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Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino, ha sfilato venerdì 30 ottobre 2026 nel corteo torinese dello sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base (Usb), partito da piazza Palazzo di Città. Tra studenti e lavoratori, commossa, ha accusato il governo di Giorgia Meloni di trattare le piazze giovani «come fossero criminali». Per quei ragazzi ha chiesto «uno spazio nella società».
Appendino al corteo Usb: «Il governo addita le piazze giovani come criminali»
Chiara Appendino ha definito «agghiacciante» l’atteggiamento del governo verso le manifestazioni dei giovani. Ha detto che i ragazzi «non hanno bisogno di essere giudicati dal punto di vista morale» e che quello spazio nella società «glielo dobbiamo dare noi». Poi ha attaccato su soldi e priorità: «Il carovita esplode, il governo si chiude nei palazzi, trova i soldi per le armi».
Su un punto l’ex sindaca ha ragione, e lo diciamo senza giri di parole. Migliaia di persone in corteo non sono una banda. Sono studenti, insegnanti, personale scolastico, operai. Bollare tutti per le spinte di qualche decina di loro è sbagliato e non serve alla sicurezza di nessuno. Nel suo intervento, però, manca una cosa: il nome di un ministro e una frase precisa. Un’accusa così pesante, senza la citazione che la regge, resta uno slogan.
A Torino migliaia in piazza, spintoni con la polizia in via Rossini
Il corteo dell’Usb ha attraversato Torino dietro lo striscione «Stop carovita, no alla guerra, no al riarmo. Noi produciamo ricchezza, voi ladri di futuro». Gli studenti in piazza erano più di mille, medi e universitari, con le bandiere di Osa, Cambiare Rotta, Usb e Cub. Accanto ad Appendino sfilava Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
La giornata non è stata tutta pacifica. In via Rossini, vicino a via Po, ci sono state spinte tra la polizia e un gruppo di autonomi. Uno spezzone di migliaia di persone, fatto di collettivi universitari, studenti medi e autonomi, si è staccato dal corteo principale per sfilare da solo lungo via Cernaia. Sui cartelli c’era anche una frase che riassume la giornata meglio di molti comizi: «Il nostro futuro non è un debito». Nel corteo c’era anche Pietro Perotti, l’ex operaio Fiat di 87 anni sceso in piazza con gli studenti.
Dalla guida del Comune di Torino alla Camera: il percorso di Chiara Appendino
Chiara Appendino, nata a Moncalieri nel 1984, è stata sindaca di Torino per il Movimento 5 Stelle dal 2016 al 2021, quando ha battuto al ballottaggio il sindaco uscente Piero Fassino. Alla fine del mandato non si è ricandidata. Nel 2022 è entrata alla Camera dei deputati, dove siede oggi tra i banchi dell’opposizione.
Il suo nome, per molti torinesi, resta legato a una notte precisa: il 3 giugno 2017. Quella sera piazza San Carlo era piena di tifosi davanti al maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Il tentativo di rapina di un gruppo di giovani scatenò il panico. Nella calca rimasero ferite oltre 1.500 persone e due donne morirono per le lesioni riportate.
La condanna per piazza San Carlo è definitiva e non fa decadere da deputata
La Corte di Cassazione, il 17 giugno 2024, ha dichiarato irrevocabile la responsabilità penale di Chiara Appendino per disastro, omicidio e lesioni colposi, e ha disposto un nuovo processo d’appello solo per ricalcolare la pena. Il 20 gennaio 2025 la Corte d’assise d’appello di Torino l’ha fissata in 1 anno, 5 mesi e 23 giorni, contro i 18 mesi delle sentenze precedenti. La stessa pena riguarda l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana.
Una correzione è dovuta a chi chiede come mai l’ex sindaca sieda ancora in Parlamento. I reati sono colposi: vuol dire che i giudici le hanno attribuito una colpa nell’organizzazione e nei controlli, non la volontà di fare del male. La legge Severino, il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, esclude dalle candidature chi ha condanne definitive superiori a due anni per delitti non colposi. Il caso di Appendino non rientra in nessuna delle due condizioni, e per questo resta deputata.
Chiara Appendino, da piazza San Carlo al corteo di Torino
- Calca in piazza San Carlo a Torino durante la finale Juventus-Real Madrid: oltre 1.500 feriti, due donne morte
- La Cassazione rende irrevocabile la responsabilità di Chiara Appendino e ordina un appello bis sulla pena
- La Corte d'assise d'appello di Torino fissa la pena di Appendino in 1 anno, 5 mesi e 23 giorni
- Appendino sfila nel corteo Usb di Torino e accusa il governo di trattare le piazze giovani da criminali

Qui sta il nodo politico della giornata. Nessun politico italiano sa meglio di lei che la sicurezza di una piazza non è un dettaglio. È una responsabilità concreta, che finisce davanti a un giudice quando qualcosa va storto. Proprio per questo, da lei ci si aspetta la distinzione più netta: il diritto di sciopero va difeso, le spinte agli agenti in via Rossini vanno condannate con la stessa voce, nello stesso intervento.
Chi difende una piazza deve saperla anche proteggere.
Le proteste dei giovani dopo gli scontri di Milano e le parole di Mattarella
Il corteo di Torino arriva dopo dieci giorni di tensione sulle piazze giovanili, cominciati con gli scontri di Milano. Il 21 ottobre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha respinto «indifferenza o meschina sottovalutazione» verso i giovani dopo i 220 minori fermati a Milano. Lo stesso giorno l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi ha legato le proteste ad aspettative bloccate in un Paese dove «comandano gli anziani».
Le due voci più autorevoli del Paese hanno quindi indicato la stessa strada: prendere sul serio le ragioni dei ragazzi e, insieme, non tollerare la violenza. Chi lavora in strada chiede la stessa cosa. Dagli agenti è arrivata una richiesta precisa alla politica: non vogliono essere la controparte dei ragazzi nei cortei. Le parole di Appendino, in questo senso, vanno nella direzione giusta solo a metà.
La legge di bilancio in Parlamento mette alla prova governo e opposizione
La risposta alle piazze del 30 ottobre passa ora dalla legge di bilancio, che il Parlamento deve approvare entro il 31 dicembre 2026. Lì si vedrà quanto pesano salari, scuola e sanità rispetto alle altre voci di spesa, comprese quelle per la difesa.
Il giudizio, a fine giornata, è semplice. Il governo sbaglia quando tratta migliaia di studenti come un problema di ordine pubblico, e deve rispondere nel merito, con le cifre della manovra. Chi ha spinto gli agenti in via Rossini va identificato e risponde personalmente, come prevede la legge. E un’opposizione che vuole parlare a nome di quei ragazzi deve farlo con le citazioni esatte e con una condanna della violenza senza esitazioni. Altrimenti lascia i ragazzi di Torino soli due volte.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato un documento ufficiale, citato in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, ore 15:08.
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