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Oggi, 3 novembre 2026, Matteo Salvini ha attaccato il taglio alla scuola previsto dalla legge di bilancio 2027. Il vicepremier e segretario della Lega ha parlato a margine di Eicma, il salone internazionale delle due ruote di Milano. Ha detto di non aver saputo nulla della riduzione di 6.974 posti tra docenti e personale scolastico. Eppure il Consiglio dei ministri aveva approvato quella manovra il 28 ottobre, e lui era seduto al tavolo.
Ecco le sue parole davanti ai giornalisti: «Sicuramente il taglio al mondo della scuola in questo momento è qualcosa su cui ragionare e come Lega qualche proposta la faremo. Io non ne sapevo niente e sono segretario del partito». Poi ha aggiunto: «Noi come Lega ci stiamo già preparando, dicendo anche dove prendiamo i soldi». Sei giorni prima aveva descritto la stessa manovra con due parole: «grande soddisfazione».
Il taglio alla scuola nella manovra 2027 cancella 6.974 posti
Dal 1° settembre 2027 la manovra 2027 toglie alla scuola statale 6.974 posti: 4.925 da docente e 2.049 da personale Ata, cioè amministrativi, tecnici e ausiliari. Lo prevede l’articolo 66, comma 5, del disegno di legge. La relazione tecnica calcola un risparmio di circa 252 milioni di euro l’anno, quindi circa 36mila euro per ogni posto cancellato. Quei soldi non tornano alla scuola: restano nel bilancio generale dello Stato.
La scuola è stata anche uno dei temi forti della presentazione. Nel suo intervento in conferenza stampa del 28 ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato dei condizionatori nelle aule: «nessuno dovrebbe studiare al freddo e a 35 gradi a giugno». Quindi le aule avranno i condizionatori, ma meno insegnanti. Il 31 ottobre la Cgil ha bocciato la manovra contestando i 6.974 posti tagliati. Nei giorni seguenti il caso è arrivato dentro la maggioranza.
Salvini sedeva al Consiglio dei ministri che ha approvato la legge di bilancio
Matteo Salvini ha partecipato al Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026 a Palazzo Chigi. Alla fine della riunione ha presentato la manovra in conferenza stampa insieme a Giorgia Meloni, ad Antonio Tajani, a Giancarlo Giorgetti e al viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Lo scrive il governo nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195.
Il testo è arrivato alle Camere con 157 articoli, e il taglio era scritto in uno di questi. Le possibilità sono due. Nella prima, il segretario della Lega ha approvato una legge di bilancio senza conoscerne una delle scelte più pesanti, e allora non ha fatto il lavoro per cui siede nel governo. Nella seconda la conosceva, e oggi si allontana da una decisione che ha votato.
In tutti e due i casi, non sapere non attenua la responsabilità di chi governa. La aggrava.
Chi firma una manovra non può scoprirla dai giornali.
Il leader leghista guida il partito dal 2013 e ha già approvato cinque manovre da vicepremier
Matteo Salvini, nato a Milano il 9 marzo 1973, ha 53 anni. È segretario della Lega da dicembre 2013 e dall’ottobre 2022 è vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Meloni. Tra il 2018 e il 2019 era stato vicepremier e ministro dell’Interno nel primo governo Conte. Si è diplomato al liceo classico e si è poi iscritto a Storia all’Università Statale di Milano, ma non si è laureato.
Non è un nuovo arrivato. Meloni l’ha detto in conferenza stampa: questa è la quinta legge di bilancio del governo. Salvini le ha approvate tutte da vicepremier. Per questo dire di non sapere pesa più che in bocca a un esordiente.
Al ministero dell’Economia la proposta porta la firma di un leghista
Il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che è della Lega. È scritto nel comunicato ufficiale del governo. I conti li ha fatti quindi un ministro del partito di cui Salvini è segretario.
Giorgetti non è l’unico leghista coinvolto. Il 28 ottobre il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, scelto in quota Lega, si era detto soddisfatto delle misure per l’edilizia scolastica. Sulla sanità, le Regioni hanno ricevuto 3,4 miliardi sui 6,8 chiesti e anche la Lombardia ha protestato, una regione governata dalla Lega. Il partito fa i conti al ministero dell’Economia e poi li contesta in piazza. Non può fare entrambe le cose.
Dai tagli del 2025 a quelli del 2027 la scuola perde 14.808 posti
Il taglio del 2027 si aggiunge a uno precedente. La legge di bilancio 2025, cioè la legge 30 dicembre 2024 n. 207, aveva già tolto 5.660 posti da docente dall’anno scolastico 2025/26 e 2.174 posti Ata dal 2026/27. In tutto, con le due manovre, sono 14.808 posti in meno: 10.585 insegnanti e 4.223 tra amministrativi, tecnici e ausiliari.

