Salvini punta su Bolsonaro e Vučić al congresso Lega: Flávio perde e contesta, Vučić ammette la sconfitta

Lula rieletto, Vučić battuto dagli studenti: l'esito delle urne dopo l'auspicio di Salvini per Bolsonaro.

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Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, ha presentato Flávio Bolsonaro e Aleksandar Vučić come candidati vicini al suo partito domenica 25 ottobre 2026, dal palco del congresso federale di Milano, poche ore prima del voto in Brasile e in Serbia. A spoglio chiuso avevano perso tutti e due: Bolsonaro contro Lula, e non riconosce il risultato; Vučić contro la lista degli studenti, e ha ammesso la sconfitta.

Le parole del segretario sono state queste: «Il mondo guarda a noi. Oggi si vota in Brasile e si vota in Serbia. Sono paesi lontani, ma sono paesi amici per mille motivi». Poi ha indicato i nomi. Il candidato che poteva diventare presidente del Brasile, ha detto, «era a Pontida l’anno scorso, con la maglietta dell’Alberto da Giussano». Quello che poteva essere riconfermato in Serbia «è un amico». Poco dopo i delegati lo hanno rieletto per la quarta volta, fino al 2030, con 465 voti contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia, ex ministro del Turismo.

Sui social la battuta è arrivata in pochi minuti: il segretario che fa gli auguri e i candidati che perdono. Fa ridere, ma la sfortuna non spiega niente. Spiegano molto di più i nomi che il vicepremier ha scelto di mettere accanto a quello dell’Italia.

Il candidato indicato da Salvini ha perso il ballottaggio in Brasile

Flávio Bolsonaro, senatore della destra brasiliana e figlio dell’ex presidente Jair, ha perso il ballottaggio del 25 ottobre 2026 contro il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva: 51,74% contro 48,26%, con più di quattro milioni di voti di scarto, secondo i dati ufficiali. Al primo turno era in testa, con il 47,03% contro il 45,16% di Lula.

Quattro milioni di voti sono più o meno gli abitanti di Roma e Napoli messi insieme. Un margine così non lascia spazio a dubbi, eppure Flávio Bolsonaro ha detto che non accetta il risultato e che chiederà di annullare il voto. Contesta la proroga di due ore dell’apertura dei seggi, decisa all’ultimo minuto da un giudice della Corte suprema. Nelle stesse ore il presidente del Senato, Davi Alcolumbre, e quello della Camera, Hugo Motta, entrambi di partiti di centrodestra, si sono congratulati con Lula e hanno difeso la regolarità delle urne.

La destra istituzionale brasiliana ha scelto le regole. L’amico della Lega ha scelto la contestazione. Lula, quasi 81 anni, governerà per la quarta volta.

Infografica TuttoNotizie. Ballottaggio in Brasile: Lula batte Flávio Bolsonaro. Lula: 51,7%; Flávio Bolsonaro: 48,3%. Fonte: Autorità elettorale brasiliana, dati ufficiali 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Autorità elettorale brasiliana, dati ufficiali 2026

Chi è Jair Bolsonaro, il padre condannato per il tentato golpe

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile dal 2019 al 2022, è stato condannato l’11 settembre 2025 dalla Prima sezione del Supremo tribunale federale, la corte costituzionale brasiliana, a 27 anni e 3 mesi di carcere per la trama golpista seguita alla sua sconfitta elettorale del 2022. La condanna è definitiva da novembre 2025.

I giudici hanno deciso con quattro voti contro uno. Oggi l’ex presidente sconta la pena in casa, per decisione del giudice Alexandre de Moraes, e proprio per quella condanna non ha potuto candidarsi. Il cognome sulla scheda l’ha portato il figlio. Quando un vicepremier italiano presenta come vicino al suo partito l’erede politico di un uomo condannato in via definitiva per aver tentato di rovesciare un’elezione, non fa diplomazia. Mette da parte una sentenza.

La storia, del resto, ha una sequenza precisa. Prima la condanna del padre, poi il raduno leghista di Pontida del settembre 2025, dove secondo Salvini c’era il futuro candidato, poi il primo turno vinto e il ballottaggio perso, infine il rifiuto di riconoscere il risultato.

La storia fin qui

Salvini, Bolsonaro e Vučić: dalla condanna e da Novi Sad alle urne

  1. Crolla la pensilina della stazione di Novi Sad: 16 morti, in Serbia partono le proteste
  2. Il Supremo tribunale federale condanna Jair Bolsonaro a 27 anni e 3 mesi per la trama golpista
  3. Primo turno in Brasile: Flávio Bolsonaro al 47,03%, Lula al 45,16%
  4. Al congresso della Lega Salvini cita Bolsonaro e Vučić prima del voto e viene rieletto
  5. Lula vince il ballottaggio, Vučić ammette la sconfitta contro la Lista degli studenti

In Serbia la lista degli studenti ha battuto il partito di Vučić

Alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre 2026 in Serbia la Lista degli studenti ha preso circa il 52,5% dei voti, contro il 39,2% di Serbia unita, la coalizione guidata dal Partito progressista serbo (SNS) di Aleksandar Vučić, presidente della Repubblica dal 2017 fino a settembre di quest’anno.

