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Dopo l’intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani, la Rai ha chiesto scusa. Il 6 novembre 2026 la Direzione Intrattenimento Day Time, guidata da Angelo Mellone, ha diffuso una nota su quanto andato in onda il 3 novembre a BellaMà, su Rai 2. Le scuse vanno all’ex sacerdote, oggi concorrente di Ballando con le stelle, e al pubblico. Il conduttore, intanto, continua a difendere le sue domande.
Cosa ha chiesto Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani a BellaMà
Il 3 novembre 2026, nello studio di BellaMà su Rai 2, Pierluigi Diaco ha incalzato Alberto Ravagnani sulla sua vita intima, sulla castità e sul suo orientamento sessuale, partendo dal libro autobiografico in cui l’ex prete racconta perché ha lasciato la tonaca. Ravagnani ha detto in diretta di non sentirsi tenuto a raccontare ogni parte della propria vita.
Il giorno dopo l’ospite ha usato parole nette: Ravagnani ha definito l’intervista di Diaco «un attacco violento e scorretto». In quella stessa ricostruzione avevamo riportato una frase detta dal conduttore nel 2017, quando chiamava la sessualità «un dettaglio». Ed è proprio su quel dettaglio che Diaco, a BellaMà, ha costruito la sua intervista.
Caso Diaco-Ravagnani, dall'intervista a BellaMà alle scuse della Rai
- Pierluigi Diaco incalza Alberto Ravagnani su vita intima e orientamento sessuale a BellaMà, Rai 2
- Alberto Ravagnani definisce l'intervista di Diaco «un attacco violento e scorretto»
- Diaco replica a Milly Carlucci in apertura di BellaMà e rivendica le sue domande
- La Direzione Day Time di Angelo Mellone si scusa con Ravagnani e con il pubblico
La nota firmata da Angelo Mellone: scuse all’ospite e al pubblico
Nella nota del 6 novembre 2026 la Direzione Intrattenimento Day Time della Rai esprime «il proprio rammarico per l’accaduto» e porge le scuse a Ravagnani e al pubblico per alcuni passaggi giudicati «non adeguati ed eccessivi». Il metro scelto dall’azienda è quello del servizio pubblico.
Secondo il testo firmato da Mellone, quei passaggi hanno mancato ai principi di «garbo, equilibrio e rispetto dell’interlocutore». Non è una formula di cortesia. Il contratto di servizio Rai 2023-2028, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2024, obbliga l’azienda al rispetto della dignità della persona umana. Quel contratto la Rai lo firma con lo Stato, e ce lo paghiamo noi.
Poi però la nota fa un passo indietro. Mellone scrive che resta ferma «la piena legittimità del porre domande anche incisive e scomode». Nessuno lo contesta. Il punto sta altrove: chiedere a un ospite che ha già detto di no da chi è attratto non è una domanda scomoda. È un’intrusione, e la Rai lo sa, altrimenti non avrebbe chiesto scusa.
Chi è Alberto Ravagnani, l’ex sacerdote in gara a Ballando con le stelle
Alberto Ravagnani è un ex sacerdote della diocesi di Milano che si è fatto conoscere con i video per i ragazzi pubblicati sui social e ha poi lasciato il sacerdozio. Le ragioni le ha raccontate lui in un libro autobiografico. In questa stagione è nel cast di Ballando con le stelle, il varietà del sabato sera di Rai 1 condotto da Milly Carlucci.
È lì che il caso è diventato uno scontro dentro la stessa azienda. Ospite a La volta buona, Carlucci ha parlato di «un’infelice intervista». Diaco le ha risposto il 5 novembre, in apertura di BellaMà: ha trovato «curioso» che qualcuno usasse i «mezzi della stessa azienda» per «regolare i conti». Due programmi del servizio pubblico, una settimana di frecciate.
Il conduttore di Rai 2 rivendica le domande e non si scusa
Pierluigi Diaco non ha chiesto scusa a Ravagnani: ha difeso pubblicamente l’intervista più volte, fino alla nota della Rai. All’agenzia Adnkronos ha dichiarato: «Quello che ho fatto si chiama giornalismo, mestiere sempre più raro in Italia».
Alle Iene, su Italia 1, è andato oltre: «Penso che sia naturale chiedere a un ex prete perché non è stato casto e se è attratto da un uomo o da una donna». Nella stessa occasione ha detto che dalla Rai non lo aveva richiamato «nessuno, assolutamente». Due giorni dopo la Rai ha messo nero su bianco il contrario di quello che lui rivendicava.
