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Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni uccisa a Roma il 25 marzo 2025, ha avuto la sua sentenza. Oggi, 27 ottobre 2026, la Terza Corte d’Assise di Roma ha condannato all’ergastolo in primo grado Mark Antony Samson, l’ex fidanzato che ha confessato il delitto. Le accuse sono omicidio volontario aggravato da premeditazione, futili motivi e relazione affettiva, e occultamento di cadavere.
I giudici hanno deciso dopo tre ore di camera di consiglio, nell’aula bunker del carcere di Rebibbia. Hanno accolto per intero le richieste della procura di Roma. È una sentenza giusta, e adesso deve reggere fino all’ultimo grado di giudizio.
Ilaria Sula studiava Statistica alla Sapienza e veniva da Terni
Ilaria Sula aveva 22 anni, era nata a Terni e studiava Statistica alla Sapienza Università di Roma quando è stata uccisa a coltellate nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano. Dopo una settimana di ricerche, il suo corpo è stato ritrovato il 2 aprile 2025.
Era chiuso in una valigia, in fondo a un dirupo nel territorio di Capranica Prenestina, un piccolo comune della provincia di Roma a circa 50 chilometri dalla Capitale. Per otto giorni la famiglia l’ha cercata viva. Quella valigia racconta da sola quanto lavoro sia servito a nascondere ciò che era successo.
Chi è Mark Antony Samson, l’ex fidanzato che ha confessato
Mark Antony Samson, oggi 24 anni, è l’ex fidanzato di Ilaria Sula. Ha ammesso l’omicidio dopo il fermo, nei primi giorni di aprile 2025. Da quel momento il processo non ha mai riguardato chi avesse ucciso, ma come e perché.
Su questo l’accusa e la difesa hanno dato due letture opposte. Il 19 maggio 2026, nella requisitoria, il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e la pubblica ministera Maria Perna hanno sostenuto che l’omicidio era stato «programmato ed eseguito con freddezza», e hanno chiesto l’ergastolo. Per la difesa si è trattato invece di un delitto d’impeto, cioè non pianificato. In aula la pm ha aggiunto che l’imputato non si è mai pentito.
La Corte d’Assise ha accolto tutte le aggravanti chieste dalla procura
La Terza Corte d’Assise di Roma ha riconosciuto la premeditazione, i futili motivi e il legame affettivo con la vittima, oltre all’occultamento di cadavere. Dando ragione alla procura, ha respinto la tesi dell’impeto: per i giudici quel delitto era stato preparato.
La confessione era l’unica carta che la difesa poteva giocare per ottenere uno sconto. Non è bastata, e non doveva bastare. Ammettere un fatto quando le prove lo rendono inevitabile è una cosa. Riconoscere il male fatto è un’altra.
Confessare non è pentirsi, e la Corte l’ha capito.
La decisione segue una strada già tracciata. Il 3 dicembre 2024 la Corte d’Assise di Venezia ha condannato all’ergastolo Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin, anche lui reo confesso, riconoscendo la premeditazione. In due processi seguiti da tutto il Paese, i giudici hanno dato la stessa risposta: chi pianifica di uccidere la donna che lo ha lasciato non ottiene sconti per averlo ammesso.
I genitori di Ilaria Sula dopo la sentenza: «Lui ancora respira»
Flamur Sula, il padre di Ilaria, ha commentato la condanna appena letta la sentenza: «È stata fatta giustizia ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più». Ha aggiunto di aver sempre avuto fiducia nella giustizia e di non essere stato abbandonato.
La madre, Gezime, ha scelto parole rivolte a chi resta: «Bisogna rispettare le ragazze, bisogna dare loro amore, non violenza». Due genitori che hanno perso tutto e parlano di giustizia e di rispetto. Lo Stato deve meritare quella fiducia anche in appello.
Tra i nostri lettori la sentenza ha raccolto soprattutto consenso: il 43 per cento dei commenti la considera giustizia fatta. Ma una parte della rabbia ha un altro bersaglio, la madre dell’imputato.
Cosa pensano i lettori: Femminicidio di Ilaria Sula
Abbiamo letto e classificato uno per uno 23 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Giusto l'ergastolo, giustizia fatta43%
- Pena troppo mite, serve di più22%
- Anche la madre va punita17%
- Condanna vera solo per la famiglia9%
- Fuori tema o senza opinione9%
Le tesi più sostenute
- 17%La madre dell'assassino che l'ha coperto dovrebbe fare carcere
- 9%Mantenere in carcere un assassino a vita pesa sui cittadini
Le convinzioni dei lettori, verificate
- In parte vero
Samson uscirà dal carcere dopo circa vent'anni nonostante l'ergastolo, perché per lui non vale l'ergastolo ostativo
L'ergastolo ostativo riguarda reati come mafia e terrorismo, non questo omicidio. Ma la liberazione condizionale richiede almeno 26 anni di pena, riducibili solo con gli sconti per buona condotta, e la concede il tribunale di sorveglianza solo se il ravvedimento è sicuro.
