ragione almeno a metà. La legge 185 esiste proprio perché il traffico di armi sia trasparente, e chi lavora sulle banchine ha diritto di sapere che cosa movimenta. La moratoria totale, invece, che bloccherebbe anche le forniture alle forze armate italiane, è una scelta politica che spetta al Parlamento, non a un tavolo in prefettura.
Livorno, dal blocco della Sunaid X al corteo Usb del 30 ottobre
- La Usb esonera dallo sciopero i vigili del fuoco degli aeroporti su indicazione della Commissione di garanzia
- Portuali Usb e attivisti ostacolano l'ingresso della nave Sunaid X al porto di Livorno
- La Sunaid X riparte da Livorno, la Usb annuncia un tavolo in prefettura
- La Usb conferma lo sciopero generale del 30 ottobre con cortei in tutta Italia
- Il ministro Salvini firma l'ordinanza 204T di precettazione dello sciopero nei trasporti
- Usb e portuali chiedono al prefetto di Livorno una moratoria sul materiale militare
- A Livorno 15.000 in corteo secondo la Usb, dalla folla il coro contro Meloni
La Commissione di garanzia ha dichiarato illegittimo lo sciopero nei trasporti
La Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha giudicato illegittimo lo sciopero generale di 24 ore nei trasporti, e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini il 27 ottobre ha firmato l’ordinanza di precettazione n. 204T. Il motivo è la franchigia per il 2 novembre, il periodo in cui gli scioperi nei trasporti sono vietati.
La Usb ha risposto che non avrebbe accettato né la delibera né l’ordinanza, e nel comunicato del 27 ottobre richiama una decisione del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa che, secondo il sindacato, considera eccessivi i periodi di franchigia italiani. Per il pubblico impiego, il cruscotto degli scioperi della Funzione pubblica registra che il 16 ottobre la Usb ha esonerato i vigili del fuoco in servizio negli aeroporti, adeguandosi alle indicazioni della Commissione. Le regole, quando il sindacato le ha volute rispettare, le ha rispettate.
Le ragioni del carovita e i cortei nel resto d’Italia
Lo sciopero del 30 ottobre ha portato in piazza decine di città, da Milano a Napoli, con al centro salari, prezzi e spese militari. Sul carovita i manifestanti hanno dalla loro i numeri ufficiali: come abbiamo raccontato dal corteo di Napoli, dal 2019 i salari hanno perso l’8,6% secondo l’Istat.
A Milano 30mila persone hanno occupato la Tangenziale Est per 90 minuti senza scontri, mentre a Mestre sette agenti sono rimasti contusi. Le piazze più forti sono state quelle che hanno parlato di buste paga. È il terreno su cui il governo deve rispondere, con cifre e non con le precettazioni. Il programma della giornata era già scritto: lo trovate nella nostra guida allo sciopero generale del 30 ottobre con treni fermi per 24 ore.
Il giudizio, a Livorno, è semplice. La piazza aveva ragione sui salari e una richiesta legittima sulla trasparenza delle armi nel porto. Il coro contro la premier quelle ragioni le ha indebolite, e la Usb ha il dovere di prenderne le distanze. Adesso tocca al tavolo in prefettura sulle navi militari, che dovrà dire quali controlli sui carichi diventano regola, e alla Commissione di garanzia, che valuterà le conseguenze per lo sciopero dei trasporti fatto nonostante la precettazione.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 4 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, ore 19:34.
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Fonti
- Comune di Livorno (2026). Venerdì 30 ottobre sciopero generale nazionale proclamato dal sindacato USB.
- Dipartimento della Funzione pubblica (2026). Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego, sciopero generale del 30 ottobre 2026.
- Unione sindacale di base (2026). 30 ottobre, sciopero generale: comunicato sulla richiesta di precettazione dei trasporti.
- Unione sindacale di base (2026). Il 30 ottobre 2026 è sciopero generale.