Qui sta la contraddizione che la nota lascia aperta. L’azienda giudica eccessivi i toni, il conduttore li chiama giornalismo. Uno dei due ha torto, e la Rai stessa ha già scritto chi. Allora non basta che si scusi l’editore al posto del suo volto.
Le scuse di un’azienda non valgono quelle di chi ha sbagliato.
Ravagnani merita di sentirle da chi gli ha fatto quelle domande, con la stessa telecamera e lo stesso pubblico. Se Diaco continua a rifiutarsi, toccherà alla Rai trarne le conseguenze previste dal contratto e dalle regole interne, invece di firmare a nome suo. Il Codacons ha chiesto al consiglio di amministrazione di verificare le responsabilità editoriali e ha sollecitato le dimissioni del conduttore. La nota non dice nulla di provvedimenti.
Il conduttore romano guida BellaMà dal 2022 per la direzione che ha firmato la nota
Pierluigi Diaco, romano, classe 1977, è giornalista e conduttore radiotelevisivo e dal 2022 guida BellaMà, il programma del pomeriggio di Rai 2. In precedenza aveva condotto Io e te su Rai 1. Lavora per la Direzione Intrattenimento Day Time, la stessa struttura che oggi ha preso le distanze dalla sua intervista.
Il dettaglio pesa. Non è stata un’autorità esterna a definire quei toni eccessivi, ma il direttore da cui dipende il suo programma. Quando il proprio capo scrive che hai mancato di rispetto a un ospite, rivendicare quella stessa intervista non è più coraggio giornalistico: è un problema di regole interne, che la Rai deve risolvere.
I lettori chiedono una sanzione che la nota non prevede
Tra chi ha commentato la notizia sulla nostra pagina, la domanda più ricorrente è perché a scusarsi sia stata l’azienda e non il conduttore. Il 30% dei commenti chiede che Diaco venga allontanato. Un altro 25% giudica l’intervista sbagliata e vuole una sanzione concreta.
Cosa pensano i lettori: il caso Diaco-Ravagnani e le scuse della Rai
Abbiamo letto e classificato uno per uno 20 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Diaco va licenziato30%
- Intervista male, ma serve sanzione25%
- Le scuse dovrebbe farle Diaco15%
- Boicottiamo il programma, non guardiamolo15%
- Fuori tema o senza opinione15%
Le tesi più sostenute
- 25%Diaco deve essere licenziato o mandato a casa dalla Rai
- 15%Le scuse non bastano: doveva scusarsi Diaco di persona
- 10%La Rai non sanziona i conduttori perché intoccabili e superpagati
Le convinzioni dei lettori, verificate
- In parte vero
Il canone pagato dai cittadini finanzia anche i programmi e i conduttori della Rai.
Il canone serve a finanziare il servizio pubblico, regolato dal contratto di servizio con lo Stato, programmi compresi. Le scuse della nota, però, non hanno un costo dichiarato a carico dei cittadini.
Fonte: Ministero delle imprese e del made in Italy, contratto di servizio Rai 2023-2028
- Non verificabile
I conduttori Rai non rischiano sanzioni perché sono pagati molto.
Nei documenti pubblici consultati non c'è alcun legame tra compensi e sanzioni. Il contratto di servizio impone a tutta l'azienda il rispetto della dignità della persona.
Fonte: Gazzetta Ufficiale, contratto di servizio Rai 2023-2028
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di Il Fatto Quotidiano, Leggo, Today.it. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Quella rabbia ha basi solide: la Rai stessa ha certificato lo sbaglio. Su un punto però va corretta. L’idea che i conduttori non rischino nulla perché pagati molto non trova riscontro nei documenti pubblici che abbiamo consultato: il contratto di servizio vincola tutta l’azienda al rispetto della persona, e a far rispettare quel vincolo deve pensarci il vertice Rai. Lo stipendio non c’entra.

Le prossime tappe sono già fissate. La puntata di BellaMà in onda il 6 novembre era stata registrata il giorno prima: la prima occasione in cui Diaco può parlare in diretta dopo la nota è lunedì 9 novembre 2026. Restano sul tavolo le richieste del Codacons al consiglio di amministrazione. E resta da ricucire il rapporto tra il daytime di Rai 2 e Ballando con le stelle. Le scuse ora le deve il conduttore.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 20 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2026, ore 17:07.
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Fonti
- Ministero delle imprese e del made in Italy (2024). Contratto nazionale di servizio Mimit-Rai 2023-2028, Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2024.
- Ministero delle imprese e del made in Italy. Rai – Radiotelevisione italiana: servizio pubblico e contratto di servizio.
- Gazzetta Ufficiale (2024). Contratto di servizio Rai 2023-2028, art. 13: gestione e sviluppo delle risorse umane.





