Youssef Siher libero, per la gip evocava «disobbedienza civile»: nessun grave indizio in 37 pagine

Meloni parla di decisione vergognosa, ma la Procura può fare appello. Cosa scrive la gip su Youssef Siher e perché per ora il fermo non regge.

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Youssef Siher è libero. La gip di Milano Tiziana Landoni lo ha deciso mercoledì 28 ottobre 2026: non ha convalidato il fermo del ricercatore di 30 anni, che la Procura ritiene l’amministratore del canale Telegram «Movimento 17 ottobre», e ha respinto la richiesta di tenerlo in carcere. Siher era detenuto a San Vittore dalla notte del 24 ottobre.

La gip di Milano non trova gravi indizi contro Youssef Siher

Nel provvedimento di 37 pagine depositato in tarda mattinata, la gip Tiziana Landoni scrive che gli elementi raccolti finora non bastano a ravvisare «gravi indizi di colpevolezza» per i reati contestati, «allo stato, e fatti salvi successivi approfondimenti di indagine». Senza gravi indizi la legge non consente di tenere una persona in cella prima del processo. Qui la giudice non li ha trovati.

La giudice entra nel merito dei messaggi. Secondo la gip, con i contenuti pubblicati sulla chat Siher ha espresso «modalità di protesta» contro le «attuali politiche governative» e ha evocato azioni di «disobbedienza civile». Sono parole che però, scrive, non si traducono in comportamenti violenti o criminosi, ma nella «mera programmazione di manifestazioni settimanali». Organizzare una piazza ogni settimana non è un reato. Invitare a devastarla lo sarebbe.

Questo confine la Corte costituzionale lo ha tracciato più di cinquant’anni fa. Con la sentenza n. 65 del 1970 ha stabilito che un discorso diventa punibile solo quando spinge concretamente a commettere reati, non quando esprime un’idea, anche radicale. Sulle carte di oggi, la gip ha messo i messaggi di Siher dal lato delle idee.

Chi è Youssef Siher, il ricercatore di origini marocchine che vive nel Bresciano

Youssef Siher è un italiano di seconda generazione, di famiglia marocchina, che vive in provincia di Brescia e lavora come ricercatore di geopolitica e giornalista freelance. Ha studiato comunicazione, scienze politiche e geopolitica, con un approfondimento su Nord Africa e Medio Oriente, e nel 2024 ha fatto uno stage all’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). Nel curriculum c’è anche un periodo da rider per Glovo.

Il giorno del fermo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva rivendicato su X la sua individuazione, parlando delle «grandi capacità dei nostri investigatori». Quattro giorni dopo, la prima giudice che ha letto gli atti è arrivata a una conclusione diversa. Lo avevamo raccontato al momento del fermo di Youssef Siher a Milano per istigazione aggravata dalla finalità di terrorismo: già allora le accuse si basavano soprattutto su quello che il 30enne scriveva, non su quello che aveva fatto in piazza.

Il Movimento 17 ottobre è nato dopo i saccheggi in centro a Milano

Il Movimento 17 ottobre è un gruppo giovanile cresciuto sui social, tra una chat Telegram e una pagina Instagram con la sigla «M1710». Porta la data del primo dei due giorni di scontri a Milano, il 17 e 18 ottobre. Secondo la ricostruzione dell’inchiesta, il canale attribuito a Siher è stato aperto dopo quel fine settimana, segnato dal corteo contro il caro-vita finito con 17 arresti e 104 agenti feriti.

Il dettaglio pesa. A Siher non vengono contestate le devastazioni di quei due giorni, ma i messaggi venuti dopo. Le indagini le hanno condotte la Polizia postale, la Digos e l’antiterrorismo. Chi ha distrutto le vetrine intorno a piazza Duomo è un capitolo separato, che va chiuso con nomi e processi.

