Allarme bomba a Fiumicino, due voli Ryanair scortati dai caccia: a terra in 64 minuti, nessun ordigno

Nessun ordigno sui voli da Lisbona e Dublino: com'è andato l'allarme bomba a Fiumicino, cosa rischia chi l'ha lanciato e gli altri casi in Europa.

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Martedì 3 novembre 2026 l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, a Roma, ha gestito due allarmi bomba a poco più di un’ora di distanza. Due segnalazioni anonime indicavano un ordigno a bordo di due voli Ryanair, uno da Lisbona e uno da Dublino. L’Aeronautica Militare ha fatto decollare i caccia per scortarli. Gli artificieri hanno controllato aerei, passeggeri e bagagli: nessuna bomba.

Due voli Ryanair da Lisbona e Dublino arrivati a Roma sotto allarme

Il primo aereo coinvolto, il volo Ryanair partito da Lisbona, è atterrato a Fiumicino intorno alle 9.40. Il secondo, partito da Dublino e identificato come FR9611, è arrivato alle 10.44. Fra un atterraggio e l’altro sono passati 64 minuti, poco più del tempo di una partita di calcio senza intervallo.

Per il volo irlandese le fonti aeroportuali parlano esplicitamente della scorta militare fino alla pista. Altre ricostruzioni riferiscono che i caccia abbiano accompagnato entrambi gli aerei: su questo dettaglio non c’è ancora una conferma ufficiale dell’Aeronautica. Quello che è certo è che entrambi i velivoli hanno toccato terra senza problemi e che a bordo c’erano passeggeri ignari di essere il bersaglio di una minaccia.

Aeroporti di Roma (ADR), la società che gestisce lo scalo, ha fatto sapere che non ci sono stati disagi per i viaggiatori. Il traffico è andato avanti. Ed è merito di procedure che hanno funzionato.

Infografica TuttoNotizie. Allarme bomba a Fiumicino, la mattinata del 3 novembre. 1. Atterra il volo Ryanair da Lisbona; 2. Atterra il volo FR9611 da Dublino, scortato; 3. Bonifica conclusa, nessun ordigno. Fonte: Aeroporti di Roma e fonti aeroportuali, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Aeroporti di Roma e fonti aeroportuali, 2026

Le bombe non c’erano: la bonifica si è chiusa poco dopo mezzogiorno

Le ispezioni degli artificieri su aerei, bagagli e passeggeri dei due voli Ryanair si sono concluse poco dopo le 12 del 3 novembre con esito negativo. Gli aerei sono stati fatti sbarcare, isolati e controllati, con l’aiuto delle unità cinofile, prima che l’allarme rientrasse.

Due ore abbondanti di lavoro per polizia, vigili del fuoco, personale di terra e piloti militari. Tutto per due messaggi senza fondamento. Chi li ha mandati sapeva che lo Stato non può permettersi di ignorarli, e ha usato proprio questa serietà contro di noi.

Un falso allarme bomba è un attacco, non uno scherzo.

Come funziona lo scramble dei caccia dell’Aeronautica Militare

Lo scramble è il decollo su allarme dei caccia Eurofighter che l’Aeronautica Militare tiene pronti a terra, giorno e notte, per difendere lo spazio aereo italiano. Quando un volo civile segnala una minaccia, i jet lo raggiungono in pochi minuti, lo identificano e lo accompagnano all’atterraggio.

Non è la prima volta che succede sopra Roma. Il 23 febbraio 2025, come documenta il comunicato dell’Aeronautica Militare sul volo American Airlines New York-Delhi, due Eurofighter decollati da Grosseto scortarono a Fiumicino un aereo che aveva cambiato rotta per la segnalazione di un presunto ordigno. Atterrò intorno alle 17.30. Anche allora, a bordo non c’era nulla.

