Schlein agli alleati: «Faremo in fretta, manca l’ultimo miglio». Il programma comune non è ancora firmato

Programma comune ancora da firmare: a Montepulciano Schlein promette agli alleati un accordo rapido. Cosa divide Pd e M5s e cosa serve adesso.

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Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, ha detto oggi, domenica 25 ottobre 2026, che l’accordo con gli alleati del centrosinistra arriverà presto: «Lo faremo in fretta, perché non partiamo da zero. Ora c’è l’ultimo importante miglio». Ha parlato a Montepulciano, in provincia di Siena, chiudendo «Pronti per l’alternativa», la tre giorni organizzata dalle aree del Pd che la sostengono.

Per noi quella frase misura una distanza, non una vicinanza. Un’alleanza senza un programma scritto e firmato non è un’alternativa di governo: è un cartello elettorale. E oggi quel programma non esiste.

Cosa ha detto Schlein agli alleati a Montepulciano

A Montepulciano Elly Schlein ha promesso agli alleati un’intesa rapida, ha sostenuto che la maggior parte delle proposte nasce già da un lavoro comune in Parlamento e sui territori e ha descritto il governo Meloni come una destra che porta «caos, guerra, inflazione e recessione». Ha chiuso così: «Andiamo a vincere, grazie, viva il Pd e l’Italia antifascista».

Il palco conta quanto le parole. La tre giorni è stata organizzata dall’area interna guidata da tre senatori ed ex ministri, Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza, che chiedono di accelerare e propongono di far nascere dei «comitati per l’alternativa». La segretaria ha ricevuto applausi e sostegno. Non ha detto quali nodi restano aperti con gli alleati, né entro quale data verranno sciolti, né chi guiderà la coalizione.

La scadenza di due settimane fissata da Conte è già passata

Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, l’8 ottobre 2026 aveva proposto un tavolo sul programma entro fine mese e il 10 ottobre aveva detto che in due settimane il programma si poteva chiudere: quelle due settimane sono scadute ieri, senza un testo comune.

Non è la prima scadenza mancata. Già il 13 aprile 2026, aprendo la direzione del Pd, Schlein aveva chiesto un tavolo per il programma e si era detta certa di un accordo sul percorso. Sei mesi dopo siamo ancora al percorso. Nel frattempo l’assemblea dem ha detto sì alle primarie, con 578 voti favorevoli ma senza fissare una data. La legislatura nata dal voto del 25 settembre 2022 finisce nel 2027: la fretta, se c’era, andava usata prima.

La storia fin qui

Schlein e gli alleati, la lunga strada verso il programma comune

  1. Elly Schlein vince le primarie del Pd contro Stefano Bonaccini e diventa segretaria
  2. Schlein, in direzione Pd, chiede agli alleati un tavolo per il programma
  3. Giuseppe Conte propone un tavolo sul programma entro fine ottobre, poi le primarie
  4. Conte: in due settimane si può chiudere il programma della coalizione
  5. Il Pd approva le primarie con 578 sì, ma la data resta da fissare
  6. Schlein a Montepulciano: con gli alleati faremo in fretta, manca l'ultimo miglio

Ucraina e armi restano il nodo che divide il centrosinistra

Il tema su cui Pd e Movimento 5 Stelle non hanno ancora una posizione comune è la politica estera, a partire dal sostegno militare all’Ucraina: su lavoro, sanità e salario minimo le convergenze ci sono, sulle armi no.

Il precedente è recente. Nel marzo 2025, al Parlamento europeo, la delegazione del Pd si è divisa sulla risoluzione a sostegno del piano di riarmo europeo, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro. Il 5 aprile 2025 Conte ha portato in piazza a Roma una manifestazione proprio contro il riarmo. Due partiti che votano in modo opposto sulla difesa non governano insieme un Paese della Nato con una stretta di mano sul palco.

Lo stesso vale per i conti pubblici. Molti elettori, anche lontani dal centrodestra, temono che un’alleanza larga e litigiosa spinga in alto lo spread, cioè il costo che lo Stato paga per farsi prestare soldi rispetto alla Germania. A quel timore si risponde con numeri scritti: quanto costa ogni proposta e dove si trovano le coperture.

