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Veronica Pomaro, madre di Kimi Antonelli, ha raccontato a Repubblica che il figlio, campione del mondo di Formula 1 a 20 anni, vive con un budget mensile concordato in famiglia. L’intervista è firmata da Alessandra Retico ed è uscita il 2 novembre 2026, il giorno dopo il titolo vinto dal pilota bolognese della Mercedes al Gran Premio del Messico.
«Con Kimi abbiamo stabilito un budget, lui deve imparare a rispettarlo», dice la madre. La regola è semplice: se Kimi ha speso tutto nei mesi precedenti e poi vuole andare in vacanza, si arrangia. Chi la prende per una curiosità da rotocalco sbaglia. Una famiglia che a un ragazzo di 20 anni con un contratto in Formula 1 insegna a dire basta a se stesso fa una cosa seria, e ha ragione.
Il terzo posto in Messico ha dato il titolo mondiale al pilota bolognese a vent’anni
Andrea Kimi Antonelli è diventato campione del mondo di Formula 1 il 1° novembre 2026 chiudendo terzo il Gran Premio del Messico, dietro Max Verstappen e Lewis Hamilton, a 20 anni e 68 giorni. Nessuno aveva mai vinto il titolo così giovane: il record precedente era di Sebastian Vettel.
È il terzo italiano campione del mondo, dopo Giuseppe Farina nel 1950 e Alberto Ascari nel 1952 e nel 1953. Fra l’ultimo titolo di Ascari e quello di Antonelli sono passati 73 anni. Il pilota è nato a Bologna il 25 agosto 2006 ed è cresciuto nel vivaio della Mercedes, che nel 2025 lo ha fatto debuttare in Formula 1 al posto di Hamilton, quando aveva 18 anni.
Kimi Antonelli, da Bologna al titolo mondiale di Formula 1
- Andrea Kimi Antonelli nasce a Bologna
- Antonelli debutta in Formula 1 con la Mercedes al posto di Lewis Hamilton
- Antonelli è terzo in Messico e diventa il più giovane campione del mondo di F1
- La madre Veronica Pomaro racconta il budget mensile concordato con il figlio
Chi è Veronica Pomaro, la madre di Kimi Antonelli
Veronica Pomaro ha 53 anni, ha lavorato come impiegata alle Poste e viene da una famiglia di contadini veneti che si trasferì in Emilia per sopravvivere alla fame. Il suo modo di gestire i soldi del figlio viene da lì.
«Niente è dovuto, te lo devi guadagnare. Non veniamo da famiglie ricche», ha detto nell’intervista. Il ritratto che i genitori fanno del figlio va nella stessa direzione: fama e vestiti non gli interessano, a un matrimonio andrebbe in pantaloncini. L’unica tentazione, raccontano, sono le macchine: se potesse, comprerebbe solo quelle. Il budget serve proprio a questo.
Il padre del campione si indebitò in banca per una gara a Pergusa
Marco Antonelli, 62 anni, padre del campione, lavorava nell’officina di suo padre e correva quando poteva; per una gara con la BMW Italia sull’autodromo di Pergusa, in Sicilia, racconta di aver chiesto un prestito in banca. Con quei soldi pagò il biglietto aereo, un casco nuovo e l’attrezzatura.
«Ho lavorato tre vite. Non avevo un soldo che avanzasse», ha detto. Oggi guida una sua squadra corse, la AKM Motorsport. Il casco comprato a debito è il dettaglio che spiega tutto il resto: in questa famiglia ogni euro speso per correre è stato prima guadagnato, o chiesto in prestito e restituito.
Il budget del campione è un patto accettato da un maggiorenne
Kimi Antonelli ha 20 anni ed è maggiorenne: i soldi che guadagna come pilota sono suoi e nessun genitore può imporgli per legge un tetto di spesa. La madre lo sa e infatti parla di un budget stabilito insieme. Più che una paghetta, è un limite che il campione ha scelto di accettare.
Una parte dei lettori ha reagito parlando di favola: circa un commento su otto sostiene che un pilota con un ingaggio milionario non possa vivere con la paghetta. Sui soldi hanno ragione, sono suoi. Proprio per questo il limite vale di più: nessuno glielo impone. È vero anche che correre nelle categorie minori costa molto, e in casa Antonelli nessuno lo nega, visto che il padre si è indebitato per una sola gara. Un’altra discussione riguarda Mario Andretti: è nato nel 1940 a Montona, in Istria, allora territorio italiano, ma il mondiale del 1978 lo ha vinto da pilota statunitense. Prima di Antonelli, l’ultimo campione italiano restava Ascari.
