Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, Catherine Birmingham pagata 60 euro l’ora per la sua testimonianza

Mentre i giudici decidono sui figli, Catherine Birmingham racconta la sua storia all'Istituto nazionale di pedagogia familiare: incarico, compenso, regole.

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Catherine Birmingham, la madre della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, ha firmato un contratto di collaborazione con l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Roma: porterà la sua testimonianza al corso di perfezionamento in «intelligenza naturale» per 60 euro lordi l’ora. La notizia è emersa il 31 ottobre 2026, mentre il Tribunale per i minorenni dell’Aquila deve decidere sul rientro a casa dei suoi tre figli.

La cifra arriva dal documento visionato da Fanpage, e in poche ore ha fatto il giro dei social. Per chi lavora con paghe da una decina di euro lordi l’ora il confronto è immediato, e quella rabbia ha una base concreta. Eppure il compenso è la parte meno grave della vicenda. Un ente privato può pagare chi vuole quanto vuole. Il problema è che un istituto che forma insegnanti e operatori sociali porta in aula, come materia di corso, un caso di tutela dei minori ancora aperto davanti ai giudici.

Una storia vissuta non è una cattedra.

La madre della famiglia nel bosco viveva con tre figli in un casolare senza luce né acqua

Catherine Birmingham è la madre di tre bambini, una figlia di 9 anni e due gemelli di 7, cresciuti con il compagno Nathan Trevallion in un casolare nei boschi di Palmoli, senza elettricità, senza acqua corrente e senza un bagno tradizionale. La coppia, anglo-australiana, aveva scelto una vita lontana dai servizi e un’istruzione dei figli fatta interamente in casa.

Quella scelta è finita davanti ai giudici. Il 20 novembre 2025 il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale della coppia e ha collocato i bambini in una struttura protetta a Vasto. Nei giorni successivi sono diventati pubblici il canale YouTube e il sito con cui la donna promuoveva un suo libro e attività di «guaritrice spirituale». Da maggio 2026 la famiglia è assistita dall’avvocato Simone Pillon, ex senatore della Lega, e il vicepremier Matteo Salvini ha preso più volte posizione contro le decisioni dei giudici. A Catherine Birmingham non è contestato alcun reato: la sua è una vicenda civile di tutela dei figli, non un processo penale.

Il contratto prevede una testimonianza pagata 60 euro lordi l’ora

Secondo il contratto visionato da Fanpage, Catherine Birmingham collaborerà con l’Istituto al corso di perfezionamento in «intelligenza naturale» raccontando la propria esperienza ai corsisti, con un compenso di 60 euro lordi l’ora. Non sono noti il numero di ore, il programma del corso né il pubblico a cui è rivolto.

Per la famiglia quel reddito conta. Il cantiere della nuova casa, progettata per essere autosufficiente e prevista in partenza a settembre, risulta fermo in attesa dei soldi necessari, e un’abitazione adeguata è uno dei nodi indicati per il ricongiungimento pieno. Una madre che cerca un lavoro per dare una casa ai figli fa quello che chiunque farebbe. Le domande riguardano chi l’ha ingaggiata, e per raccontare cosa.

Infografica TuttoNotizie. Famiglia nel bosco: i numeri dell'incarico e del ricongiungimento. Euro lordi l'ora per la testimonianza: 60; Pagine della memoria al Tribunale: 36; Mesi prima del primo weekend a casa: 11; Figli coinvolti nel procedimento: 3. Fonte: Contratto visionato dalla stampa; nota avv. Simone Pillon, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Contratto visionato dalla stampa; nota avv. Simone Pillon, 2026

Che cos’è l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Roma

L’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, sigla Inpef, è un ente privato di formazione con sede a Roma, fondato dalla professoressa Vincenza Palmieri. Nella sua presentazione pubblica si dichiara accreditato dal ministero dell’Istruzione per la formazione del personale scolastico, con un decreto del 30 luglio 2015, e autorizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali a formare quei professionisti.

La parola «nazionale» nel nome non lo rende un ente statale, e dalla vicenda non risulta denaro pubblico nel contratto. Ma proprio l’accreditamento pesa. Gli assistenti sociali sono le figure che, in casi come quello di Palmoli, osservano le famiglie e scrivono le relazioni su cui decidono i giudici. Un ente che li forma ha scelto di dare la parola, a pagamento, a una delle parti di un procedimento in cui quei professionisti sono chiamati a valutare. È una scelta di campo, e l’Istituto ne risponde davanti ai corsisti e al ministero che lo accredita.