La storia fin qui

Caso Youssef Siher, dagli scontri di Milano alla scarcerazione

  1. Scontri a Milano al corteo contro il caro-vita: 17 arresti e 104 agenti feriti
  2. La Questura di Milano conta 271 persone portate in questura dopo i saccheggi, 220 minorenni
  3. Il governo pubblica il decreto-legge n. 190 con il reato di violenza organizzata nei cortei
  4. La Procura di Milano dispone il fermo di Youssef Siher per istigazione aggravata dal terrorismo
  5. Youssef Siher non risponde alla gip Tiziana Landoni nell'interrogatorio a San Vittore
  6. La gip Landoni non convalida il fermo e rimette in libertà Youssef Siher

La pm Francesca Crupi chiedeva il carcere per rischio di fuga e di nuovi reati

Francesca Crupi è la pubblico ministero della Procura di Milano titolare dell’inchiesta con il procuratore capo Marcello Viola. Insieme hanno chiesto la convalida del fermo e il carcere, e il 27 ottobre lei era presente all’udienza di convalida a San Vittore. La Procura contestava due reati: l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.

Il secondo reato ha meno di una settimana di vita. Lo ha introdotto il decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190, in vigore dal 23 ottobre, che ha aggiunto al codice penale l’articolo 420-bis. Prevede da 2 a 5 anni di carcere per chi agisce durante un corteo in un gruppo organizzato di almeno cinque persone, e da 4 a 12 anni per chi lo promuove o lo istiga, anche via internet. Il fermo è arrivato il giorno dopo l’entrata in vigore. Siher è uno dei primi banchi di prova per quel decreto sicurezza firmato dal Quirinale dopo lo stop ai militari con poteri di polizia, e al primo esame davanti a un giudice l’accusa non ha retto.

Infografica TuttoNotizie. Articolo 420-bis, le pene del reato contestato a Youssef Siher. Anni minimi per chi partecipa al gruppo: 2; Anni massimi per chi partecipa al gruppo: 5; Anni massimi per chi promuove o istiga: 12; Persone minime per formare il gruppo: 5. Fonte: Decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190

All’interrogatorio del 27 ottobre Siher non ha risposto alle domande, come la legge gli consente. Dopo l’udienza i suoi avvocati, Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, hanno detto che non c’era stata «alcuna condotta istigatoria alle violenze». Nella sostanza la gip ha accolto la loro linea.

Meloni definisce vergognosa la decisione della gip in un video sui social

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la scarcerazione con un video sui social. «Considero vergognosa la decisione del Gip di Milano», ha detto, e ha descritto il canale come la pagina che incitava le manifestazioni poi finite con la devastazione di negozi a Milano. Ha parlato di «mortificazione insopportabile» per le forze dell’ordine e ha chiuso attaccando le decisioni di «certa magistratura».

La premier sbaglia, e non di poco. Sbaglia nel metodo: il capo del governo che chiama vergognosa la decisione di una giudice non difende le forze dell’ordine, ma mette pressione su chi dovrà decidere nei prossimi passaggi dello stesso fascicolo. E il suo racconto non coincide con gli atti: secondo gli inquirenti il canale nasce dopo i saccheggi, e nei messaggi la gip ha visto manifestazioni settimanali, non piani di devastazione.

Non è la prima volta. Nell’ottobre 2024 il Tribunale di Roma non convalidò il trattenimento di 12 migranti portati nei centri in Albania, e il governo rispose anche allora attaccando i giudici, non solo con i ricorsi. Anche allora la decisione su una singola misura diventò un caso politico nazionale.

Le decisioni dei giudici si impugnano in aula, non in video.

Chi ha commentato la notizia si è diviso tra chi vede una persecuzione politica e chi una magistratura schierata. Il 34% dei commenti analizzati giudica deboli le accuse, il 12% avrebbe voluto Siher in cella. A chi parla di giudici rossi rispondiamo con un fatto: la gip non ha assolto nessuno. Ha escluso il carcere sulla base degli atti di oggi, e Siher resta indagato. Le sue origini non c’entrano nulla: contano le prove.