Sono tagli ripetuti nel tempo, non un incidente. In più partono da una spesa già bassa. Il conduttore televisivo Giovanni Floris ha ricordato che l’Italia spende per l’istruzione il 4% del Pil contro il 4,8% della media europea. Le tappe della vicenda mostrano come si è arrivati alla frase di Milano.
Taglio scuola, dalla manovra 2025 alla frase di Salvini
- La legge di bilancio 2025 (legge n. 207) taglia 5.660 posti di docente e 2.174 posti Ata
- Il Consiglio dei ministri approva la manovra 2027; Salvini la presenta con Meloni in conferenza stampa
- Il presidente Mattarella autorizza la presentazione del ddl di bilancio alle Camere
- La Cgil boccia la manovra e contesta i 6.974 posti tagliati nella scuola
- Salvini a Eicma: «Io non ne sapevo niente e sono segretario del partito»
I lettori di TuttoNotizie non credono alla versione del vicepremier
Quasi un lettore su tre di quelli che hanno commentato la notizia, il 31%, sostiene che un vicepremier con ministri del suo partito al governo non poteva non sapere dei tagli. I documenti ufficiali danno a questi lettori un argomento solido: Salvini era nella riunione che ha approvato la manovra ed era al tavolo della conferenza stampa che l’ha presentata.
Una convinzione che gira, invece, non trova conferma nei documenti. Nessun testo ufficiale dice che i soldi risparmiati con il taglio dei posti vadano alle scuole paritarie, quelle private riconosciute dallo Stato. Il risparmio non è destinato a una spesa precisa.
Cosa pensano i lettori: Salvini e il taglio alla scuola
Abbiamo letto e classificato uno per uno 26 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Salvini non può non sapere39%
- Salvini è un incompetente23%
- Governo incapace, deve andarsene15%
- Colpa di chi vota la Lega8%
- Fuori tema o senza opinione15%
Le tesi più sostenute
- 31%Salvini è vicepremier e la Lega ha ministri: impossibile che non sapesse
- 12%Questo governo ha fallito e deve andare a casa
Le convinzioni dei lettori, verificate
- Non verificabile
I tagli ai posti nella scuola servono a dare più fondi alle scuole paritarie
Nessun documento ufficiale collega i circa 252 milioni l'anno risparmiati con l'articolo 66 alle scuole paritarie. Il risparmio non è destinato a una spesa precisa.
Fonte: Disegno di legge di bilancio 2027-2029, art. 66, e relazione tecnica
- In parte vero
Da anni la scuola perde ogni anno circa 5mila docenti per legge
Le leggi di bilancio dal 2025 contengono due tagli: 5.660 posti di docente con la legge 207/2024 e 4.925 con la manovra 2027. Sono tagli decisi in due manovre diverse, non uno fisso ogni anno.
Fonte: Legge 30 dicembre 2024, n. 207; ddl di bilancio 2027, art. 66, comma 5
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di Fanpage.it, Il Fatto Quotidiano, la Repubblica. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
La legge di bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha autorizzato il 30 ottobre 2026 la presentazione del disegno di legge alle Camere. Ora il testo è alla Camera dei deputati e deve diventare legge entro il 31 dicembre 2026. Se il Parlamento lo lascia com’è, il taglio dei posti scatta il 1° settembre 2027.
Anche i sindacati si sono mossi. Il 2 novembre la Uil e la Uil Scuola hanno chiesto un incontro urgente a Valditara. Cgil, Uil, Anief e Gilda preparano una protesta comune contro le misure sulla scuola.

Le proposte annunciate a Eicma si misurano in Parlamento. Se la Lega è davvero contraria al taglio, i suoi deputati in commissione Bilancio devono presentare un emendamento che cancelli il comma 5 dell’articolo 66, con scritto dove si prendono i 252 milioni, e poi votarlo. Giorgetti deve spiegare in commissione perché ha scelto di risparmiare proprio sui posti nella scuola. Finché questo non succede, la frase di Milano resta quella di un vicepremier che prende le distanze da una manovra che ha approvato e presentato lui stesso.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 26 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026, ore 18:36.
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Fonti
- Governo italiano (2026). Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 195.
- Governo italiano (2026). Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri 195, l’intervento del Presidente Meloni.
- Governo italiano (2026). Consiglio dei Ministri n. 195.





