Napoli, sfogliatelle agli agenti al corteo contro il carovita: dal 2019 i salari hanno perso l’8,6%

Due vassoi per la polizia in via Reggia di Portici: a Napoli le sfogliatelle del corteo, i dati Istat sui salari e le regole sui regali.

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A Napoli, venerdì 30 ottobre 2026, durante il corteo dello sciopero generale contro il carovita e il riarmo, due giovani manifestanti, un ragazzo e una ragazza, hanno offerto due vassoi di sfogliatelle, graffe e cornetti agli agenti di polizia in assetto antisommossa. Gli agenti presidiavano l’ingresso dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, in via Reggia di Portici. «Non sono loro il problema», hanno detto ai cronisti.

La frase intera è più lunga, e più precisa: «Non sono loro il problema, non dobbiamo prendercela con le forze dell’ordine: anche loro devono mettere la benzina e fare la spesa». Hanno ragione loro. La rabbia per i prezzi va portata a chi decide le tasse, i contratti e i bilanci, non a chi quel giorno fa il turno in strada con il casco in testa.

Due vassoi di sfogliatelle davanti agli agenti in via Reggia di Portici

Due giovani del corteo di Napoli si sono avvicinati agli agenti schierati davanti alla sede dell’Agenzia delle dogane, in zona porto, e hanno teso i vassoi di dolci. Un altro manifestante, intervistato sul posto, ha detto che il gesto serve «per abbassare le barriere».

Lo stesso manifestante ha aggiunto una frase che pesa più del vassoio: «Abbiamo visto tante cose brutte nelle manifestazioni, hanno usato tanta violenza per screditare le cose che portavamo in piazza e non è una cosa giusta». Non ha detto chi. Ma ha ammesso quello che chiunque ha seguito queste settimane ha visto: dopo i saccheggi di Milano, con 220 minorenni portati in questura e danni per un milione di euro, delle ragioni di quella piazza non parlava più nessuno.

Il disagio corre anche dall’altra parte delle transenne. Proprio oggi abbiamo raccontato gli agenti che chiedono alla politica di abbassare i toni per non diventare la controparte dei ragazzi. E la memoria pesa. Nel 2015 la Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza Cestaro contro Italia, ha condannato il nostro Paese per le violenze alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Solo nel 2017, con la legge 110, l’Italia ha introdotto il reato di tortura. La fiducia tra piazza e divise si rompe in un pomeriggio e si ricostruisce in anni.

La storia fin qui

Cortei e polizia, dai saccheggi di Milano alle sfogliatelle di Napoli

  1. A Milano, dopo i saccheggi, 271 persone in questura, 220 minorenni: danni per un milione di euro
  2. L'Usb conferma lo sciopero generale del 30 ottobre: treni fermi 24 ore e cortei in tutta Italia
  3. Gli agenti chiedono alla politica toni bassi: «Non vogliamo essere la controparte dei ragazzi»
  4. A Napoli due manifestanti offrono sfogliatelle agli agenti in via Reggia di Portici

Via Reggia di Portici è la strada del porto, non la reggia borbonica

Via Reggia di Portici, dove è avvenuto il gesto, è una strada di Napoli che prosegue via Marina lungo il porto. La Reggia di Portici, la residenza dei Borbone, sta invece nel comune di Portici, qualche chilometro più a sud, e con il corteo non c’entra.

La confusione è comprensibile, perché la strada prende il nome dall’antica via che portava alla residenza reale. Oggi su quel tratto ci sono uffici portuali e la sede dell’Agenzia delle dogane: per questo la polizia l’ha presidiata.

A Napoli oggi il corteo dell’Usb ha bloccato la zona del porto

Il corteo promosso dall’Unione sindacale di base (Usb) e dagli studenti è partito in mattinata da piazza Mancini, vicino alla stazione centrale, e ha bloccato via Reggia di Portici in entrambe le direzioni. Il varco Pisacane del porto, su via Marina, è stato chiuso al traffico per il passaggio dei manifestanti.

La giornata si inserisce nello sciopero generale del 30 ottobre, con treni fermi per 24 ore e cortei in tutta Italia. Non sappiamo ancora quanti fossero in piazza a Napoli né se il resto della giornata sia trascorso senza tensioni.

I salari hanno perso terreno sui prezzi dal 2019

Secondo l’Istat, a fine 2025 il potere d’acquisto delle retribuzioni fissate dai contratti nazionali era ancora più basso dell’8,6% rispetto a gennaio 2019. Vuol dire che con lo stipendio di contratto si compra quasi un decimo in meno di sette anni fa.

La causa sta in due anni precisi. I dati Istat sui prezzi al consumo dicono che l’inflazione media è stata dell’8,1% nel 2022 e del 5,7% nel 2023. Detto in soldi: la spesa che nel 2021 costava 100 euro, nel 2023 ne costava in media circa 114. Nel 2024 la corsa ha rallentato all’1,1%, come registra il Rapporto annuale 2025 dell’Istat, ma i prezzi saliti non sono più scesi.

