Ora solare 2026, stanotte lancette indietro alle 3: lo stop Ue al cambio dell’ora è fermo dal 2018

Ora solare 2026: stanotte alle 3 le lancette tornano alle 2. Come evitare il mini jet lag e perché lo stop Ue al cambio è bloccato dai governi dal 2018.

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Stanotte torna l’ora solare 2026: alle 3 di domenica 25 ottobre gli orologi vanno riportati alle 2, e sulla carta si dorme un’ora in più. Il cambio vale in tutta Italia e nell’Unione europea, come prevede la direttiva 2000/84/CE. La proposta di abolirlo è del 2018 e porta la firma della Commissione guidata da Jean-Claude Juncker. Da allora i governi dei 27 Paesi la tengono bloccata.

La notizia non è la lancetta che torna indietro. La notizia è che lo facciamo ancora, otto anni dopo una promessa fatta a milioni di cittadini. La nostra posizione è netta: il cambio dell’ora va abolito, e l’Italia deve scegliere l’ora solare tutto l’anno. È l’ora che segue la luce del sole e l’orologio del nostro corpo, come indicano le società scientifiche che studiano il sonno. Il risparmio dell’ora legale esiste, ma vale circa 1,5 euro a testa l’anno. Non basta a giustificare mattine d’inverno al buio per milioni di persone.

Quando cambia l’ora e come superare il mini jet lag

Il passaggio avviene nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Alle 3 gli orologi tornano alle 2. Telefoni, computer e tablet si aggiornano da soli. Il forno, il microonde, l’orologio dell’auto e quelli da polso vanno spostati a mano. L’ora legale tornerà domenica 28 marzo 2027.

Negli Stati Uniti il cambio arriva una settimana dopo, domenica 1 novembre. Per sette giorni tra Roma e New York ci saranno 5 ore di differenza invece di 6. Chi lavora con l’America o deve prendere un volo farebbe bene a controllare gli orari.

Il passaggio d’autunno è in genere il più facile da assorbire. Molti, però, nei primi giorni sentono un piccolo jet lag: sonno spezzato, fame fuori orario, stanchezza nel pomeriggio. Per la maggior parte delle persone passa in pochi giorni. I rimedi sono semplici:

  • luce del mattino appena svegli, anche solo dieci minuti all’aperto o vicino a una finestra;
  • pasti agli orari di sempre, secondo il nuovo orologio;
  • niente pisolini lunghi nel pomeriggio, al massimo venti minuti;
  • a letto alla solita ora, con poco schermo nell’ultima ora prima di dormire.

La promessa del 2018 e il voto del Parlamento europeo

Nell’estate del 2018 la Commissione europea aprì una consultazione online. Risposero 4,6 milioni di persone e l’84% chiese di smettere con il cambio dell’ora. Va detto con onestà: è l’84% di chi ha risposto, non di tutti gli europei. Resta però la più grande consultazione mai fatta dall’Unione.

Il 31 agosto 2018 l’allora presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, disse alla televisione tedesca Zdf che i cittadini volevano lo stop e che Bruxelles lo avrebbe fatto. A settembre arrivò la proposta di direttiva. Ogni Stato avrebbe potuto scegliere se tenere per sempre l’ora legale o l’ora solare.

Il 26 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato la sua posizione con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astenuti. Il testo indicava il 2021 come anno dell’ultimo cambio. Da quel giorno il Parlamento aspetta la risposta dei governi per proseguire.

Dove si è fermata la proposta: il Consiglio Ue

Una legge europea ha bisogno del sì del Parlamento e del Consiglio, dove siedono i ministri dei 27 governi. Il Parlamento ha votato. Il Consiglio no. Sul sito del Parlamento europeo la pratica è segnata come bloccata, e l’istituzione che la blocca è il Consiglio.

L’ultima discussione formale dei ministri dei Trasporti risale al 2 dicembre 2019, senza una posizione comune. I governi non si mettono d’accordo su quale ora tenere. Nessuno vuole ritrovarsi con un fuso diverso dal Paese vicino, perché treni, voli e commerci ne risentirebbero.

