Indice dei contenuti
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto con una battuta a chi le chiedeva quando si tornerà a votare. È successo venerdì 6 novembre 2026 a Milano, durante la sua visita all’Eicma, il salone internazionale delle due ruote alla Fiera di Rho. La scena è stata ripresa in un video di LaPresse. «Avete questa fissazione del voto, ma io sto lavorando», ha detto la premier.
La premier all’Eicma di Milano non ha indicato una data per il voto
A margine della visita all’Eicma, un cronista ha chiesto a Giorgia Meloni: «Quando andremo a votare?». La premier ha cominciato con una frase lasciata a metà, «Voi non vedete l’ora di levarmi dalle…», e ha chiuso parlando di «fissazione del voto». Una data non l’ha data.
Il tono era scherzoso, e a una premier nessuno chiede di essere ingessata. La battuta però fa una cosa precisa: tratta una domanda legittima come un fastidio personale. E quella domanda ha una risposta scritta nero su bianco, anche se a Palazzo Chigi la si preferisce lasciare in sospeso.
La Costituzione fissa la fine della legislatura all’autunno 2027
L’articolo 60 della Costituzione stabilisce che Camera e Senato sono eletti per cinque anni, e le Camere attuali si sono riunite per la prima volta il 13 ottobre 2022. La legislatura scade quindi nell’ottobre 2027. Poi, per l’articolo 61, si vota entro 70 giorni.
Tradotto in calendario: mancano circa 11 mesi alla scadenza naturale, meno di un anno scolastico. Il governo guidato da Meloni ha giurato al Quirinale il 22 ottobre 2022, oltre quattro anni fa. Chiedere a quel punto se si arriverà alla fine naturale, o se si voterà prima, è il minimo sindacale del mestiere di cronista. E di elettore.

La domanda, del resto, gira da settimane. Il centrosinistra ha già messo in fila il programma a novembre e le primarie entro febbraio, mentre la stessa premier, pochi giorni fa, ha parlato apertamente di un secondo mandato a Palazzo Chigi e ha escluso il Quirinale dai suoi piani. Chi ragiona sul secondo mandato ha già in testa le elezioni. Difficile chiamare fissazione quella degli altri.
Governo Meloni, la strada verso le elezioni del 2027
- Giorgia Meloni giura al Quirinale come presidente del Consiglio
- Il centrosinistra fissa programma a novembre e primarie entro febbraio
- Meloni dice che il Quirinale non è nei suoi piani e guarda a un secondo mandato
- All'Eicma di Milano Meloni parla di «fissazione del voto» e non indica una data
Mario Draghi guidava il governo prima dell’attuale premier
Prima di Giorgia Meloni il presidente del Consiglio era Mario Draghi, a capo di un governo di unità nazionale dal febbraio 2021 al 22 ottobre 2022. Fratelli d’Italia, il partito di Meloni, fu l’unica grande forza a restarne fuori e a indicare il voto come strada maestra.
Il precedente non si ferma lì. Nel settembre 2019, alla nascita del secondo governo Conte, Fratelli d’Italia scese in piazza davanti a Montecitorio per chiedere di ridare la parola agli elettori. Allora la domanda sul voto era una questione di democrazia. Oggi, con la stessa leader al governo, diventa una fissazione.
Il metro non può cambiare con la sedia.
Non sosteniamo che il governo debba cadere prima del tempo: una legislatura che arriva a scadenza è un buon segno di stabilità, e l’Italia ne ha avuto bisogno. Sosteniamo che chi pretendeva una risposta quando stava all’opposizione ne deve una adesso che governa.
Le regole del voto vanno fissate un anno prima, secondo la Commissione di Venezia
La Commissione di Venezia, l’organo del Consiglio d’Europa che si occupa di diritto costituzionale, nel suo Codice di buona condotta in materia elettorale raccomanda di non modificare gli elementi fondamentali della legge elettorale nell’ultimo anno prima del voto. Con la scadenza nell’autunno 2027, quella finestra si è già aperta.
Per elementi fondamentali il Codice intende il sistema elettorale vero e proprio, la composizione delle commissioni elettorali e il disegno dei collegi. Non è un obbligo di legge: è una regola di buon senso democratico, pensata perché chi governa non possa cucirsi le regole addosso a ridosso delle urne. Per questo la data e la legge elettorale sono la stessa domanda. Chi vota deve sapere quando, e con quali regole, prima che la campagna cominci.
