Indice dei contenuti
Dal pomeriggio di lunedì 12 ottobre l’Unione degli Universitari ha montato le tende a piazza Montecitorio, davanti alla Camera, a Milano e in una decina di atenei. La campagna si chiama «Cara Italia, quanto ci costi?» e contesta affitti, politiche abitative e gestione del diritto allo studio. Il 13 ottobre l’Udu ha pubblicato su Instagram un video in cui Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, risponde a una studentessa.
La notizia conta perché mette di fronte due cose: una protesta che torna uguale a tre anni di distanza e un governo che il 2 settembre 2026 ha annunciato di aver superato l’obiettivo Pnrr dei 60mila posti letto. Per noi gli studenti hanno ragione sul problema e il governo ha il dovere di rispondere con i numeri, non con una battuta. Lo stesso comunicato del ministero dice che solo 30mila posti sono disponibili subito e che l’altra metà arriverà nel 2027. Il Piano, però, si chiude nel 2026. Su un punto non seguiamo l’Udu: il privato che costruisce studentati non è il nemico, il nemico è la scarsità di stanze. Il denaro pubblico deve comprare prezzi bassi veri e controllabili.
Cosa è successo a Montecitorio e negli atenei
Le tende sono comparse lunedì 12 ottobre a piazza Montecitorio e davanti alle sedi universitarie di Milano e di altre dieci città. L’Udu, uno dei principali sindacati studenteschi, definisce la mobilitazione una protesta diffusa contro il carovita universitario, contro il fallimento delle politiche abitative e contro quella che chiama la trasformazione del diritto allo studio in un affare per i privati. Alla legge di bilancio in arrivo l’associazione chiede un piano da 7 miliardi per università pubblica e diritto allo studio. Nella giornata di martedì al presidio sono passati anche i leader di Partito democratico e Movimento 5 Stelle, Elly Schlein e Giuseppe Conte.
Il video con Donzelli e la frase «crescerete e capirete»
Nelle storie Instagram dell’Udu è stato diffuso un breve video girato davanti alla Camera. Una rappresentante dell’Udu Roma chiede a Donzelli un confronto diretto con il governo. Il deputato, nella parte pubblicata, replica con la frase «crescerete e capirete». Donzelli non è un parlamentare qualsiasi: guida la macchina organizzativa del primo partito della maggioranza. Il filmato è stato tagliato e pubblicato dall’Udu, che è parte in causa, e non sappiamo cosa sia stato detto prima e dopo. Quello che resta, però, è chiaro: a una domanda sui costi dello studio non è arrivata nessuna cifra.
I numeri del ministero sui posti letto del Pnrr
Il Pnrr, il piano di investimenti finanziato con fondi europei, prevede nella Riforma 1.7 della Missione 4 la creazione di 60mila nuovi posti letto per studenti. Il bando del ministero dell’Università, il decreto ministeriale 481 del 26 febbraio 2024, mette a disposizione 1,2 miliardi di euro: più o meno 20mila euro per ogni posto letto. Nell’aprile 2024 il ministero ha nominato un commissario per gli alloggi e ha affidato a Cassa Depositi e Prestiti i controlli e i pagamenti. Il 2 settembre 2026 la ministra Anna Maria Bernini ha annunciato il superamento del traguardo: oltre 63.200 posti letto finanziati. Nello stesso comunicato il ministero precisa che 30mila sono subito a disposizione, mentre l’altra metà arriverà nel 2027.
Il ministero spiega anche le regole sui prezzi. Il 30 per cento dei nuovi posti letto è riservato agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, scelti dalle graduatorie degli enti regionali per il diritto allo studio. Per gli altri le tariffe devono essere inferiori di almeno il 15 per cento rispetto ai prezzi di mercato della zona. Tradotto: su 10 stanze pagate con soldi pubblici, 7 hanno un prezzo che segue il mercato, con uno sconto.
