Primarie del centrosinistra entro febbraio, regole ancora da scrivere: la legge chiede il nome del premier

Prima il programma a novembre, poi la piazza a dicembre: le primarie del centrosinistra entro febbraio hanno una data, non ancora le regole.

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Il centrosinistra farà le primarie entro febbraio 2027. Lo hanno deciso il 30 ottobre 2026, dopo tre ore di videoconferenza, Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, e Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra. Nella nota congiunta i quattro leader fissano anche il programma comune entro novembre e una mobilitazione nazionale a dicembre contro la manovra.

La frase che conta è una: «Abbiamo concordato che le primarie si terranno entro il mese di febbraio con l’obiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica». Fino a pochi giorni fa la coalizione girava a vuoto sul nome del leader. Il 24 ottobre Conte aveva rilanciato l’ipotesi di un terzo nome, già respinta da Schlein. Il giorno dopo, a Montepulciano, la segretaria del Pd prometteva agli alleati di fare in fretta sull’ultimo miglio del programma. Adesso c’è un calendario, e la data di febbraio era proprio quella su cui insisteva il leader del M5s.

La storia fin qui

Centrosinistra, dalla legge elettorale all'accordo sulle primarie

  1. La Camera approva in prima lettura la riforma elettorale che chiede il nome del candidato premier
  2. Il Senato approva con modifiche la legge elettorale e la rimanda alla Camera
  3. Giuseppe Conte rilancia un terzo nome per la guida del centrosinistra, Elly Schlein dice no
  4. A Montepulciano Elly Schlein promette agli alleati di chiudere in fretta il programma comune
  5. Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni fissano programma entro novembre e primarie entro febbraio

Scegliere le primarie è la decisione giusta. Quando due partiti si contendono la guida di un’alleanza, l’unico arbitro che nessuno può accusare di parzialità sono gli elettori. Il precedente esiste: nell’ottobre 2005 oltre quattro milioni di persone andarono ai gazebo per scegliere Romano Prodi, e quella investitura tenne insieme una coalizione larghissima fino alla vittoria del 2006.

Le regole delle primarie restano ancora da scrivere

Nella nota del 30 ottobre 2026 non ci sono né il giorno preciso delle primarie né le regole su chi vota e chi può candidarsi: c’è solo il limite di fine febbraio. Alcune questioni, tra cui proprio queste, sono state rinviate.

Il rinvio pesa più di quanto sembri. Nelle primarie le regole decidono quasi tutto: chi può votare, quante firme servono per candidarsi, se il voto è solo nei gazebo o anche online, chi conta le schede. Un partito più grande ha interesse a regole che premiano l’organizzazione sul territorio, uno più piccolo a regole che premiano la notorietà del leader. Lasciare questi nodi a gennaio significa arrivare a febbraio con un litigio già pronto.

Un calendario non è ancora un governo.

Per questo le regole vanno scritte entro novembre, insieme al programma, e ogni candidato deve impegnarsi per iscritto a sostenere chi vince. Chi non firma quell’impegno prima del voto non ha titolo per correre.

La nuova legge elettorale obbliga le coalizioni a indicare il candidato premier

La riforma elettorale voluta dalla maggioranza impone a liste e coalizioni di indicare il nome del candidato premier già al momento del deposito del simbolo. Le primarie, quindi, non sono un esercizio di democrazia interna: sono il modo in cui il centrosinistra deve arrivare a quel nome.

Il percorso della proposta di legge A.C. 2822-B sull’elezione di Camera e Senato è documentato dalla Camera dei deputati. Il testo è passato in prima lettura alla Camera il 16 luglio 2026, è stato modificato dal Senato il 15 settembre 2026 ed è stato approvato in via definitiva dalla Camera all’inizio di ottobre. Le opposizioni l’hanno combattuto in Aula. Ora devono giocare con quelle regole, e la prima regola chiede un volto prima ancora delle liste.

Il tavolo del programma si apre alle altre opposizioni in Parlamento

Dalla prima settimana di novembre partono i tavoli sul programma, aperti, scrivono i leader, alle «forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono l’urgenza di costruire un’alternativa di Governo alla destra». L’apertura riguarda anche l’area centrista, a partire da Italia viva di Matteo Renzi.

Allargare non è un vezzo. Alle politiche del 25 settembre 2022, alla Camera, il centrodestra prese il 43,8 per cento. La coalizione guidata dal Pd si fermò al 26,1, il M5s da solo al 15,4, Azione e Italia viva insieme al 7,8. Sommati, Pd e M5s facevano meno del centrodestra: divisi, avevano consegnato in partenza la maggioranza dei seggi.

Infografica TuttoNotizie. Politiche 2022, i voti alla Camera di centrodestra e opposizioni. Centrodestra: 43,8%; Centrosinistra guidato dal Pd: 26,1%; Movimento 5 Stelle: 15,4%; Azione e Italia viva: 7,8%. Fonte: Ministero dell'Interno, elezioni politiche 2022.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ministero dell'Interno, elezioni politiche 2022

Ma un’alleanza che somma i voti senza sommare le idee dura il tempo di una campagna elettorale. Sulla politica estera e sulla difesa, a cominciare dal sostegno all’Ucraina, Pd e M5s hanno votato in modo diverso per anni. Un programma serio deve dirlo nero su bianco, insieme a dove si prendono i soldi per ogni promessa su salari, sanità e casa. Se il testo di fine novembre aggira questi due punti, sarà un documento per tenere unita la coalizione, non per governare il Paese.

A dicembre la piazza contro la manovra da 157 articoli

La mobilitazione nazionale di dicembre si terrà mentre il Parlamento discute la legge di bilancio, il cui testo da 157 articoli ha avuto il via libera del Quirinale il 30 ottobre 2026. Nella nota i quattro leader la definiscono «questa pessima manovra».

L’accusa al governo di Giorgia Meloni è precisa: quattro anni che, secondo la nota, «hanno prodotto carovita, crescita prossima alla zero e aumentato le diseguaglianze». Protestare contro una manovra è legittimo, e la piazza sarà aperta anche a sindacati, associazioni e società civile. Però una manifestazione contro qualcosa convince soltanto chi è già convinto. Il programma chiuso a fine novembre arriva giusto in tempo: in piazza va portato quello, con le cifre, non solo lo slogan contro il governo.

Quando si vota e cosa succede nelle prossime settimane

La legislatura scade in modo naturale nell’ottobre 2027, ma nel dibattito politico circola l’ipotesi di un voto anticipato in primavera: la decisione sullo scioglimento delle Camere spetta al Presidente della Repubblica. Con primarie a febbraio, il centrosinistra avrebbe il suo candidato anche nello scenario più stretto.

Infografica TuttoNotizie. Primarie, il calendario fino al voto. 1. Tavoli programma; 2. Programma comune; 3. Mobilitazione; 4. Primarie; 5. Fine legislatura. Fonte: Nota Pd, M5s, Avs 2026; Camera.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Nota Pd, M5s, Avs 2026; Camera

Il centrosinistra ha fatto il passo giusto nel modo giusto, scegliendo gli elettori invece dei caminetti. Adesso il calendario è pubblico, e chi lo ha firmato ne risponde. I tavoli sul programma si aprono la prossima settimana, il testo comune è atteso entro il 30 novembre, la manifestazione nazionale cade a dicembre durante l’esame della manovra e le primarie si terranno entro fine febbraio 2027. Prima di allora servono regole scritte e un impegno firmato a sostenere chi vince.

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  • Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026, ore 09:05.

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