Rita Dalla Chiesa ha la polmonite e accusa l’aria condizionata della Camera: «Sciarpa anche in estate»

Rita Dalla Chiesa, deputata FI, ha la polmonite e accusa l'aria gelida di Montecitorio. Le regole sui gradi, i 943 milioni della Camera e cosa chiediamo.

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Rita Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia, ha la polmonite e dà la colpa all’aria condizionata di Montecitorio. La notizia è uscita martedì 13 ottobre 2026. Secondo la parlamentare, eletta nel 2022, l’aria gelida resta accesa sempre, anche in autunno, e molte colleghe si sono ammalate. Lei racconta di portare la sciarpa anche d’estate dentro il palazzo della Camera dei deputati.

La storia fa sorridere, ma il punto è serio. La Camera costa allo Stato 943 milioni di euro l’anno e lo stesso Parlamento, nel 2022, scrisse per legge a quanti gradi devono stare gli uffici pubblici d’estate. Se a Montecitorio serve la sciarpa a luglio, quelle regole non valgono nel palazzo che le ha approvate. Noi stiamo con chi protesta e chiediamo una cosa precisa: la Camera pubblichi le temperature impostate e la spesa per l’energia.

Cosa ha detto Rita Dalla Chiesa

La deputata ha parlato con la voce ancora rauca. «Sono stata male e tante colleghe si sono raffreddate, hanno avuto mal di gola, e sono state costrette a coprirsi con sciarpe e scialli, anche questa estate», ha detto Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia, raccontando la sua polmonite. Il problema, secondo lei, è «l’aria ghiacciata» che «lasciano aperta sempre e non ho capito perché».

Dalla Chiesa precisa di non voler spegnere gli impianti: «Io non ho chiesto mica di toglierla». Senza aria condizionata, dice, non si affronta il caldo dei mesi scorsi. Lei ha «semplicemente proposto di aumentare la temperatura». Il malumore, aggiunge, riguarda deputati di tutti i partiti. Parecchi parlamentari in questi mesi avrebbero fatto scorta di paracetamolo e aerosol per raffreddori e bronchiti.

Il quotidiano Leggo, che ha raccolto lo sfogo, riferisce anche che la deputata avrebbe inviato tramite il suo avvocato una lettera alla presidenza della Camera. La lettera chiederebbe spiegazioni e un impianto meno freddo, non solo in Aula. La Camera non ha confermato né smentito di averla ricevuta. Su questo punto, quindi, attendiamo un riscontro ufficiale.

Le regole sulla temperatura: 26 gradi d’estate, 27 nel 2022

Lo Stato ha fissato da anni a quanti gradi si possono raffreddare gli edifici. Il Dpr 74 del 2013, firmato il 16 aprile 2013, stabilisce all’articolo 3 che d’estate la temperatura media degli ambienti non deve scendere sotto i 26 gradi, con 2 gradi di tolleranza. Vuol dire che sotto i 24 gradi non si va. Fanno eccezione solo ospedali, cliniche e case di cura.

Nel 2022, in piena crisi del gas, la Camera stessa strinse le maglie. Convertendo il decreto legge 17 del 2022, con la legge 34 del 27 aprile 2022, il Parlamento inserì l’articolo 19-quater. Per gli edifici pubblici, dal 1° maggio 2022 al 31 marzo 2023, il limite estivo salì a 27 gradi, meno 2 di tolleranza. Quella stretta era a tempo ed è scaduta. Il tetto dei 26 gradi del 2013, invece, resta in vigore.

La Camera gode di autonomia e gestisce da sola i propri palazzi. Ma la regola dei 26 gradi è il metro con cui scuole, tribunali e uffici comunali regolano i condizionatori. Chi ha scritto e votato quelle norme non può essere l’unico a ignorarle.

Quanto costa la Camera: 943 milioni l’anno

Il conto dell’energia a Montecitorio lo paghiamo tutti. Il progetto di bilancio della Camera, Doc. VIII n. 6 della legislatura in corso, fissa la dotazione annuale che arriva dallo Stato in 943 milioni e 160 mila euro. È la stessa cifra da anni. Significa circa 2,6 milioni di euro al giorno, festivi compresi.

Lo stesso documento prevede per il 2026 una spesa totale di 990,9 milioni di euro, in crescita di 10,9 milioni rispetto al 2025. Dentro questa somma ci sono anche le bollette e la manutenzione degli impianti. Il bilancio pubblicato, però, non dice quanto costa raffreddare e riscaldare i palazzi, né a quanti gradi sono impostati. È il dato che manca.

Il punto debole: nessuno sa a quanti gradi è impostato il Palazzo

Qui sta la contraddizione. Nell’aprile 2022 la Camera votò la regola dei 27 gradi per gli uffici pubblici e la fece rispettare a scuole e Comuni. Oggi, ottobre 2026, i suoi stessi deputati raccontano di coprirsi con scialli in estate. O le testimonianze esagerano, o gli impianti di Montecitorio lavorano sotto i limiti che valgono per tutti gli altri edifici pubblici.

Esiste un modo semplice per capire chi ha ragione: pubblicare le temperature impostate negli impianti, sala per sala, e i consumi di energia degli ultimi tre anni. Un termostato non ha opinioni politiche. Se i numeri daranno torto ai deputati, lo scriveremo. Se daranno loro ragione, qualcuno dovrà spiegare perché il palazzo delle leggi non segue le leggi.

Freddo e polmonite: cosa c’entra davvero

Una precisazione serve. La polmonite è un’infezione dei polmoni e la causano virus o batteri, non il freddo da solo. L’aria gelida e gli sbalzi di temperatura, però, seccano le vie respiratorie e rendono più facile il lavoro dei microbi. Per questo in uffici, treni e negozi si consiglia di non creare differenze troppo forti tra dentro e fuori.

Dalla Chiesa, del resto, non chiede di spegnere i condizionatori. Chiede di alzare di qualche grado il termostato. È la stessa cosa che la legge chiede a ogni ufficio pubblico. A lei va l’augurio di guarire presto. Resta un fatto: ammalarsi d’estate per il freddo, in un palazzo pubblico, è un paradosso che costa soldi.

Un’altra precisazione, perché circola un equivoco. Dalla Chiesa non fa parte del governo. È una deputata, siede in Parlamento e il suo compito è votare le leggi e controllare chi governa. Protestare per come viene gestito il palazzo dove lavora rientra in quel compito.

Cosa chiediamo alla Camera e ai deputati

Il Collegio dei questori, cioè i tre deputati che gestiscono servizi e spese della Camera, pubblichi entro un mese le temperature impostate negli impianti di Montecitorio e la spesa per l’energia degli ultimi tre anni. Se le sale stanno sotto i 24 gradi d’estate, gli impianti vanno regolati subito, come in qualsiasi scuola.

Rita Dalla Chiesa e i colleghi che condividono la protesta presentino un’interrogazione o una richiesta formale agli organi della Camera, con la loro firma, invece di affidarsi solo alle interviste. Uno sfogo sui giornali passa in un giorno. Un atto scritto obbliga qualcuno a rispondere.

Il freddo si regola con una mano sul termostato. Lo spreco, invece, lo paghiamo noi: 2,6 milioni al giorno meritano almeno un numero in risposta.

Fonti

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