Avs senza candidato alle primarie: piace la storica Ponzani, Bonelli: «Dobbiamo ancora decidere con Nicola»

Sei europarlamentari e ancora nessun nome: chi può essere il candidato di Avs alle primarie di febbraio, tra Ponzani, Albanese e i due leader del partito.

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Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), il partito guidato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, deve trovare in poche settimane un candidato per le primarie del centrosinistra. Il 30 ottobre 2026 Pd, Movimento 5 Stelle e Avs le hanno fissate «entro il mese di febbraio». Oggi, 1 novembre, a Roma il nome ancora non c’è. Circolano due ipotesi: la storica Michela Ponzani e la giurista Francesca Albanese.

La data è arrivata dopo un vertice in videoconferenza di quasi tre ore tra la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte e i due leader di Avs. La nota congiunta mette in fila i passaggi: il programma comune entro novembre, una mobilitazione nazionale a dicembre e poi le primarie entro febbraio, con le regole ancora da scrivere. Il calendario c’è. Per Avs c’è anche un problema: queste primarie non le voleva.

Infografica TuttoNotizie. Primarie del centrosinistra: le tappe fino a febbraio. 1. Tavoli sul programma comune; 2. Mobilitazione nazionale; 3. Regole e candidature; 4. Primarie di coalizione. Fonte: Nota congiunta Pd, M5s, Avs (2026).
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Nota congiunta Pd, M5s, Avs (2026)

Bonelli e Fratoianni hanno passato mesi a rinviare le primarie

Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, portavoce di Europa Verde e di Sinistra Italiana, nel 2026 hanno messo il programma davanti ai gazebo e hanno rinviato la scelta di un nome. A giugno Fratoianni rispondeva: «Ne discuteremo se ci saranno le primarie». Ad agosto Bonelli ripeteva: «Prima viene il programma, poi tutto il resto».

Nello stesso agosto, però, Bonelli assicurava anche: «Alle primarie ci sarà un nostro candidato». Il 31 ottobre è tornato ad aprire a una candidatura di Avs. Poche ore dopo ha frenato: «Dobbiamo ancora decidere con Nicola». In tre mesi Avs ha promesso un candidato almeno due volte, e il candidato non è ancora arrivato.

Gli alleati, intanto, si sono mossi. Il 18 ottobre Schlein si è detta candidata premier «con o senza primarie». Il 24 ottobre Conte ha rilanciato l’idea di un terzo nome, già respinta dalla segretaria del Pd. Nel 2012 la sinistra radicale aveva Nichi Vendola, allora presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia Libertà, che alle primarie arrivò terzo al primo turno dietro Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. Oggi una figura con quel peso nel partito non c’è.

La storia fin qui

Primarie del centrosinistra: da Schlein al rebus del candidato Avs

  1. Elly Schlein all'assemblea Pd si dice candidata premier «con o senza primarie»
  2. Giuseppe Conte rilancia l'idea di un terzo nome per la guida del centrosinistra
  3. Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni fissano le primarie entro febbraio
  4. Angelo Bonelli apre a un candidato Avs, poi: «Dobbiamo ancora decidere con Nicola»
  5. Matteo Renzi risponde a Conte sui veti e sulle regole delle primarie

Chi è Michela Ponzani, la storica querelata da La Russa

Michela Ponzani è docente a contratto di Storia contemporanea al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata. Da dieci giorni è al centro di uno scontro con il presidente del Senato Ignazio La Russa. Secondo la ricostruzione di Repubblica, dentro Avs il suo profilo piace molto. Finora lei non si è espressa pubblicamente su una candidatura.

Lo scontro è nato il 22 ottobre nella trasmissione Otto e mezzo, su La7. Ponzani ha collegato il nuovo decreto sicurezza del governo Meloni ai fatti di Milano del 1973 e ha detto: «se nel 1973 fosse stato approvato un decreto sicurezza come quello che viene discusso e approvato oggi, probabilmente noi oggi non avremmo un presidente del Senato». Il 24 ottobre La Russa ha definito quelle parole «gravemente lesive» e ha annunciato un’azione giudiziaria. Il 26 ottobre la storica è tornata in trasmissione e ha precisato di non avergli mai attribuito l’omicidio. Dal suo avvocato è arrivata la risposta: «La professoressa Ponzani non ha alcuna intenzione di scusarsi».

