Schlein sulle midterm: «Crolla un modello». In California la tassa sui miliardari è indietro nello spoglio

In California la tassa sui miliardari perde e il Pd non ha ancora un programma: cosa insegna davvero il voto per Schlein sulle midterm e il campo largo.

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Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, ha commentato in un’intervista a la Repubblica pubblicata il 5 novembre 2026 le elezioni di midterm del 3 novembre negli Stati Uniti: «Crolla un modello, vince chi mette al centro le grandi questioni sociali». Per la leader dem il successo dei democratici, che conquistano Camera e Senato, è «un segno di speranza» anche per l’Italia.

Schlein legge il voto americano come una vittoria delle questioni sociali

Elly Schlein sostiene che i democratici americani abbiano vinto perché uniti sui bisogni concreti, con candidati di storie diverse, e che lo stesso schema valga per il centrosinistra italiano. Parla di «una vittoria tanto più significativa perché plurale» e aggiunge: «Ha funzionato l’alleanza con la società». Cita anche una frase di Abdul El-Sayed, candidato democratico in Michigan: «Tra il potere dei soldi e il potere dei molti, hanno vinto i molti».

Poi il salto di Atlantico, in una riga: «E anche qui le condizioni di vita sono peggiorate in quattro anni di governo Meloni». La segretaria promette risposte a «quei 6 milioni di cittadini che non riescono più a curarsi», agli studenti e alle famiglie che non arrivano a fine mese. Il voto americano arriva dopo una notte che Donald Trump ha chiuso accettando la vittoria dei democratici e pubblicando poi il cappellino «Veto», segnale dello scontro che si apre a Washington.

I 6 milioni di italiani che non riescono a curarsi sono un dato Istat

Il numero citato da Schlein è vicino a quello ufficiale: secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel 2024 quasi 5 milioni e 800 mila persone, il 9,9% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una visita o un esame di cui avevano bisogno. È quasi quanti abitanti ha il Lazio.

Il dato sta nell’audizione dell’Istat alla commissione Affari sociali del 7 luglio 2026. Nel 2019 la quota era al 6,4%, nel 2023 al 7,6%, poi il balzo al 9,9%. I motivi principali sono le liste d’attesa e i costi. Rinunciano più le donne, l’11,4% contro l’8,3% degli uomini, e soprattutto chi ha fra 45 e 64 anni: il 12,6%. In Sardegna, tra chi aveva già ottenuto altre prestazioni, la rinuncia arriva al 23,9%.

Infografica TuttoNotizie. Italiani che rinunciano a visite ed esami: la crescita citata da Schlein. 2019: 6,4%; 2023: 7,6%; 2024: 9,9%. Fonte: Istat, 2025-2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Istat, 2025-2026

Su questo Schlein ha ragione, e i dati le danno argomenti più solidi di qualsiasi paragone con l’America. Il salto più grande, da 7,6 a 9,9 per cento, è avvenuto nel 2024, con il governo di Giorgia Meloni in carica da oltre un anno. Chi governa deve rispondere su quel 2,3 per cento in più di italiani rimasti senza visita, non su chi ha vinto in Georgia.

In California la tassa sui miliardari è in svantaggio nello spoglio

La Proposition 40, il referendum californiano per una tassa una tantum del 5% sul patrimonio dei miliardari destinata alla sanità, era in svantaggio nei dati parziali dello spoglio del 4 novembre, intorno al 44% dei sì contro il 56% dei no. Il risultato definitivo non è ancora ufficiale.

È la proposta più sociale che c’era sulle schede americane, e gli elettori dello Stato più progressista del Paese la stanno respingendo. Gli stessi elettori che hanno premiato i democratici. Il voto americano dice che si vince parlando di salari, cure e affitti, non che si vince con la patrimoniale. Chi lo legge come un mandato a tassare il patrimonio sbaglia lettura.

Una vittoria altrui non è un programma.

Noi crediamo che le cure si garantiscano facendo funzionare il servizio pubblico: agende uniche, medici pagati per il merito, concorrenza vera tra strutture convenzionate. Su questo il Partito democratico ha ancora da scrivere quasi tutto.

Meloni e Tajani rispondono che per l’Italia non cambia nulla

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha replicato con un’ironia: «Come per magia, adesso, gli Stati Uniti sono tornati un grande alleato, vero?». Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha detto che per l’Italia non cambia nulla.

La battuta della premier coglie l’opportunismo di chi a sinistra scopre l’America solo quando vince la propria parte. Ma resta una battuta. Sui 5,8 milioni di italiani che rinunciano a curarsi il governo non ha detto una parola, e quel silenzio pesa più di qualunque risultato a Washington.

Il campo largo ha fissato le primarie entro febbraio, ma non ancora le regole

La coalizione di centrosinistra ha annunciato primarie entro febbraio, con il programma atteso a novembre e una piazza a dicembre, ma le regole per scegliere il candidato premier non ci sono ancora. Intanto gli alleati si dividono sulle proposte.

