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Antonio Angelucci, deputato della Lega eletto nel Lazio, ha partecipato a 116 votazioni elettroniche su 18.910 dall’inizio della legislatura, il 13 ottobre 2022. Le assenze sono 18.794, pari al 99,4%, senza nessuna missione istituzionale registrata. Lo dice Openparlamento, l’archivio della fondazione Openpolis che conta ogni voto in Aula a Montecitorio, con dati aggiornati all’estate 2026.
La notizia conta perché il voto è il lavoro per cui un deputato viene pagato. Chi manca al 99,4% dei voti non rappresenta nessuno, nemmeno chi lo ha scelto. La nostra posizione è netta: Angelucci deve spiegare pubblicamente le sue assenze o lasciare il seggio, e la Camera deve smettere di proteggere con l’indennità piena chi non entra quasi mai in Aula. Un impiegato pubblico, con una frazione di queste assenze, sarebbe già stato licenziato.
I numeri della legislatura in corso
Dal 13 ottobre 2022 a oggi l’Assemblea della Camera ha svolto 18.910 votazioni elettroniche. Angelucci ne ha fatte 116, cioè lo 0,6%. In quattro anni fa meno di 3 voti al mese. Le missioni, cioè gli impegni istituzionali fuori Roma che la Camera conta come presenze, sono zero.
È il dato peggiore tra i 400 deputati. Nella classifica delle assenze di Openparlamento Angelucci occupa il primo posto, seguito da Marta Fascina di Forza Italia. L’indice di affidabilità al gruppo, che misura quanto un eletto contribuisce ai voti del proprio partito, per lui è pari a zero.
Nei commenti di questi giorni molti si chiedono se i numeri siano gonfiati. Non lo sono: Openpolis li ricava dai resoconti ufficiali delle sedute, che la Camera pubblica dopo ogni votazione elettronica. Restano fuori solo le attività in commissione, che però non sostituiscono il voto in Aula.
Diciotto anni alla Camera, quattro legislature di assenze
Angelucci, nato a Sante Marie in provincia dell’Aquila nel 1944, siede a Montecitorio da aprile 2008. Prima con Forza Italia e il Popolo della Libertà, dal 2022 con la Lega. Openparlamento conta per lui 18 anni e 5 mesi in Parlamento, e i registri raccontano una storia che si ripete.
- Legislatura 2008-2013: assente nel 73,26% delle votazioni, 8.424 voti saltati.
- Legislatura 2013-2018: 101 presenze e 24.735 assenze, pari al 99,59%.
- Legislatura 2018-2022: assente nel 96,78% dei casi, 11.401 voti mancati, contro una media dei deputati del 18,89%.
- Legislatura in corso: 116 presenze, 18.794 assenze, 99,4%.
Sommando le ultime tre legislature, Angelucci ha saltato più di 54.000 votazioni. I partiti che lo hanno candidato conoscevano questi numeri: erano pubblici ogni volta che il suo nome è tornato in lista.
Cosa fa Angelucci fuori da Montecitorio
Angelucci è un imprenditore della sanità privata. La sua famiglia controlla il gruppo San Raffaele, con cliniche convenzionate con il servizio sanitario pubblico, ed è editrice di tre quotidiani nazionali: il Giornale, Libero e il Tempo. Non è un deputato qualunque: è un editore e un imprenditore che vive di rapporti con lo Stato e con la politica.
Questo non è un reato e non lo diciamo. Ma rende la domanda ancora più legittima. Un seggio che non si usa per votare a cosa serve? A noi non risulta che Angelucci abbia mai spiegato pubblicamente le ragioni delle sue assenze. Se esistono motivi personali o di salute, è libero di tenerli riservati, ma allora deve essere altrettanto libero il seggio.
Le regole della Camera: si perde la diaria, mai il seggio
Il trattamento economico di un deputato ha due voci principali. L’indennità, circa 10.400 euro lordi al mese, e la diaria, circa 3.500 euro al mese, che la Camera versa come rimborso per il soggiorno a Roma. Le trattenute per le assenze colpiscono solo la seconda.
