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La manovra di Giorgetti arriva oggi, mercoledì 28 ottobre 2026, in Consiglio dei ministri a Roma. Vale 23,5 miliardi di euro e circa 14 di questi sono spesa in deficit per energia e difesa. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti porta una legge di bilancio senza il taglio dell’Irpef per il ceto medio. Dentro ci sono invece quasi un miliardo per le pensioni anticipate e una flat tax al 5% per i neoassunti sotto i 35 anni.
Il ministro ha dato la linea alla vigilia del voto con due frasi: «Focus solo sulle cose urgenti» e «Faremo quel che è possibile, non l’impossibile». Sulla prudenza dei conti ha ragione. Sbaglia invece nel decidere cosa è urgente: i pochi soldi liberi vanno alle uscite anticipate dal lavoro, mentre chi lavora e paga l’Irpef piena aspetta un altro anno.
Giancarlo Giorgetti firma la quinta legge di bilancio del governo Meloni
Giancarlo Giorgetti, deputato della Lega, è ministro dell’Economia dall’ottobre 2022 e in passato è stato ministro dello Sviluppo economico nel governo Draghi: questa è la quinta manovra che scrive per il governo di Giorgia Meloni. Lo spazio a disposizione è stretto da mesi.
Il 15 ottobre il ministero ha inviato a Bruxelles e alle Camere il Documento programmatico di bilancio 2027, che conferma gli obiettivi già approvati dal Parlamento. Due settimane prima il Consiglio dei ministri aveva chiesto all’Unione europea di usare la clausola nazionale di salvaguardia, una deroga che permette di fare più deficit per energia e difesa. In mezzo ci sono state la piazza della Cgil, con la manifestazione di Maurizio Landini a Roma sui salari fermi, e la trattativa con Bruxelles sul tetto al gas a 59 euro, ancora senza data di avvio. Oggi, insieme alla manovra, arriva anche un nuovo decreto bollette. Secondo le bozze, prevede un prelievo sulle imprese elettriche integrate, cioè quelle che producono e vendono energia.
Manovra 2027, dai conti di ottobre al Consiglio dei ministri
- Il Consiglio dei ministri approva il Documento programmatico di finanza pubblica: deficit 2026 al 2,9%
- Il ministero di Giorgetti invia a Bruxelles e alle Camere il Documento programmatico di bilancio 2027
- La Cgil di Maurizio Landini manifesta a Roma su salari e manovra
- Il governo Meloni ottiene dall'Ue un tetto al gas a 59 euro per le centrali elettriche
- Il vertice di maggioranza trova l'intesa: fondo per le pensioni anticipate, nessun taglio Irpef
- Giorgetti porta in Consiglio dei ministri la manovra da 23,5 miliardi
Per le pensioni anticipate un fondo da quasi un miliardo, ma le regole arrivano a gennaio
Il vertice di maggioranza del 26 ottobre ha messo quasi un miliardo di euro in un fondo per le pensioni anticipate, chiesto dalla Lega. Chi potrà usarlo, però, si deciderà solo a gennaio. Il partito di Matteo Salvini spinge per l’uscita a 64 anni, con l’assegno ricalcolato interamente sui contributi versati.
Il problema sta nella copertura. Le bozze discusse dalla maggioranza prevedono di trovare i soldi con un’altra stretta sulla perequazione degli assegni medio-alti, cioè sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Lo stesso governo lo aveva già fatto con le leggi di bilancio per il 2023 e per il 2024, riducendo il recupero degli assegni sopra quattro volte il minimo. Già nel 2015, con la sentenza n. 70, la Corte costituzionale aveva bocciato il blocco della rivalutazione deciso dal governo Monti.
Così paga chi ha versato, e incassa chi esce prima.
La spesa va nella direzione opposta a quella che servirebbe. Secondo il Documento programmatico di finanza pubblica del ministero, la spesa per le pensioni sale da 352 miliardi di euro quest’anno a 367 miliardi nel 2027: 15 miliardi in più in dodici mesi, più della metà dell’intera manovra. A questo si aggiunge la regola già in vigore che dal 2027 porta l’uscita a 67 anni e un mese, con coefficienti meno generosi. Allargare le uscite anticipate fa crescere un conto che pagheranno i lavoratori di oggi.
Il taglio dell’Irpef per il ceto medio resta fuori dalla manovra
Nella manovra per il 2027 non c’è il secondo taglio dell’Irpef, l’imposta sui redditi pagata soprattutto da dipendenti e pensionati. Non ha trovato copertura neppure la proposta di mediazione di Forza Italia, che voleva estendere l’aliquota del 33% dai redditi fino a 50mila euro a quelli fino a 55mila.
Un anno fa la legge di bilancio per il 2026 aveva portato dal 35 al 33% l’aliquota sui redditi tra 28mila e 50mila euro, e il governo l’aveva presentata come il primo passo. Il secondo passo non arriva. Intanto si allarga un’altra corsia: alla domanda dei cronisti sull’aumento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi per la flat tax al 15% degli autonomi, Giorgetti ha risposto «Tendenzialmente sì». Un dipendente da 40mila euro lordi paga il 33% sull’ultimo euro guadagnato. Un’altra flat tax per categoria aggiunge un’eccezione, invece di abbassare le tasse a tutti.
Banche e assicurazioni chiamate a versare circa 5 miliardi
Banche e assicurazioni dovrebbero garantire tra 4,5 e 5 miliardi di euro di coperture, secondo le cifre discusse dalla maggioranza, ma l’accordo c’è dentro la coalizione e non ancora con gli istituti. Il resto dei soldi arriva quasi tutto dal deficit concesso da Bruxelles.
