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Dopo gli insulti e le minacce comparsi sui social contro Tiziana Landoni, i vertici del Tribunale di Milano controllano la rete. Landoni è la gip, cioè la giudice per le indagini preliminari, che il 28 ottobre 2026 non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, il 30enne indagato come amministratore dei canali del Movimento 17 ottobre. Il 29 ottobre 2026, a Roma, una parte del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha chiesto di aprire una pratica a tutela della giudice.
Le minacce alla gip Landoni e la foto della pm sbagliata
Gli attacchi contro la gip Tiziana Landoni sono comparsi sui social e nei commenti agli articoli dopo le critiche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In alcuni post è finita la foto di un’altra magistrata, la pm Francesca Crupi. Anche questo va detto: è la titolare dell’indagine e aveva chiesto il carcere per Siher.
Il dettaglio dice molto. Chi minaccia non ha letto le 37 pagine dell’ordinanza e non sa nemmeno che faccia abbia la persona che vuole colpire. Il presidente del Tribunale, Fabio Roia, e la presidente della sezione gip, Ezia Maccora, seguono la vicenda in rete. Al momento non risulta alcun atto ufficiale che colleghi le minacce a profili o post precisi: su questo per ora non si può dire altro.
Chi è Tiziana Landoni, la giudice che ha liberato Youssef Siher
Tiziana Landoni lavora come gip al Tribunale di Milano dal 2024, dopo aver iniziato a Gela ed essere passata da Busto Arsizio, in provincia di Varese. Si è occupata di molti casi di Codice rosso, la procedura veloce per la violenza domestica e di genere, e ha in mano anche il fascicolo Equalize sui presunti dossieraggi illeciti.
Il suo nome figura nell’appello dei Giuristi per Gaza del settembre 2025, firmato da oltre 3.000 tra magistrati, avvocati e docenti. Tra le firme c’è anche quella della pm Crupi, che voleva Siher in carcere. Chi oggi usa quella firma per dire che la gip non era imparziale deve spiegare perché la stessa firma non abbia condizionato chi ha chiesto il carcere. Il codice di procedura penale, all’articolo 36, obbliga il giudice ad astenersi quando ha espresso un parere sull’oggetto del procedimento. Come ricorda l’ordinanza n. 276 del 2019 della Corte costituzionale, la dichiarazione di astensione va sottoposta al presidente del tribunale. Un appello del 2025 su Gaza non riguarda un fermo deciso nell’ottobre 2026.
Perché Youssef Siher è stato liberato dalla gip di Milano
La gip ha liberato Youssef Siher perché non ha trovato gravi indizi di colpevolezza né un pericolo di fuga concreto. Per Landoni i messaggi dell’indagato non incitavano alla violenza e non intimidivano la popolazione: evocavano «azioni di disobbedienza civile», nella «libera espressione delle proprie opinioni».
La procura guidata da Marcello Viola sosteneva il contrario. Accusava Siher di istigazione aggravata dalla finalità di terrorismo e descriveva una possibile «strategia rivoluzionaria». Abbiamo ricostruito il fermo del ricercatore bresciano e le accuse della procura e, prima ancora, la perquisizione nella casa dei genitori nel Bresciano. All’udienza di convalida del 27 ottobre, nel carcere di San Vittore, Siher si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giorno dopo è uscito tra gli applausi di una ventina di sostenitori. Resta indagato: la decisione della gip non lo assolve, gli restituisce la libertà mentre le indagini vanno avanti.
Caso Youssef Siher: dal fermo alla tutela per la gip Landoni
- Un 30enne legato al Movimento 17 ottobre viene ascoltato in questura a Milano, perquisita la casa dei genitori
- La procura di Milano ferma Youssef Siher per istigazione aggravata dalla finalità di terrorismo
- La gip Tiziana Landoni non convalida il fermo, Siher esce da San Vittore. Meloni parla di decisione «vergognosa»
- Consiglieri del Csm chiedono una pratica a tutela della gip, il Tribunale controlla le minacce sui social
Il Tribunale di Milano risponde a Meloni: «La vergogna riguarda altre categorie»
Roia e Maccora hanno risposto alla premier con una nota firmata insieme: la decisione «può essere criticata e impugnata con i mezzi previsti dall’ordinamento», ma gli attacchi alla persona che giudica «devono essere respinti». Poi la frase più dura: la vergogna riguarda «altre categorie della vita sociale».
Il 28 ottobre, in un video, Meloni aveva detto: «Considero vergognosa la decisione del gip di Milano». Secondo la premier, il canale Telegram del Movimento 17 ottobre spingeva a organizzare le manifestazioni finite con le devastazioni di Milano del 17 e 18 ottobre. La gip, dopo aver letto gli atti, ha scritto che quei messaggi non contenevano un incitamento concreto alla violenza. Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di decisione «incredibile». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che così «si mette il Paese in pericolo».
La Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha parlato di «attacco scomposto» e di un «consueto esercizio di intimidazione». Il copione è già visto. Nell’ottobre 2023, a Catania, la giudice Iolanda Apostolico non convalidò il trattenimento di alcuni migranti: la sua decisione fu attaccata dal governo e Salvini pubblicò un video che la ritraeva a una manifestazione del 2018. Anche allora si parlò della persona più che delle ragioni scritte nel provvedimento.
Il giudizio di TuttoNotizie è netto. Un capo del governo può criticare un’ordinanza, anche con durezza. Ma vergognosa non è una critica giuridica: è una condanna morale. E arriva da chi ha a disposizione un’intera procura per impugnare la decisione.
Una decisione si impugna, non si mette alla gogna.
Al Csm la richiesta di tutela firmata dai togati e da tre laici
Il 29 ottobre tutti i consiglieri togati del Csm, tranne i sei di Magistratura indipendente, hanno chiesto una pratica a tutela di Landoni. Con loro hanno firmato tre consiglieri laici, cioè eletti dal Parlamento: Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli. Il documento è stato depositato al Comitato di presidenza.

Per i firmatari le parole della premier sono «inaccettabili» perché vanno oltre «i confini della legittima critica ai provvedimenti giudiziari». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha escluso di mandare gli ispettori a Milano. Ha però definito «improprio» che i magistrati si lamentino delle critiche, visto che loro criticano le leggi. Il paragone non regge: un magistrato che commenta una legge non può tirare in ballo chi l’ha votata, mentre una premier che definisce vergognoso un provvedimento indica a milioni di persone il giudice che l’ha firmato.
Tra i lettori che hanno commentato la vicenda, il 41 per cento vede nelle parole di Meloni un attacco alla magistratura. Una minoranza consistente pensa invece che la giudice sia di parte. Questa seconda convinzione si regge però sulla firma di un appello che aveva messo anche la pm dell’accusa.
Cosa pensano i lettori: La gip Landoni e il caso Siher
Abbiamo letto e classificato uno per uno 29 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Meloni attacca la magistratura41%
- Giudice politicizzata, toghe rosse21%
- Siher libero, sinistra ne risponde14%
- Governo fomenta le minacce7%
- Fuori tema o senza opinione17%
Le tesi più sostenute
- 21%Meloni ha detto il falso e usa il caso per distrarre
- 17%Meloni sbaglia a attaccare la magistratura e viola la Costituzione
- 14%La magistratura è di parte e agisce da partito politico
Le convinzioni dei lettori, verificate
- Non verificabile
Youssef Siher è fuggito all'estero dopo la liberazione
Nessun atto o comunicato ufficiale parla di un espatrio. La gip ha escluso un pericolo di fuga concreto e Siher resta indagato a piede libero.
Fonte: Tribunale di Milano, ordinanza di non convalida del fermo, 28 ottobre 2026
- In parte vero
La gip Landoni aveva espresso posizioni simili a quelle dell'indagato firmando l'appello dei Giuristi per Gaza, e quindi doveva astenersi
Il nome della gip compare nell'appello del settembre 2025, firmato anche dalla pm che chiedeva il carcere. L'articolo 36 del codice di procedura penale impone di astenersi a chi ha dato un parere sull'oggetto del procedimento, e un appello generale su Gaza non lo è.
Fonte: Codice di procedura penale, articolo 36; Corte costituzionale, ordinanza n. 276 del 2019
- Non verificabile
Le minacce alla giudice sono partite dai post sui profili social della Lega e di altri partiti di governo
Esponenti della maggioranza hanno criticato la decisione sui social, ma nessun atto ufficiale collega quei post alle minacce. Gli accertamenti sono in corso.
Fonte: Tribunale di Milano, vertici dell'ufficio, ottobre 2026
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di ANSA.it, La Stampa, la Repubblica. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
La procura può ancora ricorrere in Cassazione e al Riesame
La procura di Milano può contestare la decisione della gip Landoni in due modi: con un ricorso in Cassazione contro la mancata convalida del fermo e con un appello al Tribunale del riesame contro il no al carcere. Nordio si dice sicuro che lo farà. Il procuratore Viola, finora, ha mantenuto un profilo prudente.
È la strada che la legge prevede, ed è l’unica che conta. Abbiamo spiegato che cosa scrive la gip nelle 37 pagine che hanno rimesso libero Siher: se la procura ritiene che siano sbagliate, lo dimostri davanti a un altro giudice. Palazzo Chigi dovrebbe condannare le minacce a una giudice con la stessa rapidità con cui ha condannato la sua ordinanza.

I prossimi passaggi sono già fissati. Il Comitato di presidenza del Csm deve decidere se aprire la pratica a tutela. La procura deve scegliere se presentare ricorso. Il Tribunale continuerà a controllare la rete. Siher resta un indagato a piede libero, e anche la moglie è indagata senza misure. Il resto lo diranno i giudici, nelle sedi previste.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato un documento ufficiale, citato in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 29 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2026, ore 19:38.
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