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di Sky tg24, Tgcom24, la Repubblica. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
La madre dell’imputato ha patteggiato due anni con pena sospesa
La madre di Mark Antony Samson, accusata di concorso nell’occultamento del cadavere, ha chiuso la sua posizione in un procedimento separato patteggiando due anni di reclusione con la sospensione della pena. In pratica non andrà in carcere, se non commetterà altri reati. Dopo quel patteggiamento il padre di Ilaria aveva detto che quella non era giustizia.
Il patteggiamento è uno strumento previsto dalla legge: l’imputato accetta una pena ridotta e il processo si chiude prima. I giudici hanno applicato le regole che c’erano. Il problema sta nelle regole. Se una pena sospesa è il risultato possibile per chi aiuta a far sparire il corpo di una ragazza uccisa, è il codice che va cambiato, e tocca al Parlamento farlo.
Con l’ergastolo la liberazione condizionale arriva non prima di 26 anni
L’articolo 176 del codice penale stabilisce che un condannato all’ergastolo può chiedere la liberazione condizionale solo dopo aver scontato almeno 26 anni. Deve anche aver tenuto una condotta tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento e aver risarcito i danni del reato, salvo impossibilità dimostrata.
Gli sconti per buona condotta possono accorciare quei tempi, ma non c’è nessun automatismo: decide il tribunale di sorveglianza, caso per caso. L’ergastolo ostativo, quello che chiude quasi ogni beneficio, riguarda reati come mafia e terrorismo, non questo omicidio. Chi teme che Samson esca presto troverà quindi una soglia alta e un giudice che dovrà verificarla.
Il nuovo reato di femminicidio non vale per i delitti commessi prima
La legge 2 dicembre 2025, n. 181, approvata definitivamente dalla Camera il 25 novembre 2025 e in vigore dal 17 dicembre, ha introdotto nel codice penale il reato autonomo di femminicidio, all’articolo 577-bis, punito con l’ergastolo. Non si applica a Samson: la Costituzione vieta di punire un fatto con una legge arrivata dopo.
Eppure la pena massima è arrivata lo stesso, con le norme che c’erano già. Lo strumento per punire esisteva. Quello che manca è la prevenzione. Il rapporto Istat sulle vittime di omicidio nel 2024, costruito sui dati del ministero dell’Interno, conta 116 donne uccise, 106 femminicidi stimati e 62 donne uccise dal partner o dall’ex. Più di una a settimana, per mano di un uomo che diceva di amarle.

Una legge che alza le pene non salva nessuna donna che ha già davanti l’uomo che la ucciderà. Senza fondi stabili per i centri antiviolenza e per i percorsi destinati agli uomini violenti, il nuovo reato resterà una risposta che arriva sempre dopo. Su questo governo e Parlamento hanno ancora tutto da dimostrare.
Il femminicidio di Ilaria Sula, dal delitto alla condanna
- Ilaria Sula, 22 anni, viene uccisa nell'appartamento di via Homs, nel quartiere Africano a Roma
- Il corpo di Ilaria Sula viene ritrovato in una valigia in un dirupo a Capranica Prenestina
- Entra in vigore la legge n. 181 che introduce il reato di femminicidio, non applicabile al caso
- La procura di Roma chiede l'ergastolo per Mark Antony Samson nella requisitoria
- La Terza Corte d'Assise di Roma condanna Mark Antony Samson all'ergastolo in primo grado
Adesso la Terza Corte d’Assise depositerà le motivazioni della sentenza nei prossimi mesi. Da quel testo dipende la scelta della difesa di ricorrere in appello davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma, e poi l’eventuale ricorso in Cassazione. Fino ad allora la condanna non è definitiva. La procura ha in mano una sentenza solida e deve difenderla, aggravante per aggravante.

Ilaria aveva 22 anni e un esame di Statistica da preparare. La giustizia ha fatto la sua parte. Il resto del lavoro tocca a chi può fermare il prossimo omicidio prima che avvenga.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 4 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 23 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026, ore 19:15.
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Fonti
- Istat (2025). Vittime di omicidio, anno 2024.
- Governo italiano, Ufficio per il programma di governo (2025). Violenza di genere: introdotto il reato di femminicidio.
- Gazzetta Ufficiale (2025). Legge 2 dicembre 2025, n. 181, Introduzione del delitto di femminicidio.
- Gazzetta Ufficiale. Codice penale, articolo 176, Liberazione condizionale.
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