Indice dei contenuti
I genitori di Laura Procacci, Giuseppe e Maddalena, e le sorelle Mariagiovanna e Giulia salutano oggi, mercoledì 4 novembre 2026, la sergente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana nel santuario della Madonna dei Miracoli di Andria, alle 16. Laura, 32 anni, è morta il 29 ottobre 2026 nello schianto di un elicottero CH-47 dell’Esercito vicino a Brčko, in Bosnia ed Erzegovina.
Stamattina il padre ha pubblicato sui social un video di pochi secondi. Laura non è in divisa: abito bianco, zaino sulle spalle. Si ferma davanti a lui e gli fa il saluto militare, lui lo ricambia, poi si abbracciano a lungo. Sotto, Giuseppe Procacci ha scritto una riga sola: «Noi ci salutavamo così. Ciao Lauretta figlia mia».
Quel saluto tra un padre e una figlia dice più di molti discorsi ufficiali. Laura aveva scelto di servire, e la sua famiglia ne andava fiera.
La sergente cresciuta ad Andria era alla prima missione dopo il giuramento di marzo
Laura Procacci era una sergente di 32 anni del IX Centro di mobilitazione di Roma della Croce Rossa Italiana, arruolata nel maggio 2025 e laureanda in Medicina e chirurgia alla Sapienza. Era cresciuta a Montegrosso, borgo di Andria; la famiglia vive a Canosa di Puglia.
Il suo percorso lo ricostruisce la stessa Croce Rossa nel profilo pubblicato il 30 ottobre 2026: soccorritrice, operatrice per l’educazione al rischio mine, operatrice di evacuazione sanitaria avanzata. Il 2 giugno 2026 aveva sfilato ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica. A luglio, a Viterbo, aveva superato con il tenente Franco Adriano Zecchillo il 39° corso Medevac, cioè l’addestramento per soccorrere e trasportare i feriti in volo. Pochi mesi prima, il 28 marzo, era stata la prima donna sottufficiale a giurare nel Corpo militare della Croce Rossa. La Bosnia era la sua prima missione.
Laura Procacci, dal giuramento all'addio di Andria
- Laura Procacci è la prima donna sottufficiale a giurare nel Corpo militare della Croce Rossa
- Laura Procacci sfila ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica
- Il CH-47 dell'Esercito precipita vicino a Brčko: morti quattro militari italiani
- Le salme rientrano a Ciampino, la Procura di Roma fa eseguire l'autopsia
- Funerali di Stato a Roma, poi la salma di Laura arriva a Montegrosso
- Andria e Canosa di Puglia in lutto per i funerali nel santuario della Madonna dei Miracoli
I genitori e le due sorelle hanno accolto la bara a Montegrosso
Il feretro di Laura Procacci, avvolto nel tricolore, è arrivato il 3 novembre nella chiesa di Santa Maria Assunta e Sant’Isidoro a Montegrosso, dove la madre Maddalena, il padre Giuseppe e le sorelle Mariagiovanna e Giulia hanno vegliato fino a notte. Intorno a loro c’erano la prefetta di Barletta-Andria-Trani, Flavia Anania, e la sindaca di Andria, Giovanna Bruno.
I volontari della Croce Rossa hanno custodito il suo zaino di servizio, con le sue iniziali sopra. Un’ex insegnante l’ha ricordata come la ragazza che al liceo aveva tutti dieci. Dalle informazioni rese pubbliche dalla famiglia e dalle istituzioni non risultano un marito né figli: la sua famiglia, oggi, sono i genitori e le sorelle. Il resto appartiene a loro.
Il viaggio d’estate per rivedere la sorella Giulia prima della partenza
Mariagiovanna Procacci, sorella della sergente, ha raccontato in un’intervista che l’ultimo viaggio fatto insieme, quest’estate, Laura lo aveva voluto per andare dalla sorella Giulia, perché temeva di non riuscire a rivederla prima della missione. «Laura viveva per gli altri», ha detto, e quella missione di pace era il suo orgoglio.