La contraddizione: traguardo dichiarato, stanze a metà
Qui sta il punto debole del governo. Il 2 settembre 2026 il ministero parla di obiettivo superato. Quaranta giorni dopo gli studenti dormono in tenda davanti al Parlamento. Le due cose stanno insieme solo perché il traguardo conta i posti finanziati, non quelli con un letto dentro. Il Pnrr chiede risultati entro il 2026, e metà dei posti è rinviata all’anno dopo. L’Udu accusa la ministra Bernini di aver sprecato 1,2 miliardi per camere private che, sostiene l’associazione, possono costare fino a 1.000 euro al mese. Questa è una tesi dell’Udu, non un dato verificato. Ma lo sconto del 15 per cento sul mercato, previsto dalle regole del ministero, rende la domanda legittima: se a Milano una stanza di mercato costa molto, uno sconto del 15 per cento non la rende accessibile a chi non ha una famiglia che paga.
Le borse di studio riconosciute e non pagate
C’è poi una stortura che la Costituzione non ammette. L’articolo 34 dice che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. In Italia esistono gli idonei non beneficiari: studenti che hanno i requisiti per la borsa di studio, ma non la ricevono perché la Regione non ha fondi. Lo Stato riconosce il diritto e poi non lo paga. Nel settembre 2023 il ministero ha stanziato 17,4 milioni per coprire circa 5mila di queste posizioni con il decreto energia. Il problema non è sparito: per il Veneto l’Udu parla di oltre 4mila idonei senza borsa nell’anno accademico 2025-2026, un numero che l’associazione attribuisce ai propri conteggi.
Il precedente del 2023: da una tenda al Politecnico alle piazze
La scena non è nuova. Nel maggio 2023 una studentessa del Politecnico di Milano piantò una tenda davanti all’ateneo contro gli affitti. In pochi giorni le tende si diffusero in decine di città. Allora il governo rispose promettendo il piano sui posti letto, che nel 2024 è diventato il bando da 1,2 miliardi. Tre anni dopo, con lo stesso esecutivo in carica, la protesta è arrivata davanti alla Camera. La differenza rispetto al 2023 è che oggi i soldi sono stati assegnati e i numeri esistono: per questo il silenzio o la battuta pesano di più.
Cosa chiediamo a governo, Regioni e Parlamento
Il ministero dell’Università pubblichi, città per città, quanti dei 63.200 posti letto finanziati sono già abitabili oggi, a quale tariffa e con quale controllo sui prezzi. Donzelli, come dirigente del primo partito di governo, porti quei numeri davanti alle tende invece di una battuta. Le Regioni azzerino la lista degli idonei senza borsa, e il governo metta nella legge di bilancio i fondi che mancano. Infine, il Parlamento verifichi che lo sconto del 15 per cento sul mercato non sia un modo per pagare con soldi pubblici affitti che restano fuori portata.
Un diritto allo studio che si esercita solo con i genitori che pagano l’affitto non è un diritto, è una rendita. Le tende tornano perché le chiavi delle stanze non sono ancora arrivate.
Fonti
- Ministero dell’Università e della Ricerca (2026). Università: housing MUR, superato il target PNRR. Oltre 63.200 nuovi posti letto.
- Ministero dell’Università e della Ricerca. Housing universitario, Riforma 1.7 Missione 4 Componente 1 del PNRR.
- Regione Piemonte (2024). Housing universitario: il bando Mur-PNRR per 60mila nuovi posti letto, DM 481 del 26 febbraio 2024.
- Ministero dell’Università e della Ricerca (2024). Dl PNRR, Bernini: diamo al Paese una politica su housing.
- Ministero dell’Università e della Ricerca (2023). Dl energia, 17,4 milioni per borse di studio a 5.000 studenti idonei non beneficiari.
Ne stiamo parlando sulla nostra pagina Facebook: leggi i commenti e di’ la tua.




