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A Caen, in Francia, giovedì 5 novembre 2026 una donna ha gettato acqua dal suo balcone sui manifestanti del corteo dei sindacati contro il carovita, che passava sotto casa sua nel centro della città normanna. Pochi secondi dopo dal piano di sopra le hanno restituito il gesto, e la donna è rimasta zuppa. Il video ha fatto il giro dei social in tutta Europa.
Fa ridere, ed è giusto che faccia ridere. Però dietro la scena c’è qualcosa di serio: quella mattina migliaia di persone sfilavano lungo un percorso concordato con lo Stato, e qualcuno ha deciso di risponder loro con un secchio. Ha torto chi ha cominciato, e non per una questione di galateo condominiale.
Il 5 novembre centinaia di migliaia di persone in piazza contro il carovita
Il 5 novembre 2026 la Francia ha vissuto una giornata nazionale di sciopero e manifestazioni contro il caro vita e per salari più alti: secondo il ministero dell’Interno francese hanno sfilato 575.000 persone, secondo il sindacato CGT quasi 1,6 milioni. È questa la risposta a chi in questi giorni cerca cosa succede in Francia.
Il bilancio del ministero dell’Interno sulla giornata del 5 novembre conta 193 iniziative in strada, con 65.000 partecipanti solo a Parigi. Alla mobilitazione si erano uniti anche gli studenti delle scuole superiori. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, aveva presentato il dispositivo di sicurezza il giorno prima, il 4 novembre, promettendo fermezza contro i disordini.
La distanza tra le due stime è la solita: il sindacato quasi triplica la cifra del governo. Non è una novità francese, succede anche da noi a ogni sciopero generale. Chi vuole farsi un’idea deve tenere presenti entrambe le cifre e ricordare chi le ha prodotte.

A Caen il corteo dei sindacati ha seguito un percorso concordato con il prefetto
A Caen la manifestazione era stata dichiarata in prefettura dai sindacati CGT, CFDT, FO, UNSA, FSU e Solidaires, e il prefetto del Calvados aveva concordato con loro un percorso dalla piazza Saint-Pierre alla piazza Saint-Sauveur, con partenza alle 10. L’itinerario girava intorno al cuore del centro storico.
La comunicazione della prefettura del Calvados sulla manifestazione del 5 novembre spiegava che quel tracciato serviva a conciliare il diritto di manifestare con la sicurezza delle persone e dei beni. Gli autobus avrebbero funzionato regolarmente, senza però entrare in centro tra le 9 e le 14. Secondo la prefettura in strada a Caen c’erano 12.500 persone, secondo la CGT 26.000.
Quei manifestanti, insomma, erano dove le regole permettevano loro di stare, all’ora concordata, sulla strada concordata. Per questo il gesto dal balcone pesa più di quanto sembri.

Dal balcone l’acqua sui manifestanti, poi la risposta dal piano di sopra
Nel video girato a Caen si vede una residente di un palazzo del centro che, mentre passa il corteo, rovescia acqua sulla gente in strada. Quasi subito, dal piano di sopra, qualcuno le versa addosso altra acqua e la inzuppa. La televisione pubblica regionale France 3 ha parlato di più vicini, nei post sui social si parla di una sola vicina.
Non sappiamo chi sia la donna e non ci interessa saperlo: è una privata cittadina e il suo nome non aggiunge nulla. Ci interessa il gesto. Si può essere contrari a uno sciopero generale, e su questo noi abbiamo più di un dubbio: i prezzi non scendono perché un Paese si ferma per un giorno, e i salari crescono con la produttività e con la concorrenza, non per proclama. Ma chi non è d’accordo con un corteo lo dice, lo scrive, vota di conseguenza. Non lo innaffia.
Il dissenso si dice a voce, non a secchiate.
Chi ha risposto dall’alto ha ripetuto lo stesso gesto, e non lo prendiamo a modello. Però ha chiuso la partita in pochi secondi, senza che nessuno in strada dovesse reagire. Il corteo è andato avanti, e alla fine la sola persona bagnata davvero era quella che aveva cominciato.
Il capoluogo del Calvados, in Normandia, è stato ricostruito dopo il 1944
Caen è il capoluogo del dipartimento del Calvados, in Normandia, nel nord-ovest della Francia, a pochi chilometri dalle spiagge dello sbarco alleato del 6 giugno 1944. La città fu in gran parte distrutta nei combattimenti dell’estate di quell’anno e poi ricostruita.
Chi la conosce per i luoghi da visitare, dall’Abbazia degli uomini al Memoriale della pace, sa che è una città universitaria con una lunga tradizione di cortei sindacali e studenteschi. Il 5 novembre, secondo il bilancio della giornata in Normandia, non si sono registrate violenze significative ai margini delle manifestazioni. Il fatto più grave, per una volta, è stato un secchio d’acqua.
Dopo il 5 novembre i sindacati preparano nuove mobilitazioni
La protesta contro il carovita in Francia non finisce con la giornata del 5 novembre: altri appelli girano per sabato 7 novembre. Secondo l’emittente pubblica locale ici, a Caen la prefettura ha vietato i raduni per quella data, mentre la CGT chiede di andare avanti.
Il diritto di manifestare resta il confine che separa una democrazia da tutto il resto, anche quando chi sfila chiede cose che non condividiamo. Lo tutelano gli accordi tra prefetture e sindacati, i percorsi dichiarati, le forze dell’ordine in strada. Non lo intacca un balcone, ma un balcone non deve nemmeno provarci. Le prossime tappe sono le decisioni della prefettura del Calvados sui nuovi appelli e la risposta del governo francese alle richieste sui salari.
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- Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2026, ore 20:05.
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Fonti
- Prefettura del Calvados (2026). Manifestation intersyndicale du jeudi 5 novembre 2026 à Caen.
- Ministero dell’Interno francese (2026). Bilan de la mobilisation lycéenne et de la journée nationale d’action du 5 novembre 2026.