È il dettaglio che resta: una giovane donna che prima di partire mette in conto il rischio e va a salutare chi ama. Chi indossa una divisa lo sa. Chi la manda in missione, cioè lo Stato, lo deve sapere ancora meglio.
Lo Stato che la onora le deve anche una risposta.
L’autopsia disposta dalla Procura di Roma si è conclusa il 2 novembre
La Procura di Roma ha disposto l’autopsia solo sul corpo di Laura Procacci perché, a differenza degli altri tre caduti, è morta dopo il trasferimento in ospedale; l’esame si è svolto al Policlinico Tor Vergata e il Comune di Andria ne ha comunicato la conclusione nel pomeriggio del 2 novembre. L’esito non è stato reso pubblico.
Per gli altri tre, il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi e il tenente Zecchillo, un esame esterno in Bosnia ha indicato la morte per schiacciamento nell’impatto. Il pubblico ministero Francesco Saverio Musolino procede contro ignoti per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni; la Procura militare di Roma indaga per perdita colposa di aeromobile. Sono due delle tre inchieste aperte dopo il rientro delle salme a Ciampino, e nessuna ha ancora indagati. Gli inquirenti considerano l’avaria la pista più probabile, ma la consulenza tecnica che dovrà dirlo, al momento del rientro delle salme, doveva ancora essere affidata.

I conti, per ora, sono questi. Il comunicato del ministero della Difesa del 29 ottobre parlava di quattro morti, due dell’Esercito e due della Croce Rossa, e di cause ancora da accertare. La Croce Rossa conta 12 sopravvissuti, tra cui il tenente colonnello medico Flavio Favari, terzo componente della squadra sanitaria, ricoverato a Tuzla e fuori pericolo. Un elicottero da trasporto pesante, in un volo di addestramento, non cade da solo: qualcosa si è rotto, o qualcuno ha sbagliato, e le famiglie hanno diritto a sapere che cosa.
Gli onori, finora, sono stati all’altezza: l’accoglienza delle salme a Ciampino, i funerali di Stato a Roma, il monumento promesso a Brčko dal ministro Guido Crosetto. Adesso serve la parte meno solenne. La Procura di Roma deve affidare la consulenza tecnica senza altri giorni persi e depositare l’esito dell’autopsia agli atti, la Difesa deve rendere pubblici i risultati degli accertamenti tecnici sul CH-47, senza aspettare che la notizia si spenga. Intanto la Croce Rossa ha già fatto sapere che non sono previste altre missioni all’estero per il suo personale: una scelta prudente, che rende ancora più urgente capire cosa è successo il 29 ottobre.
Ad Andria e Canosa di Puglia lutto cittadino per i funerali di oggi
Andria e Canosa di Puglia hanno proclamato il lutto cittadino per oggi, 4 novembre 2026: l’ordinanza della sindaca di Andria dispone bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici, lo stop alle manifestazioni e un minuto di silenzio alle 16, quando nel santuario della Madonna dei Miracoli iniziano i funerali.
I negozi abbasseranno le serrande fino alla fine della cerimonia. Le esequie le presiede il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, che ha ricordato come Laura abbia incarnato «con coraggio e altruismo la vocazione a farsi prossimi verso i più deboli». Poi resteranno le carte: l’esito dell’autopsia, la consulenza tecnica sul CH-47 e le inchieste delle due procure romane. È lì che lo Stato restituirà a questa famiglia il saluto che le deve.

Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 4 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026, ore 14:08.
Hai notato un errore? Scrivici a info@tuttonotizie.eu: verifichiamo ogni segnalazione e, se l’errore è confermato, correggiamo dando conto della modifica. I nostri standard editoriali.
Fonti
- Croce Rossa Italiana (2026). Incidente in Bosnia: il profilo del Tenente Zecchillo e della Sergente Procacci.
- Ministero della Difesa (2026). Comunicato stampa sull’incidente dell’elicottero CH-47 in Bosnia-Erzegovina.
- Comune di Andria (2026). Tragedia in Bosnia, mercoledì 4 novembre il lutto cittadino e le esequie ad Andria.
- Comune di Andria (2026). Proclamato lutto cittadino per mercoledì 4 novembre 2026.





