Risultati del midterm Usa, l’ambasciata iraniana a Nuova Delhi posta un video IA di Trump tra i rifiuti

Un video IA contro Trump dopo i risultati del midterm Usa: lo firma un governo che nel 2024 ha eseguito 972 condanne e vieta X ai suoi cittadini.

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L’ambasciata dell’Iran a Nuova Delhi, la capitale dell’India, ha pubblicato il 4 novembre 2026 sul suo account ufficiale X, Iran_in_India, un video creato con l’intelligenza artificiale. Si vedono alcuni uomini in giacca e cravatta che sollevano il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e lo gettano in un cassonetto con la scritta «Hazardous Waste», rifiuti pericolosi. È il commento di Teheran ai risultati del midterm Usa del 3 novembre.

La didascalia è in inglese, «The U.S. midterm elections», cioè «Le elezioni di metà mandato Usa», seguita da una faccina sorridente. Il filmato è un montaggio, e su questo nessuno ha dubbi. Il peso sta nella firma: non lo ha messo in rete un utente anonimo, ma la sede diplomatica di uno Stato, che parla a nome del suo governo in un Paese terzo.

I democratici conquistano Camera e Senato nel midterm Usa del 3 novembre

Le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026, che rinnovano tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e circa un terzo dei 100 seggi del Senato, hanno dato ai democratici il controllo di entrambe le camere del Congresso, secondo le proiezioni delle reti americane. È il primo giudizio degli elettori sul secondo mandato di Trump, tornato alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025.

Il presidente ha accettato la vittoria dei democratici e poi pubblicato su Truth il cappellino «Veto». Lo stesso Trump ha collegato una parte della sconfitta alla guerra con l’Iran e al prezzo della benzina salito negli Stati Uniti. Non è una novità che il partito del presidente perda il Congresso a metà mandato: nel 2010 era toccato a Barack Obama, che perse 63 seggi alla Camera, e nel 2018 allo stesso Trump, che dovette governare con la Camera in mano all’opposizione.

Il bersaglio del video, poi, ha una storia precisa. Il 22 giugno 2025 gli Stati Uniti hanno bombardato i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan, e da allora lo scontro non si è mai chiuso. Il 15 ottobre 2026 Trump è arrivato ad ammettere sull’Iran «forse mi sono spinto troppo oltre», con lo stretto di Hormuz chiuso e il petrolio a 105 dollari. Il cassonetto di Nuova Delhi è un altro colpo dentro questa guerra, non uno scherzo isolato.

La storia fin qui

Trump e l'Iran, dai bombardamenti al video sul midterm Usa

  1. Gli Stati Uniti bombardano i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan
  2. L'Onu reintroduce le sanzioni contro l'Iran con il meccanismo dello snapback
  3. Trump sull'Iran: «forse mi sono spinto troppo oltre», con Hormuz chiuso
  4. I democratici conquistano Camera e Senato al midterm, Trump accetta il risultato
  5. L'ambasciata iraniana a Nuova Delhi pubblica il video di Trump gettato tra i rifiuti

Teheran usa X per deridere Washington ma lo vieta ai suoi cittadini

Il governo iraniano, che affida alle sue ambasciate la propaganda su X, tiene lo stesso social bloccato in patria dal 2009, dopo le proteste per la rielezione contestata di Mahmoud Ahmadinejad. Instagram è oscurato dal settembre 2022, durante la rivolta per la morte di Mahsa Amini, 22 anni, arrestata dalla polizia morale.

Il risultato è un paradosso che a Teheran non fa sorridere nessuno. Un diplomatico iraniano in India può scherzare in pubblico sul voto americano. Un ragazzo di Teheran, per leggere quel post, deve aggirare la censura con una rete privata e rischiare.

In Iran i candidati alla presidenza li sceglie il Consiglio dei Guardiani

Alle presidenziali iraniane del 2024 il Consiglio dei Guardiani, l’organo non eletto che decide chi può candidarsi, ha ammesso 6 aspiranti sugli 80 che si erano registrati. Al primo turno ha votato il 39,9 per cento degli aventi diritto secondo i dati del ministero dell’Interno iraniano, il livello più basso mai registrato per quel voto.

