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Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, su Donald Trump oggi sceglie la distanza. Alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che si tengono martedì 3 novembre 2026, il ministro delle Infrastrutture ha rifiutato di fare un in bocca al lupo al presidente americano: «No, lo faccio agli americani». Una settimana fa, con Bolsonaro e Vučić, aveva fatto il contrario.
Cosa ha detto Salvini su Trump alla vigilia del voto americano
Alla domanda su un augurio per Trump, Matteo Salvini ha risposto «No, lo faccio agli americani» e ha aggiunto: «Lasciamo che votino gli americani, come hanno votato i brasiliani e gli israeliani. In democrazia la gente vota e in base al voto, lavoreremo». C’è chi legge la frase come scaramanzia. A noi interessa il contenuto. Ed è il contenuto giusto: un ministro della Repubblica non tifa nelle elezioni di un altro Paese, lavora con chi vince.
Il problema è che questa regola il vicepremier l’ha scoperta tardi, e non l’ha mai dichiarata come tale. Per capire quanto sia nuova bisogna tornare indietro di pochi giorni.
Gli auguri a Bolsonaro e Vučić sono arrivati pochi giorni prima di due sconfitte
Al congresso della Lega a Milano, a fine ottobre 2026, Salvini aveva rivolto i suoi auspici a Flávio Bolsonaro, candidato della destra in Brasile, e ad Aleksandar Vučić, presidente della Serbia: entrambi sono usciti battuti dalle urne. Abbiamo raccontato Lula rieletto e Vučić che ammette la sconfitta dopo l’auspicio del leader leghista. Dallo stesso palco Salvini aveva chiesto il mandato per dire in Consiglio dei ministri stop a soldi e armi all’Ucraina, decreti che il suo governo ha sempre approvato.
Il caso brasiliano mostra cosa si eredita quando si sposa un leader straniero. Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair, ha contestato il risultato e ora deve consegnare i passaporti per ordine del giudice Alexandre de Moraes, relatore di un’inchiesta che lo riguarda. Il padre è stato condannato l’11 settembre 2025 dalla Prima sezione del Supremo tribunale federale a 27 anni e 3 mesi di carcere per il tentato colpo di Stato del 2022. Chi si è speso per quella famiglia si porta dietro anche queste vicende.
Nel 2024 dal palco di Pontida il leader leghista sosteneva Trump
Il 6 ottobre 2024, dal raduno di Pontida in provincia di Bergamo, Salvini si augurò che gli americani scegliessero i repubblicani e Trump, e definì quella scelta «fondamentale». Il legame era cominciato nell’aprile 2016 a Filadelfia, quando incontrò l’allora candidato alla Casa Bianca. E dopo le elezioni di metà mandato del 2018 lo stesso Salvini raccontò di aver scritto a Trump per fargli i complimenti.
Dieci anni di tifo dichiarato, poi una frase che li rovescia senza spiegare perché. La nuova linea è migliore della vecchia. Ma una linea che cambia a seconda di come sono andati gli ultimi voti non è una linea: è una reazione ai risultati.
Salvini e i leader stranieri: da Trump a Bolsonaro e Vučić
- Salvini dal palco di Pontida si augura che gli americani scelgano Trump e i repubblicani
- Al congresso della Lega a Milano Salvini chiede il mandato per lo stop agli aiuti all'Ucraina
- Dopo gli auspici di Salvini, Flávio Bolsonaro perde contro Lula e Vučić ammette la sconfitta
- Alla vigilia del midterm Salvini non fa gli auguri a Trump: «Lo faccio agli americani»
Le elezioni di metà mandato decidono chi controlla il Congresso
Oggi gli americani rinnovano tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti, 35 dei 100 seggi del Senato e i governatori di 36 Stati. I repubblicani controllano entrambi i rami del Congresso; ai democratici, per ribaltare le maggioranze, serve un guadagno netto di almeno tre seggi alla Camera e quattro al Senato.
Il risultato dirà se Trump governerà gli ultimi due anni di mandato con il Parlamento dalla sua parte o con una Camera ostile, capace di bloccare leggi e bilanci. Per l’Italia non è una curiosità da talk show.

Negli Stati Uniti le imprese italiane vendono merci per 64,8 miliardi di euro
Secondo l’Annuario statistico italiano 2025 dell’Istat, nel 2024 l’Italia ha esportato negli Stati Uniti merci per 64.759 milioni di euro, il 10,4 per cento di tutto l’export nazionale. Più di un euro su dieci che le nostre imprese incassano all’estero arriva da lì. Solo la Germania, con 70.970 milioni, compra di più; la Francia segue con 62.247 milioni.
Su quel mercato pesa l’intesa politica raggiunta nel luglio 2025 tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e Trump, messa per iscritto nella dichiarazione congiunta del 21 agosto 2025. Come ricostruisce il rapporto del Congressional Research Service del Congresso americano, la gran parte delle merci europee paga negli Stati Uniti dazi fino al 15 per cento. Su un tavolo così, chi tratta per l’Italia deve poter parlare con qualunque maggioranza esca dalle urne.

La Convenzione di Vienna impone ai diplomatici di non interferire negli affari interni
L’articolo 41 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961 stabilisce che chi gode delle immunità diplomatiche ha il dovere di non interferire negli affari interni dello Stato che lo ospita. Per i ministri non c’è un obbligo scritto. Lo spirito però è lo stesso: chi rappresenta l’Italia parla a nome di tutti gli italiani, anche di quelli che non lo votano.
L’Italia non tifa: tratta, con chiunque vinca.
Per questo la frase di oggi vale poco se resta un’eccezione. Salvini deve dire che, finché siede al governo, non sosterrà più candidati in elezioni straniere, a destra come a sinistra. E la regola spetta a Palazzo Chigi: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha il potere di fissarla per tutti i ministri, per iscritto e uguale per tutti. Non sappiamo se la prudenza di oggi sia concordata con lei o sia una scelta personale del vicepremier, e proprio per questo serve una norma e non un umore.
Lo spoglio arriva nella notte italiana, il nuovo Congresso a gennaio
I seggi americani chiudono tra la serata e la notte di oggi, ora italiana, e i primi risultati sulla Camera e sul Senato sono attesi entro domani mattina. Il nuovo Congresso si insedierà il 3 gennaio 2027, come prevede la Costituzione degli Stati Uniti. Il primo banco di prova per il vicepremier arriva già domani: nel 2018 commentò il voto di metà mandato con i complimenti a Trump. Questa volta gli auguri, se vuole essere coerente con le sue parole, li dovrà fare agli americani, chiunque abbiano scelto.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026, ore 12:47.
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Fonti
- Istat (2025). Annuario statistico italiano 2025, capitolo 15: Commercio estero e internazionalizzazione delle imprese.
- Congressional Research Service (2025). U.S.-EU Tariffs and Trade Framework Agreement.
- Nazioni Unite (1961). Vienna Convention on Diplomatic Relations.
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