Il 12 aprile 1973 a Milano fu ucciso l’agente Antonio Marino

Il 12 aprile 1973 a Milano, durante una manifestazione del Movimento sociale italiano e del suo movimento giovanile, il Fronte della Gioventù, una bomba a mano uccise l’agente di polizia Antonio Marino. Aveva 22 anni. Per l’omicidio furono condannati due militanti di estrema destra, Maurizio Murelli e Vittorio Loi, a 18 e 19 anni di carcere.

Quel giorno La Russa era in piazza ed era segretario lombardo del Fronte della Gioventù. La mattina il prefetto aveva vietato le manifestazioni politiche fino al 25 aprile. Il presidente del Senato respinge ogni responsabilità per la morte di Marino e contesta che il corteo non fosse autorizzato. Sulla responsabilità penale la storia è chiusa da sentenze che non lo riguardano. La storica lo ha riconosciuto pubblicamente.

Per questo la querela va ritirata. Il 27 ottobre La Russa ha detto che ci penserà. La seconda carica dello Stato non porta in tribunale una storica per una ricostruzione dei fatti, e meno che mai dopo che lei stessa ha precisato le sue parole. Chi presiede il Senato ha strumenti per rispondere che un privato cittadino non ha: la tribuna, la notorietà, gli avvocati. Usarli contro chi studia il passato non difende le istituzioni.

Francesca Albanese ha ancora l’incarico alle Nazioni Unite

Francesca Albanese, giurista internazionale, dal 1° maggio 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967. L’ha nominata il Consiglio per i diritti umani nella sua 49ª sessione, a marzo 2022, come risulta dalla pagina ufficiale del mandato dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani.

Il suo nome gira intorno ad Avs almeno da agosto. Non risulta però che Albanese abbia mai detto di voler fare politica di partito. Un relatore speciale è un esperto indipendente. Chi corre alle primarie di una coalizione chiede voti a una parte. Le due cose non stanno insieme: se un giorno volesse candidarsi, Albanese dovrebbe prima lasciare l’incarico. Lo stesso vale per il partito: non si candida chi non lo ha deciso.

Turno unico o ballottaggio: le regole decidono il peso di Avs

Le regole delle primarie del centrosinistra non sono ancora scritte. I centristi chiedono il ballottaggio. Con il turno unico, invece, un candidato di Avs si contenderebbe gli stessi elettori della sinistra del Pd che guardano a Schlein. Sul formato si è già aperto lo scontro tra Matteo Renzi e Conte, sul turno unico e sui veti.

Avs non arriva a mani vuote. Alle elezioni europee del 9 giugno 2024 ha preso 1.588.168 voti, il 6,78 per cento tra Italia ed estero, e ha eletto 6 europarlamentari, secondo i dati del Ministero dell’Interno. È più o meno un elettore ogni quindici. Un partito con questi numeri può pesare alle primarie, ma solo se ci arriva con un nome suo e con un programma da difendere.

Infografica TuttoNotizie. Il peso di Avs alle europee 2024, prima delle primarie. Voti ad Avs: 1.588.168; Percentuale dei voti: 6,8; Europarlamentari eletti: 6. Fonte: Ministero dell'Interno, Eligendo (2024).
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ministero dell'Interno, Eligendo (2024)

Le primarie non si vincono con un nome preso in prestito.

Avs ha chiesto a lungo di mettere il programma prima delle persone, e su questo aveva ragione. Ora il programma si scrive e la gara è decisa. Tocca a Bonelli e Fratoianni scegliere tra loro due o proporre un candidato che accetti fino in fondo l’impegno politico. Cercare una figura famosa per prendere un po’ della sua notorietà vorrebbe dire scappare dalla gara che hanno sottoscritto. Chi fa parte di una coalizione e firma una data poi deve anche presentarsi.

Il calendario è già fissato. Dalla prossima settimana partono i tavoli sul programma, da chiudere entro novembre. A dicembre è prevista la mobilitazione nazionale. Prima dei gazebo di febbraio i quattro leader dovranno scrivere le regole: turno unico o ballottaggio, raccolta delle firme e candidature. Prima di quelle regole Avs dovrà dire chi manda in campo. E La Russa dovrà decidere se tenere in piedi la querela contro Ponzani.

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  • Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2026, ore 13:35.

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Tag:Centrosinistra