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Maria Vittoria Terrosi, 25 anni, studentessa fuorisede di Scienze della comunicazione a Bologna e caposcout, è la ragazza che il 30 ottobre 2026 ha raccolto bottiglie e rifiuti sull’asfalto della tangenziale di Bologna. Lo ha fatto alla fine del corteo dello sciopero generale contro il carovita e il riarmo, indetto dall’Unione sindacale di base (Usb). Non era sola, e lo dice lei per prima.
Da quel pomeriggio il suo telefono continua a riempirsi di messaggi di parenti, amici e sconosciuti. La foto di lei con un sacchetto di plastica in mano, sulle corsie dove poche ore prima erano passate migliaia di persone, è diventata l’immagine pulita di una giornata che pulita del tutto non è stata. Le due cose sono vere insieme. Proprio per questo non vanno confuse.
Chi è Maria Vittoria Terrosi, la caposcout di Grosseto che studia a Bologna
Maria Vittoria Terrosi viene da Grosseto, ha 25 anni e vive a Bologna da studentessa fuorisede: studia Scienze della comunicazione e fa la caposcout, cioè guida ed educa i ragazzi più giovani di un gruppo scout. Al corteo c’era da manifestante, insieme ai suoi coinquilini.
In un’intervista a Repubblica Bologna ha raccontato che il gesto è stato spontaneo, «ma che nasce da chi sono e dalla mia formazione». Il riferimento è a una regola che ogni scout impara presto: «lasciare l’ambiente migliore di come l’abbiamo trovato». È l’insegnamento del fondatore, il generale britannico Robert Baden-Powell, e regge un movimento nato nel 1907 che oggi, secondo la scheda Cos’è lo scautismo dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci), conta oltre 38 milioni di bambini, ragazzi e adulti in 216 Paesi e territori. Per chi lo pratica è un’abitudine, prima che uno slogan.
Il corteo dello sciopero generale ha bloccato tangenziale e autostrade per oltre due ore
Il corteo dello sciopero generale del 30 ottobre è partito da piazza Maggiore dopo le 10 con circa 30mila persone secondo le stime della giornata, mentre gli organizzatori ne hanno rivendicate 50mila; verso le 13.20 è entrato in tangenziale dall’ingresso 7. Lo sciopero era stato annunciato da giorni, con treni fermi per 24 ore, scuole e sanità coinvolte e il Viminale in allerta.
Sciopero del 30 ottobre a Bologna, dal corteo alla tangenziale ripulita
- L'Usb conferma lo sciopero generale del 30 ottobre con cortei in tutta Italia, Bologna compresa
- A Bologna il corteo dell'Usb forza il cordone in via Stalingrado ed entra in tangenziale verso le 13.20
- Circa duemila manifestanti bloccano tangenziale, A13 e A14 dalle 14.30 alle 16.40
- Maria Vittoria Terrosi racconta di aver raccolto i rifiuti con i coinquilini: «un gesto collettivo»
Per arrivarci, la testa del corteo ha lasciato il percorso previsto e ha forzato il cordone della polizia in via Stalingrado. Lì sono volate bottiglie e uova contro gli agenti, con qualche contatto. Poi il serpentone ha percorso le corsie fino all’uscita di via Lame, dove il servizio d’ordine dei sindacati ha accompagnato fuori gran parte dei manifestanti. Circa duemila persone sono rimaste: dalle 14.30 alle 16.40 hanno paralizzato la tangenziale e le autostrade A13 e A14, tagliando in due il traffico fra Nord e Sud. Lo stesso giorno, a Milano, erano stati 30mila manifestanti sulla Tangenziale Est per 90 minuti, senza scontri.

A raccogliere i rifiuti c’erano anche i coinquilini e altri ragazzi in coda al corteo
Maria Vittoria Terrosi non ha pulito da sola: ha chiesto sacchetti di plastica ad altri manifestanti e l’hanno aiutata i coinquilini. In coda all’ultimo centinaio di attivisti diretti alla Tettoia Nervi, altri ragazzi hanno raccolto le bottiglie lasciate da chi era passato prima.
«È stato un gesto collettivo e non un fenomeno individuale», dice lei. Ha ragione, e il dettaglio pesa. Un gesto solitario si archivia come eccezione. Un gruppetto che si organizza con sacchetti presi in prestito dimostra che dentro quel corteo c’era chi trattava la strada come un bene comune, perfino mentre la occupava.
Qui però il racconto della studentessa si ferma un passo prima dei fatti. «La cosa che più mi ha emozionato della manifestazione è che non si è mai arrivati allo scontro», dice. In via Stalingrado, invece, le bottiglie contro la polizia sono partite. E sulla tangenziale, nel pomeriggio, è successo di peggio.
Durante il blocco del pomeriggio qualcuno ha distrutto le telecamere
Mentre i duemila rimasti occupavano le corsie, un manifestante si è arrampicato sulla struttura del pannello a messaggio variabile dell’autostrada e ha distrutto le telecamere con un’asse di ferro. Sull’asfalto è comparsa una stella di David disegnata accanto a un insulto. Molti avevano il volto coperto.
