Indice dei contenuti
Lo sciopero generale del 30 ottobre 2026 dura 24 ore. Lo ha proclamato l’Unione sindacale di base (Usb), con altre sigle di base, per tutte le categorie pubbliche e private. Venerdì si fermano treni, scuole, sanità e uffici pubblici, mentre i cortei sono annunciati da Roma a Milano e Torino. Il ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi ha già alzato il livello di allerta.
Lo slogan scelto per le piazze è «Abbassate le armi, alzate i salari. Blocchiamo tutto!». Il sindacato motiva la protesta con il carovita, con gli stipendi che perdono valore e con la corsa al riarmo. Sulla prima metà della frase si può discutere. Sulla seconda no.
Treni fermi dalla sera prima, scuole e ospedali coinvolti per l’intera giornata
Venerdì 30 ottobre 2026 si fermano il trasporto ferroviario, la scuola, la sanità pubblica e gli uffici pubblici. Per i treni lo stop proclamato dall’Usb comincia alle 21 di giovedì 29 ottobre e finisce alle 20.59 di venerdì. Chi deve partire giovedì sera, quindi, rischia già di restare a terra.
Per il pubblico impiego il Dipartimento della Funzione pubblica ha registrato nel suo cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego uno sciopero di tutto il personale della scuola e della sanità pubblica per l’intera giornata. Anche gli atenei hanno avvisato studenti e personale: l’Università dell’Insubria, per esempio, ha comunicato uno sciopero di tutte le categorie in cui saranno garantiti i servizi essenziali.
Qualche tutela, comunque, c’è. La legge 146 del 1990 impone le fasce di garanzia nei servizi pubblici essenziali: per i treni regionali si viaggia dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. A controllare che le regole siano rispettate è la Commissione di garanzia sugli scioperi, un’autorità indipendente. Sugli aerei le informazioni sono meno nette: la proclamazione parallela dell’Unione sindacale italiana (Usi-Cit) esclude espressamente il trasporto aereo, ferroviario, marittimo e locale. Chi vola venerdì farà bene a controllare il proprio volo con la compagnia.
A Milano il corteo parte dalla stazione Centrale, poi Roma, Torino e le altre piazze
Le manifestazioni sono annunciate a Roma, Milano, Bologna, Torino, Firenze, Napoli e Palermo. A Milano l’Usb ha fissato il ritrovo alle 10 in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale, mentre a Catania il corteo partirà alle 9.30 dal porto. Il sindacato collega lo sciopero a una giornata internazionale dei portuali contro il traffico di armi e sostiene che vi abbiano aderito 58 porti in quattro continenti.
Piazza Duca d’Aosta è un luogo che a Milano si ricorda bene. Il 22 settembre 2025, durante lo sciopero per Gaza, proprio alla stazione Centrale gruppi di manifestanti si scontrarono con la polizia: ci furono vetrine distrutte e decine di agenti feriti. Quella giornata non fu il corteo intero. A cercare lo scontro fu una minoranza, e il resto della piazza ne pagò il conto.
Perché il Viminale ha alzato l’allerta dopo i cortei di sabato 24 ottobre
Il ministero dell’Interno guarda al 30 ottobre dopo il bilancio di sabato 24 ottobre 2026: nelle manifestazioni in varie città sono state identificate 4.292 persone, 371 sono state fermate e accompagnate negli uffici, 9 arrestate e 87 denunciate. Tra i fermati c’erano 110 minorenni e 69 stranieri. Ci sono stati scontri a Torino, Bologna, Roma e Firenze.

Quella sera il ministro Piantedosi ha difeso il lavoro degli agenti. Le forze di polizia, ha detto, «sono riuscite a isolare e contenere le frange di violenti, con equilibrio e competenza». Quei cortei erano stati rilanciati dal Movimento 17 ottobre, una rete nata sui social dopo gli scontri di metà ottobre a Milano. Il suo presunto promotore è indagato per istigazione a delinquere: nei giorni scorsi un 30enne è stato ascoltato in questura a Milano e la casa dei genitori nel Bresciano è stata perquisita. Nessun atto pubblico lega quella rete all’Usb, e nessuno deve fare finta del contrario.
Dalle piazze di ottobre allo sciopero generale del 30 ottobre
- Durante lo sciopero per Gaza scontri alla stazione Centrale di Milano, decine di agenti feriti
- Maurizio Landini annuncia dal corteo di Roma lo sciopero generale Cgil del 20 novembre
- Movimento 17 ottobre, un 30enne ascoltato in questura a Milano, perquisita la casa dei genitori
- Cortei in molte città, il Viminale conta 4.292 identificati e 371 fermati
- L'Usb e i sindacati di base fermano treni, scuole e sanità per 24 ore
Scioperare è un diritto, bloccare un binario è un reato
L’articolo 40 della Costituzione tutela lo sciopero, cioè il diritto di non lavorare rinunciando alla paga, mentre bloccare strade e binari con il proprio corpo è diventato reato con il decreto sicurezza convertito nella legge 80 del 2025. Sono due cose diverse, e lo slogan «Blocchiamo tutto» le confonde.