La legge 55 del 2024 riserva la professione di pedagogista agli iscritti all’albo

La legge 15 aprile 2024, n. 55, in vigore dall’8 maggio 2024, stabilisce che per esercitare la professione di pedagogista serve l’iscrizione all’albo dell’Ordine delle professioni pedagogiche ed educative, come accade per medici e avvocati. Chi parla di educazione dei figli per mestiere deve avere un titolo e rispondere a un ordine.

Una testimonianza non è una prestazione professionale e la legge non la vieta. Per questo un istituto che porta la pedagogia nel nome ha il dovere di dire con chiarezza ai corsisti che cosa stanno ascoltando: il racconto di una madre, non una lezione su come si educano i bambini. Confondere le due cose svaluta il lavoro di chi ha studiato anni per entrare in quell’albo.

Il Tribunale dell’Aquila deve decidere sul rientro dei tre bambini

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila deve pronunciarsi sulla richiesta di rientro immediato dei figli in famiglia, presentata dall’avvocato Simone Pillon con una memoria di 36 pagine. Nella sua nota il legale sostiene che i genitori hanno mostrato collaborazione, «flessibilità mentale» e «l’accettazione del percorso scolastico», e chiede «il rientro immediato dei bambini in famiglia».

Il percorso è già avviato. A settembre i giudici hanno disposto un ricongiungimento a tappe sotto la supervisione dei servizi sociali, e il 17 e 18 ottobre i bambini hanno passato il primo weekend a Palmoli con i genitori dopo 11 mesi, senza operatori presenti. La notte l’hanno trascorsa nell’alloggio messo a disposizione dal Comune di Palmoli per gli incontri.

La storia fin qui

Famiglia nel bosco di Palmoli, le tappe del caso

  1. Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila sospende la responsabilità genitoriale e colloca i tre figli a Vasto
  2. I tre bambini tornano a Palmoli per il primo weekend con Nathan Trevallion e Catherine Birmingham dopo 11 mesi
  3. L'avvocato Simone Pillon chiede il rientro immediato; Catherine Birmingham firma con l'Istituto di pedagogia familiare

Proprio adesso i giudici valutano la capacità dei genitori di riconoscere i bisogni dei figli. Lo stesso Pillon, all’inizio del suo incarico, aveva chiesto meno attenzione dei media sulla famiglia. Un racconto pubblico e retribuito della vicenda, davanti a una platea di corsisti, va nella direzione opposta: riporta sotto i riflettori tre bambini che hanno bisogno di silenzio, non di un pubblico.

L’alloggio del Comune serve agli incontri, il cantiere della nuova casa è fermo

L’alloggio di Palmoli concesso dal Comune è il luogo dove i bambini dormono durante i weekend con i genitori, mentre la nuova casa della famiglia non è ancora partita perché mancano i fondi. Nessuno sta costruendo una villa alla coppia con soldi pubblici.

E il passaporto dei genitori non c’entra nulla. Si giudicano le scelte, non la provenienza: le stesse domande andrebbero fatte a qualunque istituto che pagasse un genitore italiano per raccontare in aula un procedimento minorile ancora aperto.

Infografica TuttoNotizie. Famiglia nel bosco: le tappe verso il rientro. 1. Sospesa responsabilità genitori; 2. Ricongiungimento supervisionato; 3. Weekend a Palmoli senza operatori; 4. Memoria di 36 pagine per il rientro; 5. Decisione sul rientro. Fonte: Tribunale minorenni L'Aquila; avv. Pillon, 2025-2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Tribunale minorenni L'Aquila; avv. Pillon, 2025-2026

L’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare deve rendere pubblici programma, ore e destinatari del corso, e garantire che nessun dettaglio sui bambini entri in aula finché il Tribunale non avrà deciso. Il ministero dell’Istruzione, che lo accredita per la formazione dei docenti, ha gli strumenti per verificarlo. Il prossimo passo spetta ai giudici dell’Aquila, chiamati a decidere sulla memoria di Pillon, con i servizi sociali che continuano a seguire la famiglia.

Al centro restano tre bambini, non una parcella.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026, ore 14:15.

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