Con quei numeri gli studenti dovrebbero avere circa 140 seggi su 250, sopra la soglia di 126 che vale la maggioranza, con un’affluenza record. Finiscono quasi quattordici anni di potere. Il movimento era nato dopo il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, il primo novembre 2024, che fece 16 morti: da allora i manifestanti accusano il governo di corruzione negli appalti pubblici e chiedono che qualcuno risponda di quella strage. Due anni di piazze sono diventati una lista, e la lista ha vinto.

Va riconosciuto un fatto a Vučić. In diretta televisiva ha detto «Riconosco la vittoria degli studenti». Il leader che Salvini chiamava amico, contestato per anni, ha accettato il verdetto. Il candidato brasiliano no.

Infografica TuttoNotizie. Elezioni in Serbia: gli studenti battono il partito di Vučić. Lista degli studenti: 52,5%; Serbia unita (Vučić): 39,2%. Fonte: Spoglio delle elezioni parlamentari serbe, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Spoglio delle elezioni parlamentari serbe, 2026

Chi era Alberto da Giussano, il guerriero sul simbolo della Lega

Alberto da Giussano è il guerriero che, secondo la tradizione, guidò la Compagnia della Morte nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, quando i Comuni della Lega lombarda sconfissero l’imperatore Federico Barbarossa. La battaglia è storia documentata. Lui, molto probabilmente, è una leggenda.

Nessuna cronaca dell’epoca lo nomina. Il primo a parlarne è il frate domenicano Galvano Fiamma, nel Trecento, più di 150 anni dopo i fatti. Il mito lo hanno costruito l’Ottocento e il Risorgimento: Giosuè Carducci lo mise al centro della sua Canzone di Legnano, e nel 1900 la città inaugurò il monumento al Guerriero di Enrico Butti, la statua con la spada alzata che la tradizione identifica con lui. Negli anni Ottanta la Lega lombarda di Umberto Bossi ne fece il proprio simbolo, e la sagoma con la spada resta anche nel nuovo logo presentato al congresso.

Il guerriero che la leggenda vuole in campo contro un imperatore straniero, per l’autonomia dei Comuni, è finito sulla maglietta di un candidato straniero. Un dettaglio che il segretario ha raccontato come un vanto.

Il guaio non è la sfortuna ma il tifo di un vicepremier

I nostri lettori hanno scelto soprattutto l’ironia: il 35% dei commenti chiede a Salvini di fare gli auguri a Donald Trump, Benjamin Netanyahu o alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per vederli perdere. La rabbia è fondata, il bersaglio un po’ meno. Il malocchio non esiste. Esiste un membro del governo che lega l’amicizia tra Stati a un solo nome per Paese.

Studio TuttoNotizie

Cosa pensano i lettori: Salvini, Bolsonaro e Vučić

Abbiamo letto e classificato uno per uno 20 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.

20commenti letti
2testate su Facebook

  • Salvini porta sfiga: auguri a tutti30%
  • Cattive amicizie internazionali, ora Trump e Netanyahu30%
  • Salvini incompetente, Lega allo sbando20%
  • Fuori tema o senza opinione20%

Le tesi più sostenute

  • 35%Salvini dovrebbe fare gli auguri a Trump, Netanyahu e Meloni per farli perdere
  • 20%Salvini porta sfiga: chi riceve i suoi auguri perde

Le convinzioni dei lettori, verificate

  • Non verificabileSalvini ha sbagliato tutte le sue previsioni elettorali precedenti

    Non esiste un elenco ufficiale delle previsioni di Salvini. I due casi di questo fine settimana sono documentati, ma non bastano a dire tutte.

    Fonte: Nessun documento ufficiale disponibile

  • Non verificabileSalvini non ha le competenze per guidare un ministero

    È un giudizio politico, non un fatto controllabile. Si valuta sugli atti del ministero, non su una frase.

    Fonte: Nessun documento ufficiale disponibile

Come abbiamo fatto lo studio

Commenti pubblici sotto i post Facebook di Il Fatto Quotidiano, La Stampa. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.

Salvini ha parlato di «paesi amici per mille motivi». Ha ragione, e proprio per questo sbaglia. Il Brasile resta amico dell’Italia con Lula, e la Serbia resta amica dell’Italia con gli studenti al governo. Chi siede a Palazzo Chigi parla per tutti gli italiani, anche quando sale sul palco del suo partito.

Il metodo, poi, non è nuovo. Nel 2014 Salvini posò sulla Piazza Rossa di Mosca con una maglietta con il volto di Vladimir Putin, otto anni prima dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si sceglie un leader straniero, se ne indossa il simbolo, e poi i fatti presentano il conto.

La politica estera non si fa con le magliette.

Cosa devono fare adesso il vicepremier e Palazzo Chigi

Matteo Salvini deve chiedere pubblicamente a Flávio Bolsonaro di riconoscere la vittoria di Lula, come hanno già fatto i presidenti delle due Camere brasiliane, e chiarire se domenica parlava da segretario di partito o da vicepremier. Un amico vero, quando perde, si invita a rispettare il voto.

Alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministero degli Esteri chiediamo di dire senza giri di parole che l’Italia riconosce il presidente scelto dai brasiliani e lavorerà con la nuova maggioranza scelta dai serbi. Non è una questione di simpatie. È il modo in cui uno Stato serio tratta gli altri Stati, e i loro cittadini.

Gli Stati amici non hanno un candidato preferito.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo letto e classificato 20 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026, ore 14:49.

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