Chi incrocia le braccia esercita un diritto e ne paga il prezzo. Chi occupa una stazione impone il proprio prezzo a un’infermiera che va in turno, a uno studente pendolare, a un operaio che quel giorno ha scelto di lavorare. Per noi la linea è netta.
Si sciopera fermando il proprio lavoro, non quello degli altri.
Il prezzo di chi sciopera, del resto, è reale. Tra chi ci legge circola l’idea del venerdì scelto per allungare il fine settimana: è la convinzione di un commento su cinque. Ma la giornata di sciopero non è un giorno di ferie. Viene trattenuta dalla busta paga: per un operaio con 1.500 euro netti al mese sono fra 60 e 70 euro, più o meno una spesa settimanale al supermercato.
Cosa pensano i lettori: Sciopero generale del 30 ottobre
Abbiamo letto e classificato uno per uno 20 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Governo e polizia sbagliano, reprimono30%
- Sostegno allo sciopero e alle piazze25%
- Scioperano per il weekend lungo20%
- Gli agitatori sono pericolosi, servono fermezza15%
- Fuori tema o senza opinione10%
Le tesi più sostenute
- 15%Lo sciopero di venerdì serve solo a farsi il weekend lungo
- 10%Il governo reprime il popolo invece di controllare i politici
Le convinzioni dei lettori, verificate
- Falso
Chi sciopera non perde la paga e il venerdì di sciopero vale come un giorno di ferie
Lo sciopero è un'astensione dal lavoro tutelata dall'articolo 40 della Costituzione, e la giornata non lavorata viene trattenuta dalla retribuzione. Non è ferie e non è pagata, in qualunque giorno della settimana cada.
Fonte: Costituzione della Repubblica italiana, articolo 40; legge 146/1990
- Non verificabile
I disordini nelle piazze sono responsabilità accertata di un singolo giovane straniero che li ha organizzati
Il presunto promotore del Movimento 17 ottobre risulta indagato, non condannato: le responsabilità penali le stabilirà un giudice. Il ministero dell'Interno ha diffuso numeri complessivi su arresti e fermi, ma nessuna responsabilità individuale per tutti i disordini.
Fonte: Ministero dell'Interno, bilancio dei cortei del 24 ottobre 2026
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di Corriere della Sera, Fanpage.it, Leggo. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Non è lo sciopero generale della Cgil, che arriva il 20 novembre
Lo sciopero generale del 30 ottobre non è della Cgil. La Confederazione generale italiana del lavoro, guidata da Maurizio Landini, ha proclamato un suo sciopero generale nazionale di 24 ore per venerdì 20 novembre 2026, contro la legge di bilancio del governo Meloni. Landini lo aveva annunciato il 17 ottobre dal corteo di Roma.
Due scioperi generali in tre settimane mettono alla prova anche il governo, che ha strumenti forti e li ha già usati. Nel novembre 2023 il ministro dei Trasporti Matteo Salvini precettò lo sciopero di Cgil e Uil del 17 novembre e ridusse a quattro ore lo stop dei trasporti. La precettazione è l’ordine con cui il governo obbliga i lavoratori a garantire il servizio. Il 3 ottobre 2025, invece, fu la Commissione di garanzia a giudicare illegittimo uno sciopero generale proclamato senza il preavviso previsto. A segnalare le irregolarità tocca all’autorità indipendente. Quando la decisione arriva dal ministro, sembra una scelta politica.
Cosa devono fare i sindacati di base e il governo prima di venerdì
Prima di venerdì l’Usb deve chiarire per iscritto che «Blocchiamo tutto» significa incrociare le braccia, non occupare binari e tangenziali, e deve schierare un servizio d’ordine che tenga fuori dai cortei chi cerca lo scontro. Isolare i violenti prima vale più di qualsiasi comunicato di scuse scritto dopo.

Al governo chiediamo l’altra metà del patto. Il ministro Piantedosi protegga le piazze senza divieti preventivi che puniscono migliaia di persone per le azioni di pochi. Il ministro Salvini non precetti nessuno senza una segnalazione della Commissione di garanzia. Un diritto costituzionale si difende fermando chi lo usa come scudo, non togliendolo a tutti in anticipo. Ancora non sappiamo quante adesioni ci saranno, né se la Commissione abbia segnalato problemi nella proclamazione.
Le regole valgono per chi protesta e per chi governa. Il diritto di sciopero va difeso anche dai propri slogan.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 20 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026, ore 08:49.
Hai notato un errore? Scrivici a info@tuttonotizie.eu: verifichiamo ogni segnalazione e, se l’errore è confermato, correggiamo dando conto della modifica. I nostri standard editoriali.
Fonti
- Dipartimento della Funzione pubblica (2026). Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego: sciopero plurisettoriale del 30 ottobre 2026.
- Università degli studi dell’Insubria (2026). Sciopero generale del 30 ottobre 2026.
Ne stiamo parlando sulla nostra pagina Facebook: leggi i commenti e di’ la tua.