La questura di Bologna, nel resoconto della giornata, ha descritto un corteo senza grossi problemi di ordine pubblico e ha segnalato un fermo preventivo. Rispetto agli scontri delle settimane precedenti, il bilancio regge. Rispetto alla legge, no. Le telecamere sono un bene pubblico pagato da tutti. E una stella di David accanto a un insulto colpisce il simbolo di una comunità religiosa, non le scelte di un governo.
Un sacchetto di plastica non ripara una telecamera spaccata.
Ed è qui che la storia della caposcout diventa scomoda anche per chi l’ha applaudita. Il suo gesto è autentico e merita rispetto. Ma una ragazza di 25 anni, con i coinquilini, ha fatto quello che spettava a chi aveva convocato la piazza. L’Usb ha proclamato lo sciopero e guidato un corteo che ha lasciato il percorso previsto per prendersi la tangenziale. Il sindacato non risponde penalmente di chi è rimasto dopo l’uscita di via Lame. Risponde però dell’asfalto lasciato sporco, e deve condannare con parole chiare chi ha spaccato le telecamere e chi ha firmato quella scritta. Una piazza che rivendica 50mila persone non può affidare la propria immagine a chi passa con un sacchetto.
Bloccare una strada con il proprio corpo è tornato reato
Dal 2025 chi blocca una strada con il proprio corpo commette un reato: il decreto sicurezza, convertito con la legge 9 giugno 2025, n. 80, prevede fino a un mese di carcere o una multa fino a 300 euro, e da sei mesi a due anni se il fatto è commesso da più persone riunite.
Abbiamo fatto i conti su questa norma raccontando il milione di persone in piazza rivendicato dall’Usb e il reato di blocco stradale. Denunciare duemila persone sedute su una tangenziale è quasi impossibile, e la scelta della polizia di contenere il blocco a distanza, con l’idrante e i reparti pronti senza intervenire, ha evitato feriti. Ma prudenza nell’ordine pubblico non vuol dire impunità. Chi ha distrutto un impianto pubblico ha compiuto un gesto preciso, ripreso da più angolazioni, e va identificato.
I lettori si dividono fra applausi e il sospetto di una storia costruita
Fra i lettori di TuttoNotizie la ragazza della tangenziale ha diviso: il 31% dei commenti analizzati la indica come esempio per tutti, mentre il 23% considera la notizia costruita per coprire chi sporca e devasta.
Cosa pensano i lettori: La caposcout che ha ripulito la tangenziale di Bologna
Abbiamo letto e classificato uno per uno 26 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Brava, esempio per tutti31%
- Gesto bello ma eccezione isolata27%
- Notizia costruita, manifestanti sporcano23%
- Fuori tema o senza opinione19%
Le tesi più sostenute
- 23%Questa ragazza è un esempio positivo per tutti i giovani
- 23%Lei è un'eccezione: gli altri manifestanti sporcano e devastano
- 8%La storia è esaltata ad arte per nascondere gli aspetti negativi del corteo
Le convinzioni dei lettori, verificate
- In parte vero
Durante il corteo di Bologna i manifestanti hanno compiuto devastazioni e distruzioni
Non ci sono stati scontri e la questura ha descritto una giornata senza grossi problemi di ordine pubblico. Durante il blocco, però, un manifestante ha distrutto le telecamere sul pannello dell'autostrada ed è comparsa una scritta con la stella di David e un insulto.
Fonte: Questura di Bologna, resoconto della giornata del 30 ottobre 2026
- Non verificabile
La raccolta dei rifiuti è stata un'operazione preparata per dare un'immagine positiva del corteo
Nessun elemento documentato sostiene questa ipotesi. Altri ragazzi hanno raccolto bottiglie nello stesso momento e la protagonista descrive il gesto come spontaneo e collettivo.
Fonte: Dichiarazioni di Maria Vittoria Terrosi, 31 ottobre 2026
- Falso
A ripulire la tangenziale è stata una sola persona su decine di migliaia di partecipanti
La studentessa ha avuto l'aiuto dei coinquilini e i sacchetti glieli hanno dati altri manifestanti. Anche altri ragazzi in coda al corteo hanno raccolto rifiuti.
Fonte: Dichiarazioni di Maria Vittoria Terrosi, 31 ottobre 2026
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di La Stampa, la Repubblica. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Il sospetto di un’operazione preparata a tavolino non trova appigli. Altri ragazzi hanno raccolto rifiuti nello stesso momento, sotto gli occhi dei cronisti presenti, e la protagonista è la prima a rifiutare il ruolo di eroina solitaria. Anche l’idea che a pulire sia stata una sola persona su decine di migliaia non regge. È fondata, invece, la rabbia verso chi ha danneggiato le telecamere: su questo i lettori arrabbiati hanno i fatti dalla loro parte.
Il blocco è stato seguito dall’alto dall’elicottero della polizia e a terra da agenti in borghese. Adesso tocca alle forze dell’ordine e alla procura di Bologna dare un nome a chi ha distrutto le telecamere e disegnato quella scritta. Maria Vittoria Terrosi ha lasciato la tangenziale meglio di come l’aveva trovata. Chi l’ha danneggiata no, e deve risponderne.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 26 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026, ore 19:05.
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