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Oggi, venerdì 30 ottobre 2026, il corteo dello sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base (Usb) è partito da piazza dei Cinquecento a Roma, davanti alla stazione Termini. Poco dopo un’addetta alle pulizie si è affacciata alla finestra di un hotel della zona per salutare i manifestanti. Le hanno risposto con applausi e con un coro: «Scendi giù, manifesta pure tu».
La scena dura pochi secondi ed è finita in un video che ha fatto il giro dei social. Racconta la giornata meglio di molti comunicati. In strada c’era chi aveva scelto di scioperare. Alla finestra c’era chi stava lavorando. Gli applausi erano sinceri. L’invito a scendere, invece, chiedeva a quella donna una cosa che spettava soltanto a lei decidere.
Il corteo dell’Usb si è mosso alle 10.30 da piazza dei Cinquecento
Il corteo romano dello sciopero generale è partito alle 10.30 da piazza dei Cinquecento, la grande piazza davanti a Termini, ed è sceso verso i Fori Imperiali e il Colosseo. Secondo la stima dell’Usb, a Roma hanno sfilato circa 100mila persone. La questura non ha diffuso un dato ufficiale sui partecipanti.
Lo sciopero riguardava tutto il lavoro pubblico e privato, per 24 ore. Lo aveva comunicato il 20 ottobre il Comune di Roma nell’avviso sullo sciopero generale del 30 ottobre 2026. Nella proclamazione dell’Usb le motivazioni sono il carovita, l’aumento di salari e pensioni e l’opposizione a quella che il sindacato chiama «economia di guerra». Tra le richieste ci sono l’eliminazione dell’Iva sui beni di prima necessità e il taglio delle accise sui carburanti.
Per i trasporti, però, la giornata è andata diversamente da come era stata annunciata. Nei giorni scorsi avevamo raccontato i treni fermi per 24 ore, le scuole e la sanità a rischio e il Viminale in allerta. Poi la Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha giudicato irregolare lo stop del trasporto pubblico. Il motivo è che la data cadeva nel periodo di tregua fissato per la commemorazione dei defunti. Il 27 ottobre il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha firmato l’ordinanza n. 204T e ha rinviato lo sciopero nei trasporti. L’Usb l’ha definita «illegittima». Il 28 ottobre il Comune di Roma ha aggiornato le informazioni su bus e metro per i romani.
Sciopero generale Usb del 30 ottobre 2026, le tappe
- Il Comune di Roma comunica lo sciopero generale di 24 ore proclamato dall'Usb per il 30 ottobre
- L'Usb conferma lo sciopero generale con cortei in tutta Italia e partenza romana da Termini
- Il ministero dei Trasporti di Matteo Salvini rinvia con l'ordinanza 204T lo sciopero nei trasporti
- L'Usb sfila da piazza dei Cinquecento a Roma, tensioni vicino al Colosseo e cariche a Torino
Un’addetta alle pulizie alla finestra dell’hotel e il coro della piazza
Mentre il corteo passava vicino a piazza dei Cinquecento, una lavoratrice delle pulizie di un albergo si è sporta dalla finestra e ha salutato con la mano. Dalla strada sono partiti un applauso e il coro «Scendi giù, manifesta pure tu». Del suo nome e del nome dell’hotel non c’è bisogno: è una lavoratrice privata e la notizia sta nel gesto, non nella sua identità.
Quel saluto dice una cosa semplice. Si può essere d’accordo con una piazza e restare al proprio posto. Si può restare al lavoro per scelta, per necessità o perché una giornata di paga in meno, a fine mese, pesa. Nessuna di queste ragioni va giustificata davanti a un corteo.
Lo sciopero è un diritto, non un obbligo morale.
