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Lunedì 26 ottobre 2026 l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, oggi deputato del Partito democratico, ha difeso i vaccini e i lockdown davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, a Palazzo San Macuto, a Roma. Ha definito i vaccini il «game changer» della pandemia e ha chiamato «propaganda becera contro le istituzioni» lo slogan «tachipirina e vigile attesa».
In commissione Covid Speranza rivendica vaccini e chiusure
Roberto Speranza ha risposto per ore alle domande della commissione presieduta da Marco Lisei, di Fratelli d’Italia, e ha rivendicato tutte le scelte del 2020-2022. «Le chiusure, il cosiddetto lockdown, sono state fondamentali per la sicurezza sanitaria di moltissime persone», ha detto in apertura. Ha citato uno studio dell’Imperial College pubblicato su Nature nel 2020, secondo il quale il primo lockdown avrebbe salvato 630mila persone in Italia.
Il clima era quello di un processo politico. Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione, gli ha chiesto se non si vergognasse e se volesse scusarsi con i danneggiati dai vaccini. Speranza ha risposto che il suo governo aveva stanziato 150 milioni di euro per gli indennizzi. Quando ha cominciato a leggere i pareri degli scienziati, Lisei lo ha interrotto: «Si va be’, non è il Vangelo». In agosto la stessa commissione aveva ascoltato l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Cosa dicevano davvero le circolari sulla cura a casa
Le circolari del ministero della Salute sulla cura a casa dei malati di Covid erano tre, per un totale di 73 pagine secondo Speranza. La prima porta la data del 30 novembre 2020, l’ultima è un aggiornamento del 26 aprile 2021. Le hanno firmate due dirigenti del ministero, Gianni Rezza e Andrea Urbani, con il parere del Comitato tecnico scientifico, del Consiglio superiore di sanità e dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).
Lo slogan racconta medici che davano solo paracetamolo e aspettavano. I testi dicono un’altra cosa: tenere sotto controllo i sintomi e l’ossigeno nel sangue con il saturimetro, usare paracetamolo o antinfiammatori per febbre e dolori, cortisone ed eparina per alcuni pazienti, niente antibiotici senza un’infezione batterica. «Vigile attesa» voleva dire controllare il malato, non lasciarlo solo. Il Tar del Lazio annullò la circolare nel gennaio 2022, il Consiglio di Stato diede poi ragione al ministero.
Su questo Speranza ha ragione: lo slogan non descrive quei documenti. Però Lisei gli ha fatto una domanda legittima, e la risposta non è arrivata. La prima circolare uscì otto mesi dopo l’inizio dell’epidemia. In quei mesi i medici di famiglia hanno lavorato senza un’indicazione nazionale scritta. «Io facevo il ministro, non scrivevo circolari», ha detto Speranza. Ma chi guida un ministero risponde anche dei ritardi dei suoi uffici.
Quante vite ha salvato la campagna anti Covid secondo Iss e Oms
Secondo l’Istituto superiore di sanità (Iss), in Italia la campagna di vaccinazione ha evitato circa 150mila morti tra il 27 dicembre 2020 e il 31 gennaio 2022. Lo stesso rapporto dell’Iss e del ministero dell’aprile 2022 stima circa 8 milioni di contagi in meno, oltre 500mila ricoveri e oltre 55mila ingressi in terapia intensiva evitati.

Speranza in commissione ha citato la cifra precisa, 151.532 morti evitate. Per dare un’idea: è come se fosse stata risparmiata un’intera città grande quanto Salerno. I dati europei vanno nella stessa direzione. Il 16 gennaio 2024 l’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha calcolato almeno 1,4 milioni di vite salvate in Europa dai vaccini anti Covid, con una riduzione dei morti del 57 per cento tra dicembre 2020 e marzo 2023. La sola prima dose di richiamo ne avrebbe salvate circa 700mila.

Gli effetti avversi gravi esistono, sono rari e l’Aifa li ha registrati e pubblicati nei suoi rapporti. Chi ha subito un danno ha diritto a un indennizzo rapido e a uno Stato che non lo tratti da fastidio. Ma i numeri dicono che senza vaccini il conto dei morti sarebbe stato molto più alto, e nessuna maggioranza può votarli via. Anche a chi oggi invoca il carcere va dato un fatto: nel 2023 il tribunale dei ministri di Brescia ha archiviato le posizioni di Speranza e di Conte. E le autopsie non furono mai vietate per legge: una circolare dell’aprile 2020 le sconsigliava sui casi accertati, per proteggere il personale, e i magistrati potevano sempre disporle.