Negli Stati Uniti gli elettori hanno appena tolto il Congresso al partito del presidente. In Iran nessun elettore ha un potere simile sulla Guida suprema, che resta in carica senza passare dalle urne. Il video vorrebbe cancellare questa differenza. Non ci riesce.

Chi sceglie i candidati non dà pagelle al voto altrui.

L’Iran ha eseguito almeno 972 condanne a morte nel 2024

Secondo il rapporto di Amnesty International sulle condanne a morte e le esecuzioni nel 2024, le autorità iraniane hanno messo a morte almeno 972 persone in un anno, il 14 per cento in più delle 853 del 2023 e il numero più alto dal 2015. Sono quasi tre esecuzioni al giorno, domeniche comprese.

Infografica TuttoNotizie. Esecuzioni in Iran, il regime che deride il midterm Usa. 2023: 853 esecuzioni; 2024: 972 esecuzioni. Fonte: Amnesty International, 2025.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Amnesty International, 2025

Il dato pesa ancora di più se lo si mette accanto al resto del mondo. Amnesty ha contato 1.518 esecuzioni conosciute nel 2024 in tutti i Paesi: il 64 per cento, quasi due su tre, è avvenuto in Iran. Almeno 505 condannati erano accusati di reati legati alla droga, e l’organizzazione segnala da anni le condanne a morte per chi ha partecipato alle proteste.

Infografica TuttoNotizie. Pena di morte nel 2024: il peso dell'Iran nel mondo. Esecuzioni in Iran: 972; Esecuzioni nel mondo: 1.518; Quota dell'Iran sul totale, in %: 64; Esecuzioni in Iran per reati di droga: 505. Fonte: Amnesty International, 2025.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Amnesty International, 2025

Trump aveva usato lo stesso linguaggio contro i manifestanti americani

Il 18 ottobre 2025 era stato Trump a pubblicare su Truth un video creato con l’intelligenza artificiale in cui, con la corona in testa, scaricava liquame dal suo jet sui manifestanti delle proteste «No Kings». Quel linguaggio ora gli torna indietro, e chi lo nota ha ragione sulla forma.

Sulla sostanza, però, il paragone non regge. Trump quel video lo ha pagato davanti agli elettori, che il 3 novembre hanno votato in libertà e hanno cambiato la maggioranza al Congresso. Il governo di Teheran non risponde a nessun elettore, e chi lo critica in piazza rischia il carcere o peggio. Riderne con l’ambasciata vuol dire fare il lavoro di chi quella propaganda la produce.

Le sanzioni Onu contro l’Iran sono in vigore dal 28 settembre 2025

Le sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran sono tornate in vigore nella notte del 28 settembre 2025, ora italiana, con la riattivazione di sei risoluzioni del Consiglio di sicurezza, dalla 1696 alla 1929, come ha confermato il Dipartimento di Stato americano nel comunicato sul completamento dello snapback. Lo snapback è il meccanismo dell’accordo nucleare del 2015 che ripristina le misure se Teheran non rispetta gli impegni, avviato il 28 agosto 2025. Il giorno dopo anche l’Unione europea ha reintrodotto le sue misure restrittive.

Un regime che risponde a una sconfitta elettorale altrui con un cassonetto non ha dato alcun segnale di voler rispettare quegli impegni. Il governo italiano deve quindi tenere ferma la sua posizione a Bruxelles: nessuno sconto sulle sanzioni finché Teheran non riapre ai controlli sul nucleare. E la trasparenza degli account statali sui social, oggi regolata dalla normativa europea sui servizi digitali, merita che Roma la porti sul tavolo della Commissione: chi scorre il proprio feed deve sapere quando un video lo firma uno Stato.

Il governo indiano, che ospita l’ambasciata, finora non ha commentato il post. Negli Stati Uniti i prossimi passi sono già scritti: la certificazione dei risultati Stato per Stato nelle prossime settimane e l’insediamento del nuovo Congresso il 3 gennaio 2027, quando la maggioranza democratica entrerà in carica. Le schede si contano, non si buttano tra i rifiuti.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026, ore 15:14.

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Tag:Stati Uniti