Studio TuttoNotizie

Cosa pensano i lettori: Caso Youssef Siher

Abbiamo letto e classificato uno per uno 239 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.

239commenti letti
3testate su Facebook
210commenti su Reddit

  • Accuse deboli, perseguitato dal governo34%
  • Pericoloso islamista, restava in carcere12%
  • Giudici di sinistra, scarcerazione vergognosa6%
  • Ironia: ora lo candidano a sinistra3%
  • Fuori tema o senza opinione45%

Le tesi più sostenute

  • 5%È un capro espiatorio usato dal governo per distrarre dai problemi reali
  • 3%Il gruppo Telegram è nato dopo gli scontri: non può averli organizzati
  • 3%La magistratura è politicizzata a sinistra e protegge chi devasta

Le convinzioni dei lettori, verificate

  • Non verificabileIl Movimento 17 ottobre organizzava dichiaratamente azioni violente e non autorizzate

    Per la gip, allo stato degli atti, i messaggi evocano «disobbedienza civile» e manifestazioni settimanali, non comportamenti violenti. L'inchiesta è aperta e la Procura sostiene il contrario.

    Fonte: Tribunale di Milano, ufficio gip, provvedimento del 28 ottobre 2026 (non pubblicato)

  • Non verificabileNelle perquisizioni sono state trovate mappe delle piazze e un manuale sulla rivoluzione egiziana legato alla Fratellanza Musulmana

    Nessun atto ufficiale pubblico conferma il contenuto del materiale sequestrato. La gip comunque non ha ritenuto sufficienti gli elementi raccolti.

    Fonte: Nessun documento ufficiale disponibile

  • Non verificabileSu circa 10.000 messaggi della chat solo 99 appoggiavano la violenza, nessuno riconducibile a Siher

    Il conteggio non compare in atti o comunicati pubblici consultabili. Il provvedimento della gip esclude, allo stato, gravi indizi di istigazione.

    Fonte: Nessun documento ufficiale disponibile

Come abbiamo fatto lo studio

Commenti pubblici sotto i post Facebook di Fanpage.it, Sky tg24, la Repubblica e nelle discussioni Reddit di r/Italia, r/italy. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.

La Procura di Milano può appellare la decisione davanti al Riesame

Se ritiene sbagliata la decisione della gip Landoni, la Procura di Milano ha strumenti precisi: l’appello al Tribunale del Riesame contro il no al carcere, entro dieci giorni, e il ricorso in Cassazione contro la mancata convalida del fermo. L’inchiesta resta aperta e i pm possono portare nuovi elementi.

È la strada giusta, e l’unica che conta. Se il procuratore Viola e la pm Crupi hanno messaggi che istigano davvero alla violenza, il posto per mostrarli è davanti ai tre giudici del Riesame. Se non li hanno, la richiesta di carcere con l’aggravante del terrorismo era sproporzionata fin dall’inizio, e il governo che aveva celebrato il fermo come un successo investigativo dovrà renderne conto ai cittadini.

Infografica TuttoNotizie. Caso Youssef Siher, cosa può succedere dopo la scarcerazione. 1. Appello contro il no al carcere; 2. Ricorso contro la mancata convalida del fermo; 3. Indagini sul Movimento 17 ottobre; 4. Conversione in legge del decreto sicurezza. Fonte: Codice di procedura penale; decreto-legge n. 190/2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Codice di procedura penale; decreto-legge n. 190/2026

Intanto il decreto sicurezza deve passare dal Parlamento. Va convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione, cioè entro il 21 dicembre 2026, e il caso Siher entrerà nel dibattito sull’articolo 420-bis. Quanto ai negozianti di Milano, li protegge una cosa sola: trovare e processare chi ha spaccato le loro vetrine.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Abbiamo letto e classificato 239 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2026, ore 14:51.

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