Nel 2020 l’Italia aveva un piano pandemico del 2006
Quando il virus arrivò in Italia, nel febbraio 2020, il piano nazionale contro le pandemie era quello del 2006, mai aggiornato. Il nuovo piano pandemico influenzale 2021-2023 ha avuto il via libera della Conferenza Stato-Regioni il 25 gennaio 2021 ed è uscito in Gazzetta Ufficiale il 29 gennaio 2021, con la seconda ondata già in corso.
La colpa di quei quattordici anni di attesa è condivisa con i governi precedenti, di ogni colore. Ma Speranza era ministro da cinque mesi quando dalla Cina arrivarono i primi allarmi, e sulle settimane di gennaio e febbraio 2020 in commissione ha rivendicato molto e chiarito poco. Non sappiamo ancora quali carte di quel periodo abbia acquisito la commissione.
Covid, dalle circolari sulla cura a casa all'audizione di Speranza
- Il ministero della Salute pubblica la prima circolare sulla gestione a casa dei malati di Covid
- La Conferenza Stato-Regioni approva il nuovo piano pandemico 2021-2023, che sostituisce quello del 2006
- Il ministero della Salute aggiorna le indicazioni sulla cura domiciliare del Covid
- L'Iss stima circa 150mila morti evitate in Italia grazie ai vaccini
- L'Oms Europa calcola almeno 1,4 milioni di vite salvate dai vaccini anti Covid
- Roberto Speranza difende vaccini e circolari davanti alla commissione d'inchiesta sul Covid
La scienza ha retto. La preparazione no.
Chi è Roberto Speranza, ministro della Salute dal 2019 al 2022
Roberto Speranza, nato a Potenza nel 1979, è stato ministro della Salute dal settembre 2019 all’ottobre 2022, nel secondo governo Conte e nel governo Draghi. È stato segretario di Articolo Uno e dal 2022 siede alla Camera eletto con il Pd. In commissione ha detto di aver «liberato tutta la mia agenda per stare qui».
L’ex ministro ha anche accusato la commissione di voler «colpire» gli avversari politici e di cercare consensi tra i gruppi «negazionisti e antiscientifici». Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha parlato di una «narrazione autoassolutoria». Una perizia depositata in commissione sostiene che le circolari fossero in contrasto con le prove scientifiche; Speranza le ha opposto cinque pareri di scienziati, tra cui quelli dello Spallanzani.
Da Lorenzin a Schillaci, le scelte sulle immunizzazioni hanno sempre diviso
Speranza non è il primo ministro della Salute a finire nel mirino per i vaccini. Nel 2017 Beatrice Lorenzin portò l’obbligo per i bambini a dieci vaccinazioni con il decreto-legge n. 73, e fu contestata per mesi. Nell’agosto 2025 l’attuale ministro Orazio Schillaci ha azzerato la commissione nazionale di esperti sui vaccini, il Nitag, dopo le proteste per la nomina di due componenti critici verso le vaccinazioni.
Il precedente di Schillaci dice che anche dentro il governo di centrodestra c’è chi difende la scienza. Per questo la commissione d’inchiesta deve smettere di processare i vaccini, che i dati hanno già assolto, e concentrarsi sulla preparazione mancata. Speranza deve consegnare ogni atto su cosa il ministero sapeva tra gennaio e febbraio 2020, e quando lo ha saputo. E il governo Meloni deve dimostrare in Parlamento che il piano pandemico che ha preso il posto di quello 2021-2023 è aggiornato, finanziato e pronto.
Le vite salvate dai vaccini sono un fatto. Il piano dimenticato per quattordici anni è un altro fatto, e qualcuno deve ancora risponderne.
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- Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026, ore 16:19.
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Fonti
- Istituto superiore di sanità, EpiCentro (2022). Impatto della vaccinazione anti COVID-19: il report ISS-Ministero.
- Nazioni Unite, UN News (2024). Europe: 1.4 million lives saved thanks to COVID-19 vaccines.
- Ministero della Salute (2021). Piano pandemico influenzale 2021-2023.
- Camera dei deputati (2021). In G.U. il Piano pandemico influenzale: PanFlu 2021-2023.
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