La regola, scritta nella scheda ufficiale della Camera sul trattamento economico, è questa: la diaria scende di 206,58 euro per ogni giorno di seduta con votazioni elettroniche in cui il deputato risulta assente. Per essere considerato presente basta partecipare al 30% dei voti della giornata. Le assenze giustificate dal gruppo, come i congedi, non fanno scattare il taglio.
Due conseguenze. La prima: anche nel caso peggiore un deputato sempre assente perde la diaria ma incassa l’indennità intera, oltre 125.000 euro lordi l’anno. La seconda: la Camera non pubblica le trattenute effettive di ciascun deputato, come Openpolis denuncia da anni. Quindi oggi nessun cittadino può sapere quanti dei 206,58 euro al giorno Angelucci abbia davvero perso e quante assenze gli siano state giustificate. Nessuna soglia di assenze, infine, fa decadere dal mandato.
Il confronto con il dipendente pubblico
Per chi lavora in un ufficio pubblico vale l’articolo 55-quater del decreto legislativo 165 del 2001. Prevede il licenziamento disciplinare per chi si assenta senza valida giustificazione per più di 3 giorni, anche non consecutivi, in due anni, oppure per più di 7 giorni in dieci anni. Dal 2016 chi viene sorpreso a falsificare la presenza viene sospeso entro 48 ore.
Il parlamentare non è un dipendente e il divieto di mandato imperativo, previsto dall’articolo 67 della Costituzione, protegge la sua libertà di voto. Ma la libertà di votare secondo coscienza non è la libertà di non votare mai. L’articolo 54 della Costituzione chiede a chi ha funzioni pubbliche di svolgerle «con disciplina ed onore». Un registro con 18.794 assenze su 18.910 voti non rispetta quella disciplina.
C’è anche un argomento di aritmetica. Dopo il referendum del 2020, approvato con il 69,96% dei sì, i deputati sono passati da 630 a 400. Ogni seggio pesa di più e ogni seggio vuoto sottrae di più alla rappresentanza di chi è andato a votare.
Le tre richieste di TuttoNotizie
Chi oggi reagisce con rabbia ha ragione sui fatti, perché i numeri vengono dai registri della Camera. La rabbia però serve a poco se non diventa una richiesta concreta. Le nostre sono tre.
- Antonio Angelucci spieghi agli elettori del Lazio perché in quattro anni ha votato 116 volte. Se non intende farlo, si dimetta e lasci il posto a chi vuole occuparlo.
- L’Ufficio di presidenza della Camera pubblichi per ogni deputato le trattenute applicate e le assenze giustificate, leghi alle presenze anche l’indennità e non solo la diaria, e proponga una soglia di assenze oltre la quale si perde il seggio.
- La Lega e Matteo Salvini, che lo hanno candidato nel 2022 conoscendo il 96,78% di assenze della legislatura precedente, dicano oggi se lo ricandideranno alle politiche del 2027.
Il problema non è solo un uomo. Un sistema che paga l’indennità piena a chi non vota mai e tiene segrete le trattenute non tutela la libertà del Parlamento: tutela chi lo svuota. Le regole che fanno licenziare un impiegato dopo tre giorni di assenza ingiustificata non possono fermarsi davanti al portone di Montecitorio.
Fonti
- Fondazione Openpolis, Openparlamento (2026). Antonio Angelucci, presenze, assenze e missioni nella XIX legislatura.
- Fondazione Openpolis, Openparlamento (2026). Elenco dei deputati ordinato per assenze.
- Fondazione Openpolis, Openparlamento (2022). Antonio Angelucci, presenze e assenze nella XVIII legislatura.
- Fondazione Openpolis, Openparlamento (2018). Antonio Angelucci, presenze e assenze nella XVII legislatura.
- Fondazione Openpolis, Openparlamento (2013). Antonio Angelucci, presenze e assenze nella XVI legislatura.
- Camera dei deputati. Trattamento economico dei deputati: indennità, diaria e trattenute per le assenze.
- Fondazione Openpolis (2023). Presenze in parlamento, come si contano e cosa non sappiamo.
- Fondazione Openpolis (2020). Non conosciamo l’indennità esatta di ciascun parlamentare.
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