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A ottobre 2026 l’inflazione in Italia sale al 5,4%. È la stima provvisoria dell’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, diffusa a Roma il 30 ottobre 2026. A settembre era al 4,2%. Non si vedeva un livello così da agosto 2023, cioè da oltre tre anni. A spingere i prezzi è l’energia, che costa il 31,4% in più di un anno fa.
Dentro la media c’è un numero che pesa più degli altri. Per le famiglie rimaste nelle tariffe regolate, cioè con il prezzo fissato dall’autorità e non dal mercato, l’energia costa il 59,5% in più rispetto a ottobre 2025. Una bolletta da 100 euro adesso ne vale quasi 160. Le associazioni dei consumatori stimano una stangata di oltre 1.500 euro a famiglia. Il Codacons, che fa il conto a parità di consumi, arriva a 1.803 euro l’anno: circa 150 euro al mese, più o meno una spesa al supermercato ogni settimana.
L’Istat registra la terza accelerazione di fila dei prezzi
Secondo il comunicato dell’Istat sui prezzi al consumo di ottobre 2026, l’indice generale è salito dello 0,9% in un solo mese e del 5,4% in un anno. La corsa va avanti da tre mesi. Ad agosto l’inflazione era al 3,3%. La stima di settembre dello stesso istituto l’aveva portata al 4,2%. Adesso siamo al 5,4%.
L’istituto calcola anche l’inflazione acquisita per il 2026, cioè la media dell’anno se i prezzi da qui a dicembre restassero fermi: è al 3,4%. La Banca centrale europea considera sano un aumento dei prezzi del 2%. A ottobre ne abbiamo quasi il triplo.

Le bollette in tutela aumentano più di quelle del mercato libero
Secondo l’Istat, a ottobre l’elettricità in tutela costa il 60,2% in più di un anno fa e il gas in tutela il 56,8% in più. Nel mercato libero gli aumenti sono del 32% per la luce e del 35,7% per il gas. Solo nell’ultimo mese le tariffe regolate sono salite del 18,8%.
Bisogna sapere chi è rimasto in tutela. Per quasi tutte le famiglie la tutela del gas è finita a gennaio 2024 e quella dell’elettricità a luglio 2024. Sono rimasti soprattutto i clienti che l’Arera, l’autorità per l’energia, considera vulnerabili: chi ha più di 75 anni, chi riceve il bonus sociale, le persone con disabilità. Nella media nazionale queste tariffe pesano poco, perché riguardano pochi clienti. Chi però ci sta dentro paga l’aumento per intero. Le tariffe nate per proteggere i più fragili sono oggi quelle che aumentano di più.

E gli aiuti promessi non sono ancora arrivati. Il 18 ottobre il governo ha ottenuto da Bruxelles un tetto al gas a 59 euro per le centrali elettriche, senza una data di partenza né una stima del risparmio. Qualche giorno prima il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti era ancora in attesa del via libera europeo sui 7 miliardi per gli aiuti contro il caro bollette. Due settimane dopo, il rincaro è già nelle bollette. Lo sconto no.
Caro energia 2026: dagli aiuti promessi all'inflazione al 5,4%
- Giorgetti aspetta il via libera Ue sui 7 miliardi per gli aiuti contro il caro bollette
- Il governo Meloni ottiene dall'Ue un tetto al gas a 59 euro, senza data di avvio
- Eni conferma fino a fine anno il tetto ai prezzi: gasolio a 2,25 euro
- L'Istat stima l'inflazione di ottobre al 5,4%, con le tariffe regolate dell'energia a +59,5%
Senza energia e cibo fresco i prezzi salgono del 2%
L’inflazione di fondo, cioè quella che l’Istat calcola togliendo energia e alimentari freschi perché sono i prezzi che cambiano di più, a ottobre è al 2%. A settembre era all’1,6%. I servizi crescono del 2,9%. Il carrello della spesa, cioè alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona, sale del 2,5%. La frutta, la verdura e gli altri alimentari freschi fanno invece +7,5%.
Questi dati spiegano da dove arriva l’aumento. Se fossero gli stipendi a spingere i prezzi, salirebbero di più i servizi, dove il costo del lavoro conta di più. Invece corre l’energia, che l’Italia compra soprattutto dall’estero. Per questo serve un aiuto alle famiglie che pagano le bollette più care, non uno sconto uguale per tutti. Nel 2022 il governo Draghi aveva tagliato le accise sui carburanti. Da gennaio 2023 il governo Meloni non ha più rinnovato il taglio. Su questo la premier ha avuto ragione: lo sconto costava miliardi e aiutava anche chi non ne aveva bisogno.
