Indice dei contenuti
Cesare Cremonini, il cantautore bolognese, ha cambiato il ritornello di «Marmellata #25» per festeggiare Kimi Antonelli. Lo ha fatto in un video pubblicato su Instagram il 2 novembre 2026. La canzone è del 2005 ed è legata ad Ayrton Senna. Il giorno prima, a Città del Messico, il pilota bolognese della Mercedes aveva vinto il Mondiale di Formula 1 a 20 anni.
«Di certo non posso più cantare questa frase», dice Cremonini nel video. Si riferisce al verso che lega la fine delle domeniche alla scomparsa del pilota brasiliano. Nella nuova versione proposta dal cantautore la domenica è tornata, e il merito è di Kimi. Poi arriva il saluto diretto al pilota, che Cremonini accoglie «nel club dei campioni del mondo»: «Stai rivendicando l’Italia nel mondo, sei un orgoglio e un grande esempio».
Il verso su Ayrton Senna che Cremonini dice di non poter più cantare
Cesare Cremonini ha detto che non può più cantare il ritornello di «Marmellata #25» in cui la domenica perde senso perché Senna non corre più: secondo il cantautore, la vittoria di Antonelli lo ha superato. Il pezzo, uscito nell’album «Maggese», è uno dei suoi più noti.
Per un musicista toccare il proprio successo più cantato non è un gesto da poco. Nel video Cremonini spiega che quella frase gli pesava da anni, e che per chi è cresciuto con le imprese di Senna e ha sofferto per la sua morte «questa vittoria ci ricompensa anche di quel dolore». Non è la prima volta che parla di quella ferita. Nel 2024, per i trent’anni dalla morte del pilota, aveva raccontato così quel giorno: «Io sono diventato un po’ più grande quel primo maggio a Imola».
Ayrton Senna morì a Imola il 1° maggio 1994, durante il Gran Premio di San Marino
Ayrton Senna, tre volte campione del mondo con la McLaren, morì il 1° maggio 1994 dopo un incidente al Gran Premio di San Marino, sul circuito di Imola. Cesare Cremonini, nato a Bologna nel 1980, aveva 14 anni. Undici anni dopo mise quella domenica in una canzone pop, e da allora la cantano negli stadi persone che Senna non l’hanno mai visto correre.
Il filo che lega le due storie passa da quella strada di provincia tra Bologna e Imola. Per una generazione di emiliani il Gran Premio era la gita di primavera. Il 1994 l’ha chiusa. Il 2026 l’ha riaperta con un ragazzo della stessa città.
Da Senna ad Antonelli: la domenica di «Marmellata #25»
- Ayrton Senna muore dopo un incidente al Gran Premio di San Marino, a Imola
- Kimi Antonelli è terzo a Città del Messico e vince il Mondiale di Formula 1 con la Mercedes
- Cesare Cremonini cambia il verso su Senna di «Marmellata #25» per festeggiare Antonelli
Il pilota bolognese della Mercedes vince il Mondiale a 20 anni con il terzo posto in Messico
Andrea Kimi Antonelli, pilota della Mercedes nato a Bologna nel 2006, ha vinto il Mondiale di Formula 1 2026 il 1° novembre arrivando terzo nel Gran Premio di Città del Messico. Ha vinto Max Verstappen, davanti a Lewis Hamilton. Il resoconto ufficiale della Formula 1 lo indica come il più giovane campione di sempre.
I 15 punti del terzo posto, a poco più di quattro secondi dal vincitore, sono bastati. Abbiamo raccontato come Antonelli ha battuto il record di precocità di Vettel e chiuso il titolo in Messico. Un italiano non vinceva il Mondiale piloti da 73 anni, cioè dal secondo titolo di Alberto Ascari nel 1953. Prima di lui ci erano riusciti solo Ascari e Nino Farina, nel 1950. Per farsi un’idea: chi oggi ha 80 anni non era ancora nato quando l’Italia ha festeggiato l’ultima volta.

Anche la vita del ragazzo fuori dalla pista ha fatto discutere. La madre, Veronica Pomaro, ha raccontato che il figlio vive con un budget mensile concordato in famiglia, anche da campione del mondo. Un dettaglio che aiuta a capire perché Cremonini parli di «grande esempio» e non solo di talento.
L’Italia torna sul tetto della Formula 1 con una squadra tedesca
Il titolo italiano del 2026 porta il marchio Mercedes: la squadra tedesca ha preso Antonelli nel suo vivaio a 12 anni e lo ha portato fino al Mondiale. La Ferrari, intanto, non vince il titolo piloti dal 2007, con Kimi Räikkönen.
Il Paese ha ragione a festeggiare, e Cremonini ha ragione a cambiare quel verso. Ma la festa non deve coprire un dato che a Maranello pesa più di qualsiasi sconfitta in pista.
Le domeniche italiane le ha riaccese una squadra tedesca.
La Ferrari ha da anni la sua accademia per giovani piloti. Eppure il miglior talento italiano di questa generazione è cresciuto altrove, perché qualcun altro lo ha scelto prima e ci ha creduto di più. È una lezione di merito e di concorrenza, non di bandiere. Chi guida la Scuderia deve spiegare ai suoi tifosi come intende smettere di guardare gli altri vincere con i ragazzi di casa nostra. Il patriottismo di cui parla Cremonini, quello che «rivendica l’Italia nel mondo», si misura così: con chi sa riconoscere un talento a 12 anni e investirci.
Cesare Cremonini torna nei palasport con AMATOUR dal 27 novembre
Cesare Cremonini apre AMATOUR, il suo tour nei palasport, il 27 novembre 2026 all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Sono otto date per accompagnare «AMATEUR», il nuovo album di inediti uscito il 23 ottobre.
Dopo Bologna, con le serate del 27, 28 e 30 novembre, il tour passa per l’Inalpi Arena di Torino il 9 e 10 dicembre. Chiude all’Unipol Forum di Milano il 15, 16 e 18 dicembre. «Marmellata #25» è da vent’anni uno dei momenti più cantati dei suoi concerti. Se dal palco arriverà la versione con Kimi, lo si saprà la sera della prima.
Per Antonelli la stagione non è finita: mancano le ultime gare del 2026, che correrà con il numero di campione già conquistato. Per Cremonini il prossimo appuntamento è Bologna, a fine mese. E alla Ferrari resta una domanda a cui rispondere con i fatti, a partire dalla prossima stagione.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato un documento ufficiale, citato in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026, ore 17:05.
Hai notato un errore? Scrivici a info@tuttonotizie.eu: verifichiamo ogni segnalazione e, se l’errore è confermato, correggiamo dando conto della modifica. I nostri standard editoriali.