Lo scioglimento delle Camere spetta al capo dello Stato
La data delle elezioni non dipende dalla sola volontà della premier: la Costituzione affida al presidente della Repubblica, sentiti i presidenti delle Camere, il potere di scioglierle, come prevede l’articolo 88. Il capo dello Stato è Sergio Mattarella, il cui mandato scade nel 2029.
Proprio per questo la posizione politica della maggioranza conta. Il capo dello Stato scioglie a scadenza naturale o quando in Parlamento non c’è più una maggioranza, e su questo la premier ha voce piena. Lavorare e rispondere sul calendario non sono attività alternative: si fanno insieme, e chi è a Palazzo Chigi da quattro anni lo sa.

I lettori discutono di tasse più che di date
Sotto il nostro post, chi ha commentato ha spostato subito il discorso sul portafoglio: il 29% ha attribuito al governo il peso della pressione fiscale, mentre una quota più piccola ha applaudito l’ironia della premier. Il segnale è chiaro: per molti il giudizio elettorale si costruisce sulle tasse e sullo stipendio netto, non sulle battute.
Cosa pensano i lettori: Meloni e la «fissazione del voto»
Abbiamo letto e classificato uno per uno 52 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- La pressione fiscale è colpa del governo29%
- Il governo non merita fiducia17%
- Più gettito grazie a lavoro ed evasione13%
- Meloni è brava, la sosteniamo6%
- Fuori tema o senza opinione35%
Le tesi più sostenute
- 17%Più tasse senza aumentare le aliquote è comunque un aumento per chi lavora
- 10%Il gettito cresce perché si recupera evasione e cresce l'occupazione
- 4%Meloni è l'unica scelta, con la sinistra sarebbe un disastro
Le convinzioni dei lettori, verificate
- Non verificabile
Il governo ha già speso più di 16 miliardi per il Ponte sullo Stretto
Nessun documento ufficiale da noi consultato attesta una spesa effettiva di 16 miliardi. Le cifre in circolazione riguardano costo previsto e stanziamenti, non somme già pagate.
Fonte: Nessuna fonte ufficiale consultata conferma il dato
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di la Repubblica e nelle discussioni Reddit di r/Italia. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Tra le convinzioni circolate ce n’è una da correggere: i 16 miliardi del Ponte sullo Stretto non risultano spesi da nessun documento ufficiale che abbiamo consultato. Le cifre che girano riguardano il costo previsto e gli stanziamenti, non somme già pagate. Le critiche sul ponte restano legittime, ma vanno fatte con i numeri giusti.
È proprio questo il punto che la battuta dell’Eicma lascia scoperto. Gli elettori hanno domande precise su tasse, salari e opere pubbliche, e il giorno in cui daranno il loro giudizio è quello del voto. La premier ha torto a chiamarla fissazione. Spetta a lei, come capo della maggioranza, dire se il governo arriverà a fine legislatura, e spetta ai partiti di maggioranza e opposizione chiarire subito con quale legge elettorale si voterà, prima che le raccomandazioni europee sulla stabilità delle regole diventino lettera morta.
Le prossime tappe sono già scritte. Il centrosinistra deve presentare il programma entro novembre e celebrare le primarie entro febbraio 2027. La legislatura scade nell’ottobre 2027, e le elezioni andranno fissate entro i 70 giorni successivi. Undici mesi bastano per dare una risposta. Non bastano per continuare a rinviarla.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 6 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 52 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2026, ore 14:12.
Hai notato un errore? Scrivici a info@tuttonotizie.eu: verifichiamo ogni segnalazione e, se l’errore è confermato, correggiamo dando conto della modifica. I nostri standard editoriali.
Fonti
- Senato della Repubblica. La Costituzione, articolo 60.
- Senato della Repubblica. La Costituzione, articolo 61.
- Senato della Repubblica. Costituzione italiana, testo vigente.
- Governo italiano (2022). Il giuramento del Governo Meloni al Quirinale.
- Governo italiano. I governi dal 1943 ad oggi: Governo Meloni.
- Commissione di Venezia, Consiglio d’Europa (2002). Codice di buona condotta in materia elettorale.
Ne stiamo parlando sulla nostra pagina Facebook: leggi i commenti e di’ la tua.