Cosa pensano i lettori: Kimi Antonelli e la paghetta
Abbiamo letto e classificato uno per uno 60 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Orgoglio: Kimi onora l'Italia40%
- La paghetta è una storia finta12%
- Kimi è italiano a metà12%
- Merito dubbio: macchina Mercedes dominante3%
- Fuori tema o senza opinione33%
Le tesi più sostenute
- 12%Kimi è italiano e va riconosciuto, vittoria meritata
- 8%La paghetta è una favola: un pilota di F1 guadagna milioni
Le convinzioni dei lettori, verificate
- In parte vero
Mario Andretti, nato in Italia, è l'ultimo italiano ad aver vinto il mondiale di Formula 1, nel 1978.
Andretti è nato nel 1940 a Montona, in Istria, allora territorio italiano, ma ha vinto il titolo 1978 da pilota statunitense. Prima di Antonelli l'ultimo campione italiano era Alberto Ascari, nel 1953.
Fonte: FIA, albo d'oro del Campionato mondiale di Formula 1
- In parte vero
Un pilota maggiorenne con un ingaggio milionario non può avere una paghetta imposta dai genitori.
A 18 anni si diventa maggiorenni e nessuno può imporre un limite ai guadagni di un adulto. La madre però parla di un budget stabilito insieme, che il figlio ha accettato.
Fonte: Codice civile, articolo 2
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di la Repubblica e nelle discussioni Reddit di r/Italia, r/bologna. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Quasi un giocatore di football su sei finisce in bancarotta dopo il ritiro
Il 15,7 per cento dei giocatori di football americano scelti dalle squadre della Nfl, la lega professionistica statunitense, tra il 1996 e il 2003 ha dichiarato bancarotta entro 12 anni dal ritiro. Lo hanno calcolato gli economisti Kyle Carlson, Joshua Kim, Annamaria Lusardi e Colin Camerer.
Il loro studio sulla bancarotta dei giocatori della Nfl, pubblicato nel 2015 dal National Bureau of Economic Research e poi sull’American Economic Review, mostra che guadagnare tanto e in fretta non protegge da niente. Il rischio non scende neppure per chi ha giocato più a lungo e incassato di più. Per gli atleti, come per chiunque, il problema non è quanto si guadagna, ma se qualcuno ti ha insegnato a gestire i soldi prima che arrivino.
Il talento lo porta in pista, il budget lo tiene in piedi.
Gli studenti italiani restano sotto la media Ocse in educazione finanziaria
Nel test Pisa 2022 dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, gli studenti italiani di 15 anni hanno ottenuto 484 punti in educazione finanziaria, contro una media dei Paesi Ocse di 498. Solo il 5 per cento dei ragazzi italiani raggiunge il livello più alto, contro l’11 per cento della media.
La scheda Ocse sull’Italia aggiunge che il 18 per cento degli studenti non arriva al livello minimo e che i ragazzi delle famiglie più agiate superano di 68 punti quelli delle famiglie in difficoltà. In pratica, chi impara a gestire i soldi lo impara soprattutto a casa, se ha la fortuna di avere qualcuno che glielo insegni.

Lo Stato ha provato a intervenire. L’articolo 25 della legge 5 marzo 2024, n. 21 ha portato l’educazione finanziaria nelle scuole, ma l’ha inserita dentro l’educazione civica, che per legge ha almeno 33 ore l’anno da dividere con Costituzione, ambiente e cittadinanza digitale. Sono poche ore per troppe materie, e il risultato si vede nei numeri.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha in mano lo strumento per cambiare le cose: dare all’educazione finanziaria ore proprie e una verifica a fine anno. Finché resta una voce fra tante, a un diciottenne che firma il primo contratto lo insegna solo chi ha in casa una madre come Veronica Pomaro.
Intanto Antonelli torna in pista per le ultime gare della stagione, con il titolo già in tasca e lo stesso budget di prima. In casa Antonelli i conti tornano. A scuola ancora no.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 60 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026, ore 08:12.
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Fonti
- Ocse (2024). PISA 2022 Results (Volume IV) – Factsheets: Italy.
- Carlson, Kim, Lusardi, Camerer – National Bureau of Economic Research (2015). Bankruptcy Rates among NFL Players with Short-Lived Income Spikes.
- Normattiva (2024). Legge 5 marzo 2024, n. 21, art. 25: Misure in materia di educazione finanziaria.
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