La storia fin qui

Allarmi bomba sui voli per Fiumicino, dal 2025 a oggi

  1. Due Eurofighter dell'Aeronautica Militare scortano a Fiumicino un volo American Airlines New York-Delhi
  2. Allarme bomba sul volo W64302 decollato da Londra Luton
  3. Segnalazione anonima: il volo Ryanair da Lisbona atterra a Fiumicino alle 9.40
  4. Il volo Ryanair FR9611 da Dublino atterra alle 10.44 scortato dall'Aeronautica Militare

Quando i caccia superano la velocità del suono per arrivare in tempo, a terra si sente il boato del cosiddetto bang sonico. È il rumore che a volte spaventa intere città, e che in giornate come questa racconta quanto costa, in uomini e mezzi, una sola telefonata o una sola email anonima.

Sei falsi allarmi in un giorno sui cieli d’Europa

Fiumicino non è stato l’unico scalo colpito: nella sola giornata del 3 novembre 2026 gli allarmi bomba rivelatisi falsi su voli europei sono stati almeno sei, secondo la ricostruzione della BBC, con casi in Polonia e in Spagna, tra cui un volo partito da Manchester. Il giorno prima era toccato al volo W64302 decollato da Londra Luton.

Due episodi su sei hanno riguardato Roma. La sequenza, con segnalazioni ravvicinate su aerei diversi in Paesi diversi, fa pensare a un’azione coordinata più che al gesto isolato di un mitomane. Chi ci sia dietro, oggi, nessuna autorità lo ha detto: le ipotesi che circolano su Mosca o su altri Stati restano ipotesi, e finché un’indagine non porta prove vanno trattate così.

Infografica TuttoNotizie. Falsi allarmi bomba sui voli, i numeri del caso Fiumicino. Voli Ryanair coinvolti a Fiumicino: 2; Falsi allarmi su voli europei il 3 novembre: 6; Minuti tra i due atterraggi: 64; Euro, ammenda massima per procurato allarme: 516. Fonte: Fonti aeroportuali, BBC, codice penale, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Fonti aeroportuali, BBC, codice penale, 2026

Una cosa però è chiara anche senza conoscere il mandante. Gli allarmi seriali servono a saggiare i tempi di reazione, a logorare gli apparati di sicurezza e a seminare paura tra chi viaggia. Per questo la risposta non può essere solo tecnica.

Cosa rischia chi ha fatto la segnalazione anonima

In Italia chi annuncia un pericolo inesistente e mette in allarme le autorità commette il reato di procurato allarme, previsto dall’articolo 658 del codice penale, punito con l’arresto fino a sei mesi o con un’ammenda da 10 a 516 euro. Se il falso allarme interrompe o turba un servizio pubblico, può scattare anche l’articolo 340, con la reclusione fino a un anno.

Qui i conti non tornano. Due aerei di linea scortati da caccia militari, decine di operatori impegnati per ore, centinaia di passeggeri coinvolti: e il massimo dell’ammenda prevista resta 516 euro, meno di un volo di linea andata e ritorno in alta stagione. Una sanzione così non scoraggia nessuno, tanto meno chi agisce in serie e su più Paesi.

Il Parlamento ha davanti un intervento semplice e senza colore politico: alzare le pene per i falsi allarmi che colpiscono il trasporto aereo e obbligare chi viene condannato a rimborsare il costo delle operazioni. Il Governo, dal canto suo, deve pretendere che le indagini italiane si muovano insieme a quelle di Portogallo, Irlanda, Spagna e Polonia attraverso Europol, l’agenzia europea di polizia, perché un attacco a più scali europei non si risolve scalo per scalo.

Oggi i piloti, gli artificieri e il personale di Fiumicino hanno fatto il loro lavoro, e lo hanno fatto bene. Ora tocca agli investigatori, che devono ricostruire da dove sono partite le segnalazioni sui voli da Lisbona e Dublino e se sono collegate agli altri allarmi europei del 2 e 3 novembre. Chi le ha inviate va identificato e portato davanti a un giudice.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato un documento ufficiale, citato in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026, ore 15:05.

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