Nei giorni scorsi Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ha riportato il reddito di cittadinanza nel programma del campo largo, mentre Italia Viva pone condizioni. E sulla legge sul conflitto d’interessi lo scontro tra Matteo Renzi, Schlein e Conte è ancora aperto. I democratici americani sono arrivati al voto con candidati scelti in primarie dalle regole note da mesi. Il centrosinistra italiano no.

La storia fin qui

Schlein e il campo largo dalle primarie alle midterm americane

  1. Il centrosinistra annuncia primarie entro febbraio, con il programma atteso a novembre
  2. Il M5S chiede una legge sul conflitto d'interessi: scontro tra Renzi, Schlein e Conte
  3. Conte riporta il reddito di cittadinanza nel programma del campo largo
  4. Trump accetta la vittoria dei democratici alle midterm, che conquistano Camera e Senato
  5. Schlein commenta le midterm: «Crolla un modello, vince chi mette al centro le questioni sociali»

Schlein ha ragione sulla diagnosi e torto sul metodo: prendersi in prestito una vittoria non sostituisce le proposte che il suo partito ha promesso entro novembre. Il programma va presentato nei tempi annunciati, con i costi scritti accanto a ogni misura.

Infografica TuttoNotizie. Campo largo dopo le midterm: le tappe verso le primarie. 1. Presentazione del programma; 2. Manifestazione di piazza; 3. Primarie per il candidato premier. Fonte: Coalizione di centrosinistra, ottobre 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Coalizione di centrosinistra, ottobre 2026

Quattordici circoli del Pd romano hanno ricevuto le ingiunzioni dell’Ater

Quattordici circoli del Partito democratico di Roma hanno ricevuto il 2 novembre 2026 le ingiunzioni dell’Ater, l’azienda regionale delle case popolari proprietaria dei locali, per circa 70 mila euro di rate non pagate di un piano di rientro. La tesoreria della federazione romana del partito ha confermato le comunicazioni.

Quel piano, secondo l’Ater, era nato nel 2021 per saldare una morosità pregressa di 487 mila euro. Non si tratta di sfratti già eseguiti: è partito l’iter, e i deputati di Fratelli d’Italia Marco Perissa e Francesco Filini hanno presentato un’interrogazione parlamentare. Tra i lettori che hanno commentato l’intervista, la critica più diffusa è proprio questa: il 40% giudica il Pd non credibile, e molti citano i circoli romani.

Studio TuttoNotizie

Cosa pensano i lettori: Schlein e le midterm americane

Abbiamo letto e classificato uno per uno 20 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.

20commenti letti
1testate su Facebook

  • Il PD non è credibile40%
  • Schlein si intesta vittorie altrui15%
  • Il PD non è davvero sinistra15%
  • Sostegno a Schlein e al PD10%
  • Fuori tema o senza opinione20%

Le tesi più sostenute

  • 20%Il PD ha debiti e responsabilità, non può dare lezioni
  • 10%Schlein si prende il merito di vittorie che non sono sue

Le convinzioni dei lettori, verificate

  • In parte veroIl Pd è stato sfrattato da quattordici sedi per un debito di 70 mila euro, con un debito complessivo di 487 mila euro

    Il 2 novembre 2026 l'Ater di Roma ha inviato ingiunzioni a 14 circoli del Pd romano per circa 70 mila euro di rate non pagate, ma gli sfratti non sono ancora eseguiti. I 487 mila euro erano la morosità pregressa che il piano di rientro del 2021 doveva saldare, non il debito attuale.

    Fonte: Ater Roma, comunicazioni del 2 novembre 2026, confermate dalla tesoreria della federazione romana del Pd

  • In parte veroIn California il candidato democratico che proponeva la patrimoniale è stato bocciato

    In California non si votava su un candidato ma su un referendum, la Proposition 40, tassa una tantum del 5% sui patrimoni dei miliardari. Nello spoglio parziale del 4 novembre era in svantaggio, circa 44% di sì contro 56% di no.

    Fonte: Stato della California, spoglio parziale della Proposition 40

Come abbiamo fatto lo studio

Commenti pubblici sotto i post Facebook di la Repubblica. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.

Su questo i lettori hanno ragione nei fatti. Un partito che chiede di guidare il Paese promettendo servizi pubblici migliori deve pagare l’affitto a un ente pubblico di edilizia popolare. La federazione romana salda il debito con l’Ater, senza aspettare il giudice.

Le prossime tappe sono fissate. In California lo spoglio definitivo dirà se la Proposition 40 è respinta. Il 3 gennaio 2027 si insedia il nuovo Congresso americano. In Italia il centrosinistra deve presentare il programma entro novembre e scrivere le regole delle primarie prima di febbraio. Lì si vedrà se il modello che secondo Schlein crolla in America ne ha uno pronto da sostituire qui.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Abbiamo letto e classificato 20 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026, ore 13:36.

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Fonti

Tag:Centrosinistra