Corteo contro il carovita a Torino, bruciate copie delle bollette: per l’Istat luce in tutela +60,2%

Luce in tutela +60,2% e tasse che crescono con il prezzo: i dati dietro il corteo sul carovita a Torino e la leva che resta in mano al governo.

In tempo reale

Cronaca, politica, giustizia ed esteri. Articoli costruiti con un sistema proprietario di intelligenza artificiale su fonti primarie, con controlli umani di verifica prima della pubblicazione.

Il corteo contro il carovita a Torino ha attraversato la città sabato 7 novembre 2026. È partito da piazza Castello poco dopo le 16 ed era diretto in piazza Crispi. Secondo le stime della giornata ha portato in strada fra tremila e quattromila persone, tra studenti, lavoratori e docenti, con un trattore in testa. In corso San Maurizio i manifestanti hanno bruciato fotocopie di bollette.

Erano fotocopie, non originali: chi le ha portate in piazza deve comunque pagarle. E quelle bollette non erano un pretesto. L’Istat ha diffuso il 30 ottobre le stime preliminari sui prezzi di ottobre 2026. L’inflazione è salita al 5,4% in un anno, lo stesso livello di agosto 2023. L’elettricità sul mercato tutelato costa il 60,2% in più di un anno fa.

Il carovita non è un’opinione: è nella bolletta.

Il percorso del corteo da piazza Castello a piazza Crispi

Il corteo era convocato alle 15 in piazza Castello. Ha percorso via Po, piazza Vittorio Veneto, via Vanchiglia, corso San Maurizio e corso Regina Margherita, poi piazza della Repubblica, via Cigna e corso Vigevano fino a piazza Crispi, nella zona nord della città. Gtt, l’azienda dei trasporti torinese, aveva annunciato deviazioni e rallentamenti delle linee già dalle 14 e la chiusura degli accessi al parcheggio di piazza Castello.

In testa c’era un trattore degli Agricoltori Autonomi Italiani, seguito da uno striscione bianco: «No al carovita, vogliamo dignità. Cacciate fuori i soldi». Il corteo è sfilato senza tensioni. Una settimana prima era andata diversamente: in quella stessa piazza c’erano state uova, un idrante e una carica davanti alla prefettura.

Torino in Piazza, il coordinamento che ha convocato la protesta

La manifestazione l’ha promossa Torino in Piazza, il coordinamento locale del movimento nazionale Italia in Piazza. Il corteo è stato annunciato in un’assemblea al Campus Luigi Einaudi, la sede universitaria occupata dal 26 ottobre. Le richieste del corteo mettono insieme carovita, caro affitti, guerra e riarmo, tagli a scuola e sanità, crisi climatica e opposizione al governo.

Il corteo di sabato arriva dopo una settimana piena. Il 30 ottobre c’era lo sciopero dell’Unione sindacale di base, il sindacato Usb. Quel giorno la Guardia di finanza aveva abbassato gli scudi davanti all’autostrada A4, mentre in piazza Castello erano partite le cariche. Lo stesso giorno l’Istat registrava l’aumento dei prezzi dell’energia.

La storia fin qui

Corteo carovita a Torino: le tappe dallo sciopero del 30 ottobre

  1. A Torino, durante lo sciopero Usb, la Guardia di finanza abbassa gli scudi davanti all'A4
  2. L'Istat stima l'inflazione di ottobre al 5,4%: luce in tutela +60,2% in un anno
  3. A Caen, in Francia, una donna getta acqua dal balcone sul corteo contro il carovita
  4. Torino in Piazza porta il corteo contro il carovita da piazza Castello a piazza Crispi

Sette obiettivi su un solo striscione sono troppi. Sul riarmo e sul governo ognuno ha le sue idee, e chi organizza le piazze lo sa. Sulle bollette invece i numeri parlano per tutti, anche per chi a quel corteo non sarebbe mai andato. Mescolarli in un lungo elenco di richieste significa sprecare l’argomento più forte che la protesta aveva in mano.

Per l’Istat la luce in tutela costa il 60,2% in più di un anno fa

Secondo l’Istat, a ottobre 2026 i prezzi dell’elettricità sul mercato tutelato sono cresciuti del 60,2% in un anno e quelli del gas tutelato del 56,8%. Sul mercato libero la luce è salita del 32% e il gas del 35,7%. Solo da settembre a ottobre la luce in tutela è aumentata del 34,1%.

Infografica TuttoNotizie. Corteo carovita a Torino: quanto sono saliti i prezzi dell'energia. Luce, mercato tutelato: 60,2%; Gas, mercato tutelato: 56,8%; Gas, mercato libero: 35,7%; Luce, mercato libero: 32%; Inflazione generale: 5,4%; Inflazione di fondo: 2%. Fonte: Istat, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Istat, 2026

Lo stesso comunicato smentisce una convinzione diffusa tra chi critica il corteo. L’inflazione di fondo, quella che esclude energia e alimenti freschi, si ferma al 2%. La spesa per alimentari e prodotti per la casa sale del 2,5%. Tradotto: per ristoranti, vestiti e telefoni non c’è stato un salto dei prezzi. Il salto c’è stato sull’energia, e pesa di più su chi non può scegliere, come chi è rimasto in tutela.