Chi sciopera non può essere punito, lo prevede lo Statuto dei lavoratori
Lo Statuto dei lavoratori, la legge 20 maggio 1970 n. 300, all’articolo 15 dichiara nullo ogni atto che licenzia o discrimina un lavoratore perché ha partecipato a uno sciopero. Il diritto stesso è scritto nell’articolo 40 della Costituzione. L’articolo 28 dello Statuto permette ai sindacati di portare davanti al giudice il datore di lavoro che ostacola l’attività sindacale.
Sulla carta la tutela è completa. Nei fatti, chi lavora negli alberghi con contratti brevi o per imprese esterne di pulizia sa che il rinnovo non è garantito, e la paura di ritorsioni circola. Una paura, però, non è un divieto. La legge sta dalla parte di chi sciopera. Se un albergo o un’impresa d’appalto fa capire a un dipendente che fermarsi gli costerà il posto, commette un atto nullo. Spetta ai sindacati denunciarlo e all’Ispettorato nazionale del lavoro sanzionarlo, con la stessa decisione che si chiede a chi lavora.
Vale anche al contrario. Chi resta al lavoro durante uno sciopero esercita la stessa libertà di chi sfila, e nessun picchetto e nessun coro può trasformarla in una colpa. Una democrazia liberale protegge entrambe le scelte, o non ne protegge nessuna.
Nelle scuole l’adesione si è fermata al 7,57 per cento
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha calcolato un’adesione provvisoria allo sciopero del 7,57 per cento del personale scolastico, con i dati aggiornati alle 17 di oggi. Tradotto: su 100 tra docenti e personale, poco più di 7 si sono fermati. L’Usb, dal canto suo, parla di almeno un milione di persone nelle piazze di tutta Italia.

Tra i due numeri c’è una distanza che il sindacato non può ignorare. Le piazze piene misurano la forza di chi manifesta. L’adesione misura quanti hanno davvero incrociato le braccia sul posto di lavoro. Dentro quel 92 per cento rimasto in servizio ci sono i contrari, gli indifferenti e chi non poteva permettersi la giornata persa. La donna alla finestra dell’hotel stava da quella parte. Un sindacato che vuole parlare a lei deve convincerla con i salari, non con un coro.
Cassonetti in fiamme vicino al Colosseo e tensioni al Celio
Nel pomeriggio, vicino al Colosseo, sono stati incendiati cassonetti e monopattini in sharing, e al Celio ci sono stati momenti di tensione con cariche di alleggerimento delle forze dell’ordine. La giornata è stata difficile anche altrove. A Torino, dove al corteo Usb la Guardia di finanza ha abbassato gli scudi davanti all’A4, ci sono state cariche in piazza Castello.
Un cassonetto bruciato non colpisce il governo. Lo pagano i romani con la tassa sui rifiuti e lo pagano gli operatori che domani dovranno sostituirlo. Chi ha appiccato i fuochi va identificato dalla Questura di Roma e risponderà dei danni. Il sindacato che ha organizzato il corteo ha il dovere di prendere le distanze con nomi e fatti, non con formule generiche, se vuole che i suoi 100mila contino più di qualche decina di incendiari.
Nei prossimi giorni la Questura dovrà fare il bilancio dei disordini e delle eventuali denunce. Il ministero dell’Istruzione aggiornerà il dato definitivo sull’adesione nelle scuole. Lo sciopero dei trasporti, rinviato dall’ordinanza del 27 ottobre, tornerà a una nuova data, mentre l’Usb contesta il provvedimento. E la lavoratrice alla finestra, lunedì, tornerà a fare il suo turno. Merita l’applauso che ha ricevuto, e merita che nessuno le chieda conto della scelta che ha fatto.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 4 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, ore 20:05.
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Fonti
- Roma Capitale (2026). Sciopero generale di venerdì 30 ottobre 2026.
- Roma Capitale (2026). Sciopero venerdì 30 ottobre, aggiornamento sul trasporto pubblico.
- Unione sindacale di base (2026). Il 30 ottobre 2026 è sciopero generale.
- Tper (2026). Motivazioni dello sciopero generale Usb del 30 ottobre 2026.