Infografica TuttoNotizie. Sciopero a Napoli: quanto sono saliti i prezzi in Italia dal 2022. 2022: 8,1%; 2023: 5,7%; 2024: 1,1%. Fonte: Istat, 2024 e 2025.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Istat, 2024 e 2025

Gli stipendi pubblici, compresi quelli di poliziotti e carabinieri, si adeguano con contratti che arrivano sempre dopo i rincari. L’agente in via Reggia di Portici e il ragazzo con il vassoio pagano la stessa benzina allo stesso distributore.

Il nemico del carovita non porta il casco.

Noi pensiamo che l’Italia debba onorare gli impegni presi con la Nato al vertice dell’Aja del giugno 2025, e su questo dissentiamo dalla piazza di oggi. Ma l’articolo 17 della Costituzione dice che i cittadini hanno diritto di riunirsi «pacificamente e senz’armi», e l’articolo 40 tutela lo sciopero nei limiti della legge. Chi contesta il riarmo con un vassoio in mano usa quel diritto nel modo migliore. Chi presidia il corteo lo garantisce.

Un vassoio di dolci agli agenti non viola le regole sui regali

Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici, il decreto del presidente della Repubblica 62 del 2013, ammette i regali d’uso di modico valore e fissa come soglia indicativa 150 euro. Due vassoi di sfogliatelle offerti davanti alle telecamere restano molto sotto quella cifra.

Chi grida alla corruzione sbaglia bersaglio. Un regalo diventa un problema quando compra un favore, e qui nessuno ha chiesto niente: i due ragazzi hanno chiesto soltanto di non essere trattati da nemici, e lo hanno fatto in pubblico.

La maggioranza dei lettori di TuttoNotizie ha applaudito il gesto dei due ragazzi

Tra i commenti arrivati sotto il nostro post, il gruppo più numeroso, il 35%, ha letto nei vassoi un esempio di civiltà napoletana. Molti altri hanno spostato la rabbia dove i due giovani chiedevano di portarla: sul governo e su chi decide.

Studio TuttoNotizie

Cosa pensano i lettori: Le sfogliatelle agli agenti a Napoli

Abbiamo letto e classificato uno per uno 26 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.

26commenti letti
3testate su Facebook

  • Bel gesto, vera civiltà napoletana35%
  • Colpa del governo e dei potenti23%
  • Solidarietà ai poliziotti, vittime anch'essi15%
  • Falsi manifestanti, solo casino8%
  • Fuori tema o senza opinione19%

Le tesi più sostenute

  • 15%Il problema non è la polizia ma la politica del governo
  • 15%Polizia e manifestanti pacifici stanno dalla stessa parte contro il carovita

Le convinzioni dei lettori, verificate

  • Non verificabileAl corteo di Napoli non c'erano lavoratori e pensionati, ma solo persone che protestavano per altri motivi

    Non esiste un conteggio ufficiale della composizione del corteo. La piattaforma dichiarata dall'Usb, che ha promosso lo sciopero, riguardava carovita, salari bassi e guerra.

    Fonte: Unione sindacale di base, proclamazione dello sciopero generale del 30 ottobre 2026

  • FalsoIn Russia il carovita non esiste

    Secondo l'istituto statistico russo Rosstat nel 2024 i prezzi al consumo sono saliti di oltre il 9%. La Banca centrale russa ha portato il tasso di riferimento al 21% nell'ottobre 2024 per frenarli.

    Fonte: Rosstat e Banca centrale della Federazione Russa, dati 2024

Come abbiamo fatto lo studio

Commenti pubblici sotto i post Facebook di ANSA.it, Il Fatto Quotidiano, la Repubblica. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.

Una parte dei lettori ha liquidato il corteo come una finta protesta. Non esiste un conteggio ufficiale di chi ha sfilato, ma la piattaforma dichiarata dagli organizzatori era il carovita, con i salari bassi e la guerra. Si può non essere d’accordo con quelle richieste. Dire che non esistevano è un’altra cosa.

Il giudizio, per noi, è semplice. Quei due ragazzi hanno capito una cosa che a troppi cortei di queste settimane è sfuggita: chi aggredisce un agente regala un argomento a chi vuole screditare la piazza, e non abbassa di un centesimo il prezzo del pane. Gli organizzatori dei prossimi cortei dovrebbero metterlo per iscritto, prima di scendere in strada.

Adesso tocca ai numeri. La questura di Napoli dovrà tracciare il bilancio della giornata. Il governo e il Parlamento hanno davanti la legge di bilancio per il 2027, da approvare entro il 31 dicembre: lì si vedrà se agli stipendi, compresi quelli di chi oggi era schierato in via Reggia di Portici, arriverà una risposta in cifre e non in slogan.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Abbiamo letto e classificato 26 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, ore 14:14.

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Fonti

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Tag:Napoli