Nel primo semestre 2025 la presidenza polacca del Consiglio ha provato a riaprire il dossier, senza risultato. Nello stesso anno la Commissione ha perfino valutato di ritirare la proposta. Nell’ottobre 2025 il governo spagnolo di Pedro Sánchez ha chiesto all’Unione di chiudere con il cambio stagionale. Il 23 ottobre 2025 il Parlamento europeo è tornato a discuterne in aula.

Un anno dopo non è cambiato nulla. Il 23 ottobre 2026 un portavoce della Commissione ha detto che la decisione spetta agli Stati membri e che la posizione di Bruxelles è la stessa dal 2018. Chi pensa che l’abolizione sia vicina, quindi, si sbaglia: la proposta è ferma da otto anni e non c’è una data per il voto.

Ora solare o ora legale fissa: cosa dicono i medici del sonno

Se si abolisce il cambio, bisogna scegliere quale ora tenere. Molti vorrebbero l’ora legale tutto l’anno, per avere più luce la sera. È un desiderio comprensibile, ma ha un prezzo preciso: il buio si sposterebbe dalla sera al mattino.

Con l’ora legale fissa, a fine dicembre il sole a Milano sorgerebbe verso le 9 e a Roma verso le 8.35. Bambini e lavoratori uscirebbero di casa al buio per mesi. Oggi, con l’ora solare, a dicembre il sole tramonta intorno alle 16.40 nelle città del Nord e del Centro: presto, ma non alle 16.

Nel 2020 l’Accademia americana di medicina del sonno si è schierata per l’ora solare tutto l’anno. Nel 2019 la Società europea dei ritmi biologici e la Società europea di ricerca sul sonno hanno indicato la stessa strada. La ragione è semplice: la luce del mattino regola l’orologio interno del corpo, quella della sera lo ritarda.

C’è anche un precedente concreto. Nel 2011 la Russia scelse l’ora legale fissa. D’inverno milioni di persone andavano a scuola e al lavoro nel buio pieno, e nel 2014 Mosca è tornata all’ora solare. In Italia l’ora legale si applica in modo stabile dal 1966: è una scelta dell’uomo, l’ora solare è quella più vicina al sole.

Quanto vale davvero il risparmio dell’ora legale

L’argomento più forte a favore dell’ora legale è il risparmio di elettricità. A marzo Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, aveva stimato per il 2026 circa 302 milioni di kWh in meno. Il calcolo usava un prezzo di 26,63 centesimi al kWh per una famiglia tipo.

Alla chiusura dei sette mesi, Terna ha comunicato 300 milioni di kWh risparmiati e oltre 90 milioni di euro. È il consumo di un anno di circa 115 mila famiglie, più o meno una città come Rimini o Salerno. Dal 2004 a oggi, sempre secondo Terna, il risparmio complessivo arriva a circa 2,4 miliardi di euro.

Sono numeri veri, e vanno messi in proporzione. Divisi per circa 59 milioni di residenti, 90 milioni di euro fanno circa 1,5 euro a testa in un anno: meno di un caffè al bar. Con l’ora solare fissa una parte di quel risparmio estivo si perderebbe. In cambio avremmo mattine con più luce e la fine di due sbalzi l’anno per il nostro sonno.

Cosa devono fare il governo italiano e il Consiglio Ue

La Commissione ha fatto la proposta, il Parlamento europeo ha votato. Il blocco oggi ha un indirizzo preciso: i governi nazionali, Italia compresa. Scaricare la colpa su Bruxelles non regge più.

Chiediamo tre cose. Il governo italiano dica pubblicamente, in Consiglio Ue, che vuole lo stop al cambio e che sceglie l’ora solare. La presidenza di turno del Consiglio metta la proposta all’ordine del giorno dei ministri dei Trasporti. I 27 governi la votino, come promesso ai cittadini nel 2018, coordinandosi con i Paesi vicini per evitare un’Europa a macchia di leopardo.

Due cambi l’anno e otto anni di rinvii sono il ritratto di una politica che consulta i cittadini e poi chiude la risposta in un cassetto: la scelta c’è già, manca solo il coraggio dei governi di metterla ai voti.

Fonti

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