Le cifre circolate al vertice indicano circa 14,3 miliardi di flessibilità europea per energia e difesa, 2,3 miliardi tra maggiori entrate e tagli, 1,2 miliardi dalla revisione della spesa dei ministeri e 700 milioni da lotterie e giochi online. Tolta la parte vincolata a energia e difesa, per tutto il resto rimangono circa 9 miliardi. Con un margine così ridotto ogni scelta toglie spazio a un’altra, e il governo ha scelto le pensioni anticipate al posto del ceto medio.
Ai neoassunti under 35 una flat tax al 5% e alle imprese deduzioni fino al 180%
Per i giovani la manovra prevede una tassa piatta al 5% sui redditi dei neoassunti con meno di 35 anni, con soglie di reddito ancora da definire. Si aggiungono una mini Irpef per gli under 30 a basso reddito e deduzioni del 140% per le imprese che assumono giovani, fino al 180% per le giovani madri.
Per come è descritta finora, la misura riguarda le nuove assunzioni e non chi è stato assunto anni fa, ma il testo definitivo non è ancora pubblico. Nel pacchetto ci sono anche la conferma al 5% della tassa sugli aumenti dei contratti, un’aliquota del 10 o del 15% sulle tredicesime dei redditi bassi e una card sanitaria per gli over 75, i cui requisiti non sono stati resi noti. Sono misure utili ma piccole: un aiuto ai giovani che entrano nel mondo del lavoro non sostituisce un fisco più leggero per chi ci lavora da vent’anni.
Tra i lettori che hanno commentato la manovra, uno su cinque scrive che a pagare sono sempre i pensionati, mentre altri vedono regali ai più ricchi. Sulla prima parte i fatti danno loro ragione. Su un punto serve una correzione: la soglia dei 100mila euro riguarda i ricavi degli autonomi in regime forfettario, non l’aliquota Irpef, e per ora esiste solo come intenzione dichiarata dal ministro.
Cosa pensano i lettori: Manovra 2027 di Giorgetti
Abbiamo letto e classificato uno per uno 25 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Manovra deludente e inutile28%
- Regali ai ricchi, pensionati penalizzati20%
- Governo incapace: se ne vada20%
- Spese altrove, soldi mal destinati8%
- Fuori tema o senza opinione24%
Le tesi più sostenute
- 12%La manovra è un topolino: poche misure, nessuna riforma vera
- 12%I soldi li prendono sempre ai pensionati e ai lavoratori
- 12%Il governo dovrebbe andare a casa
Le convinzioni dei lettori, verificate
- In parte vero
La manovra è condizionata dalla procedura europea per deficit eccessivo, con un deficit al 3,1% del Pil nel 2025
La procedura è aperta e il ministero conta di uscirne nel 2027 con il deficit 2026 al 2,9%. Ma circa 14 dei 23,5 miliardi sono deficit aggiuntivo concesso per energia e difesa, quindi le scelte sulle altre misure restano del governo.
Fonte: Ministero dell'Economia, Documento di finanza pubblica 2026 e Dpb 2027
- Non verificabile
La card sanitaria per gli over 75 sarà legata a un Isee molto basso e la useranno in pochi
Il testo della manovra non è ancora pubblico e i requisiti della card non sono stati comunicati. Il ministero non ha diffuso stime sui beneficiari.
Fonte: Ministero dell'Economia, Documento programmatico di bilancio 2027
- In parte vero
La soglia del 15% di Irpef sale da 85mila a 100mila euro di reddito
La soglia riguarda i ricavi degli autonomi nel regime forfettario, non l'Irpef di tutti, e il ministro Giorgetti ha detto che l'aumento a 100mila euro entrerà «tendenzialmente» nella manovra. Il nesso con l'evasione non è documentato da atti ufficiali.
Fonte: Dichiarazione del ministro Giorgetti, ottobre 2026
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di Corriere della Sera, Fanpage.it, Il Fatto Quotidiano. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Deficit al 2,9% nel 2026: l’uscita dalla procedura europea si decide nel 2027
Secondo il ministero dell’Economia il deficit pubblico scende quest’anno al 2,9% del prodotto interno lordo (Pil), sotto la soglia europea del 3%, e dovrebbe calare fino al 2,2% nel 2029. Il Documento di finanza pubblica 2026 prevede l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo nel 2027, sulla base dei risultati di quest’anno.
Il debito, però, sale: i documenti del ministero lo stimano al 138,1% del Pil a fine 2026 e al 138,5% nel 2027. In pratica, per ogni 100 euro di ricchezza prodotta in un anno lo Stato ne deve più di 138. La prudenza di Giorgetti sui saldi è giusta e va difesa. Con un debito così, però, ogni euro libero dovrebbe andare alla crescita e a chi lavora, non a nuove uscite anticipate.

Ora la parola passa alle Camere. Dopo il via libera di oggi il disegno di legge va in Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre, e a gennaio il governo dovrà decidere chi potrà usare il fondo per le uscite anticipate. Prima di quel voto il ministero deve rendere pubbliche due cifre: quanto perderà in media ogni pensionato con la nuova stretta e quante persone useranno il fondo. Senza quelle cifre il Parlamento vota senza conoscere il conto. Durante l’esame le Camere hanno lo strumento per correggere la scelta: spostare quelle risorse sul taglio dell’Irpef per i redditi medi.

Urgente era il ceto medio che lavora, non un’altra uscita anticipata.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 4 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 25 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2026, ore 08:47.
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Fonti
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (2026). Dpb inviato a Commissione e Parlamento.
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (2026). Documento programmatico di bilancio 2027.
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (2026). Documento programmatico di finanza pubblica 2026.
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (2026). Approvato il Documento di finanza pubblica 2026.
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