Chi è Elly Schlein, la segretaria che vuole guidare la coalizione

Elly Schlein, nata a Lugano nel 1985 e cittadina italiana, guida il Pd dalle primarie del 26 febbraio 2023, quando superò Stefano Bonaccini nel voto ai gazebo; è stata vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ed è deputata, eletta alla Camera nel 2022.

Da quando è segretaria ripete di voler essere «testardamente unitaria», e lo ha ripetuto anche oggi. Il luogo di nascita non c’entra nulla con il giudizio politico: la si valuta sulle scelte. E tra le scelte pesa il referendum dell’8 e 9 giugno 2025, quando Schlein sostenne il sì ai quesiti per cancellare parti del Jobs Act, la riforma del lavoro approvata nel 2015 da un governo guidato dal suo stesso partito. Secondo il dossier del Ministero dell’Interno sui referendum 2025 erano chiamati al voto 51,3 milioni di elettori: ha votato circa uno su tre e il quorum è fallito.

La lezione è semplice. Le battaglie che parlano solo al proprio campo non allargano il consenso, e un’alleanza che vuole governare deve convincere anche chi oggi non la vota.

Il voto del 2022 dimostra quanto costa correre divisi

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 il centrodestra unito prese circa il 44% dei voti alla Camera, mentre centrosinistra e Movimento 5 Stelle, presentati separati, sommavano oltre il 41%: divisi, persero gran parte dei collegi uninominali.

Nei collegi uninominali vince chi prende anche un solo voto in più degli altri. Con quella legge elettorale, due liste separate valgono meno di una lista unita, anche quando insieme hanno quasi gli stessi voti degli avversari.

Infografica TuttoNotizie. Politiche 2022, il centrosinistra diviso contro il centrodestra unito. Centrodestra: 43,8%; Centrosinistra: 26,1%; Movimento 5 Stelle: 15,4%; Azione-Italia Viva: 7,8%. Fonte: Ministero dell'Interno, 2022.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ministero dell'Interno, 2022

L’unità però non basta da sola. Nelle regionali del 2025 la coalizione ha vinto in Campania con Roberto Fico e in Puglia con Antonio Decaro, e ha perso nelle Marche contro Francesco Acquaroli e in Calabria contro Roberto Occhiuto. Dove candidato e progetto erano credibili, gli elettori hanno risposto. Dove mancavano, la somma dei simboli non ha fatto vincere nessuno.

Un’alleanza si giudica dal programma firmato, non dalla foto.

Programma e primarie, le date che il centrosinistra deve ancora fissare

Il centrosinistra non ha ancora fissato né la data per chiudere il programma comune né quella delle primarie per scegliere il candidato premier, mentre le elezioni politiche devono tenersi entro il 2027.

Infografica TuttoNotizie. Schlein e gli alleati, le tappe che mancano al centrosinistra. 1. Programma comune scritto e firmato; 2. Primarie per il candidato premier; 3. Elezioni politiche. Fonte: Dichiarazioni dei leader, ottobre 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Dichiarazioni dei leader, ottobre 2026

Per questo chiediamo a Elly Schlein, a Giuseppe Conte, ai leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, a Matteo Renzi di Italia Viva e a Riccardo Magi di +Europa di pubblicare entro il 31 dicembre 2026 un programma comune firmato, con posizioni chiare e numeri su conti pubblici, difesa, Ucraina ed energia. E di fissare adesso la data delle primarie, così che gli elettori sappiano chi scelgono e come.

Un’opposizione seria serve a tutti, anche a chi vota centrodestra, perché costringe il governo a fare meglio. Ma per essere seria deve scrivere cosa farebbe e metterci la firma. Finché quel foglio non c’è, «andiamo a vincere» resta uno slogan.

Prima il programma firmato, poi le foto sul palco.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato un documento ufficiale, citato in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026, ore 17:48.

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