Fra i nostri lettori il giudizio sul corteo è stato duro: più della metà dei commenti ha descritto i manifestanti come gente che blocca la città e non serve a niente. Un commento su sei ha usato l’argomento dei locali sempre pieni. Ma un ristorante affollato il sabato sera non dice nulla di un’ottantenne in tutela che apre la bolletta della luce.

Studio TuttoNotizie

Cosa pensano i lettori: Il corteo contro il carovita a Torino

Abbiamo letto e classificato uno per uno 25 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.

25commenti letti
2testate su Facebook

  • Manifestanti fannulloni che disturbano la città52%
  • Ipocriti: lamentano miseria ma spendono16%
  • Giusto protestare, andate avanti4%
  • Colpa del governo, Meloni si dimetta4%
  • Fuori tema o senza opinione24%

Le tesi più sostenute

  • 16%Se il carovita fosse vero, ristoranti e locali non sarebbero sempre pieni
  • 12%Questi cortei bloccano la città e non servono a niente

Le convinzioni dei lettori, verificate

  • In parte veroLe bollette sono aumentate a causa della guerra e il rincaro è inevitabile

    L'Arera spiega l'aumento con le tensioni internazionali che spingono il prezzo del gas. Ma per i clienti vulnerabili la voce imposte cresce del 34,6% perché l'IVA segue il prezzo, e quella parte dipende da scelte dello Stato.

    Fonte: Arera, comunicato sull'ultimo trimestre 2026

Come abbiamo fatto lo studio

Commenti pubblici sotto i post Facebook di La Stampa, Tgcom24. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.

La bolletta dei clienti vulnerabili sale del 37,3% e con lei le tasse

Secondo l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, nell’ultimo trimestre del 2026 la bolletta della luce del cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela aumenta del 37,3% rispetto ai tre mesi prima. Riguarda circa 3 milioni di clienti: fra questi gli anziani sopra i 75 anni, le persone con disabilità e chi riceve il bonus sociale.

Il comunicato dell’Arera sull’ultimo trimestre 2026 fissa il prezzo a 43,43 centesimi per kilowattora, tasse incluse. L’Autorità spiega l’aumento con le tensioni internazionali, che spingono in alto il prezzo del gas: da quel prezzo dipende ancora il costo dell’elettricità all’ingrosso. Il costo dell’energia acquistata sale del 63,4%. Gli oneri di sistema, le voci in bolletta che finanziano spese generali come gli incentivi alle rinnovabili, restano fermi. La voce imposte, che comprende IVA e accise, cresce invece del 34,6%.

Infografica TuttoNotizie. Bolletta della luce dei vulnerabili nell'ultimo trimestre 2026. Aumento della bolletta (%): 37,3; Prezzo in centesimi per kWh: 43,4; Clienti coinvolti (milioni): 3; Aumento voce imposte (%): 34,6. Fonte: Arera, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Arera, 2026

L’IVA è una percentuale del totale: quando sale il prezzo dell’energia, lo Stato incassa di più. A febbraio il governo Meloni ha approvato il decreto bollette, con un contributo straordinario di 115 euro per chi ha il bonus sociale. Ma è arrivato prima dei forti aumenti d’autunno. Lo Stato non può guadagnare sulla crisi che chiede ai cittadini di sopportare. Quell’incasso in più deve tornare alle famiglie in tutela per tutto l’inverno, con un taglio dell’IVA sull’energia di casa o con un bonus sociale più alto.

Lo stesso sabato cortei anche a Milano, Bologna, Genova e Roma

Il corteo di Torino è stato una delle manifestazioni di una giornata di proteste in più città. Sabato 7 novembre si è manifestato contro carovita e riarmo anche a Milano, con iniziative degli studenti, a Genova e a Roma. A Bologna il luogo della piazza è stato discusso fino all’ultimo fra organizzatori e questura. Due giorni prima, in Francia, il corteo contro il carovita di Caen era passato sotto i balconi.

Bruciare una bolletta, però, non ne abbassa l’importo. Il prezzo dell’energia lo decidono i mercati all’ingrosso e, per i clienti tutelati, gli aggiornamenti dell’Arera. Alla politica italiana resta in mano una leva sola, ed è a Roma: le tasse e gli oneri che si aggiungono al costo dell’energia. È lì che governo e Parlamento devono dare risposte, non ai cancelli di un parcheggio chiuso in piazza Castello.

Le prossime date: i dati Istat del 17 novembre e le nuove tariffe dell’Arera

Il 17 novembre 2026 l’Istat pubblicherà i dati definitivi sull’inflazione di ottobre, che confermeranno o correggeranno la stima del 5,4%. L’Arera aggiornerà il prezzo del gas per i clienti vulnerabili nella sua comunicazione mensile. Con il prossimo aggiornamento trimestrale fisserà il prezzo della luce per i primi tre mesi del 2027.

Quanto pagheranno gli italiani quest’inverno lo decidono queste scadenze, non il numero di persone in corso San Maurizio. La rabbia per le bollette ha basi solide nei dati ufficiali. Chi governa ha in mano lo strumento per alleggerirle subito, e ogni settimana di attesa la pagano le famiglie più fragili.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Abbiamo letto e classificato 25 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2026, ore 20:06.

Hai notato un errore? Scrivici a info@tuttonotizie.eu: verifichiamo ogni segnalazione e, se l’errore è confermato, correggiamo dando conto della modifica. I nostri standard editoriali.

Fonti

Tag:Torino