Con i prezzi più alti lo Stato incassa di più da Iva e Irpef
Quando i prezzi salgono, le entrate dello Stato crescono in due modi: l’Iva è una percentuale del prezzo e aumenta con la bolletta e con lo scontrino, mentre gli scaglioni dell’Irpef, l’imposta sul reddito, sono fissati in euro e non si adeguano da soli all’inflazione.
Questo meccanismo si chiama drenaggio fiscale. Se un datore di lavoro alza lo stipendio per recuperare i rincari, una parte dell’aumento finisce in tasse e il lavoratore non diventa più ricco. Lo vedono ogni mese milioni di dipendenti e di pensionati. Il 30 ottobre, giorno dei dati Istat, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di salari fermi e di inflazione, mentre il 37% degli italiani non riesce a mettere nulla da parte.
L’inflazione è una tassa che nessuno ha votato.
Il governo Meloni e il ministero dell’Economia hanno gli strumenti per restituire quei soldi, e devono usarli nella legge di bilancio per il 2027. Gli scaglioni Irpef vanno adeguati all’inflazione. Il bonus sociale per i clienti vulnerabili va rafforzato in proporzione ai rincari delle tariffe regolate. Rimandare vuol dire che lo Stato tiene per sé una parte dei rincari pagati dalle famiglie.
I lettori indicano il governo come primo responsabile dei rincari
Abbiamo analizzato 40 commenti su Facebook e Reddit. Il gruppo più numeroso, il 23%, dà la colpa al governo Meloni. Su questo la rabbia ha una base nei fatti: le bollette sono aumentate e gli aiuti annunciati non sono ancora arrivati. Due convinzioni diffuse invece non reggono alla prova dei dati Istat. L’aumento non dipende dagli stipendi, e non dipende soprattutto dalla benzina: il balzo più forte è quello delle tariffe regolate di luce e gas.
Cosa pensano i lettori: Inflazione di ottobre 2026 e caro bollette
Abbiamo letto e classificato uno per uno 40 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Colpa del governo Meloni23%
- Colpa di armi e guerre10%
- Servono nucleare e Russia5%
- Puntare su rinnovabili, non nucleare5%
- Fuori tema o senza opinione57%
Le tesi più sostenute
- 15%Il governo è incompetente e ignora il problema mentre le famiglie pagano
- 8%Si spendono miliardi in armi per Kiev mentre il popolo viene affamato
- 5%L'aumento di ottobre dipende soprattutto dal gas regolamentato, non dal petrolio
Le convinzioni dei lettori, verificate
- Falso
L'inflazione sale perché sono aumentati i salari.
A ottobre l'inflazione di fondo, senza energia e alimentari freschi, è al 2% e i servizi salgono del 2,9%, mentre i beni energetici salgono del 31,4%. L'aumento viene dall'energia, non dagli stipendi.
Fonte: Istat, Prezzi al consumo (dati provvisori) – Ottobre 2026
- In parte vero
L'aumento di ottobre dipende soprattutto da petrolio e costi di trasporto.
Gli energetici non regolamentati, compresi i carburanti, salgono del 29,4% e i servizi di trasporto del 3,1%. Il balzo più forte però riguarda le tariffe regolate di luce e gas, passate da +25,8% a +59,5%.
Fonte: Istat, Prezzi al consumo (dati provvisori) – Ottobre 2026
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di Sky tg24 e nelle discussioni Reddit di r/Italia. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Il dato definitivo dell’Istat arriva a metà novembre
Il 5,4% è una stima provvisoria: a metà novembre l’Istat pubblicherà i dati definitivi di ottobre, che possono cambiare di qualche decimale. Nessuno sa ancora quanto durerà l’aumento dell’energia. Si sa invece che il Parlamento deve approvare la legge di bilancio entro il 31 dicembre 2026.
Entro quella data il governo deve portare in Parlamento le cifre sugli scaglioni Irpef e sul bonus sociale, e la data di partenza del tetto al gas. Prendersela con chi vota non abbassa la bolletta di nessuno. Deve rispondere chi governa. Se gli aiuti non arrivano, l’inflazione diventa una tassa nascosta.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 40 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026, ore 17:13.
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Fonti
- Istat (2026). Prezzi al consumo (dati provvisori) – Ottobre 2026.
- Istat (2026). Prezzi al consumo provvisori – Settembre 2026.
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