Gabriella Gellio, morta nell’incendio di Avegno: era rientrata per i suoi Maine Coon, tre gatti ancora dispersi

Uscita con il marito, è tornata tra le fiamme per i suoi gatti: chi era Gabriella Gellio, morta ad Avegno, e la regola dei vigili del fuoco che salva vite.

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Gabriella Gellio, ex maestra elementare genovese di 69 anni, è morta nella tarda serata di giovedì 29 ottobre 2026 nell’incendio della sua villetta a Salto di Avegno, nell’entroterra di Recco, in provincia di Genova. Secondo i testimoni era già uscita di casa con il marito. Poi è rientrata tra le fiamme per salvare i gatti Maine Coon del suo allevamento.

Non è più uscita. I soccorritori l’hanno trovata dentro l’abitazione e il medico del 118 ha potuto soltanto constatarne la morte. Le prime ricostruzioni indicano due cause possibili: il fumo oppure il crollo del tetto. Lo stabiliranno gli accertamenti. Sappiamo invece con certezza come sono andati gli ultimi minuti: una donna in salvo che sceglie di tornare indietro.

Chi era Gabriella Gellio, la maestra che allevava Maine Coon a Salto di Avegno

Gabriella Gellio ha insegnato nella scuola elementare fino alla pensione. Circa quindici anni fa, insieme al marito, ha lasciato Genova per una casa indipendente a Salto di Avegno e lì ha aperto un allevamento di Maine Coon, una razza di gatti dal pelo lungo, tra le più grandi al mondo. Ex alunni e amici la ricordano con affetto.

Per lei quei gatti non erano un’attività da allevatrice ma la famiglia. Ne aveva una ventina. Anche chi non l’ha mai conosciuta capisce subito perché quella sera, già fuori pericolo, ha deciso di rientrare.

L’incendio è divampato poco prima delle 23 in una villetta a un piano

Il fuoco ha preso la villetta a un piano di via Posato, nella frazione di Salto, al confine con Uscio, intorno alle 22.45 di giovedì 29 ottobre 2026. I vigili del fuoco hanno lavorato per diverse ore prima di spegnere il rogo. Dall’esterno la casa è rimasta irriconoscibile.

Una villetta isolata, in collina, di notte. È il contesto in cui un incendio corre più veloce dei soccorsi: le squadre devono salire dalla costa e le fiamme, intanto, hanno minuti interi per allargarsi. In quei minuti la coppia era riuscita a uscire. Il marito è vivo.

Una ventina di gatti nella casa, tre risultano ancora dispersi

Dei circa venti Maine Coon che vivevano nella casa di Gabriella Gellio, quasi tutti sono stati ritrovati vivi dopo l’incendio, mentre tre risultano ancora dispersi. È l’ultimo dettaglio che rende questa storia così amara: gran parte degli animali per cui la padrona di casa è tornata indietro ce l’ha fatta da sola.

Infografica TuttoNotizie. Incendio di Avegno: la casa e l'allevamento di Gabriella Gellio. Gatti Maine Coon nella casa, circa: 20; Gatti ancora dispersi: 3; Anni di allevamento ad Avegno, circa: 15. Fonte: Ricostruzione dei soccorsi ad Avegno, ottobre 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ricostruzione dei soccorsi ad Avegno, ottobre 2026

I gatti scappano dal fuoco per istinto, cercano aperture e angoli bui, spesso si nascondono per ore nei dintorni. Lo sa chiunque ne abbia uno. Nel buio e nel fumo, però, chi li ama non può saperlo, e corre verso la porta.

Il coraggio non ferma il fumo.

I vigili del fuoco indicano una regola sola: in casa non si torna

Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nella sua guida alla sicurezza in casa, scrive che in caso di incendio non si deve «ritornare in casa per nessun motivo». Nessuna eccezione per gli oggetti, i documenti, gli animali. È la regola che salva più vite, ed è anche la più difficile da rispettare.

Molti, davanti a questa storia, dicono che avrebbero fatto lo stesso. Lo capiamo, e non c’è niente da rimproverare a una donna che ha amato fino in fondo i suoi animali. Ma il fatto resta: dentro una casa in fiamme il pericolo maggiore è spesso il fumo, che in pochi respiri toglie lucidità e orientamento, prima ancora del fuoco. Per questo chi è uscito non deve rientrare, e chi arriva dopo deve dire subito ai soccorritori quanti animali sono rimasti dentro e dove si trovano di solito. Sono loro, con le protezioni e l’aria nelle bombole, a poterli cercare.

Onorare Gabriella Gellio significa anche questo: trasformare la sua scelta in un’informazione che salva qualcun altro. Le stesse indicazioni valgono dopo il rogo. La protezione civile della Provincia di Bolzano, nella scheda sul comportamento dopo un incendio, raccomanda di entrare nei locali solo quando sono stati raffreddati e ventilati, e dopo aver parlato con i vigili del fuoco.

Le cause del rogo sono ancora da accertare

La causa dell’incendio di Avegno non è ancora ufficiale: tra le prime ipotesi raccolte sul posto c’è un corto circuito, ma lo dovranno confermare i vigili del fuoco con i loro rilievi sulla villetta. Fino ad allora resta un’ipotesi, e la trattiamo come tale.

Quando la relazione sarà chiusa, il suo esito andrà reso noto. In una zona fatta di case sparse, spesso vecchie e lontane dalle caserme, sapere se a uccidere è stato un impianto elettrico serve a tutte le famiglie che vivono nello stesso modo. Una morte in casa non si archivia come una fatalità senza aver detto da dove è partito il fuoco.

I prossimi passi sono già scritti: i rilievi dei vigili del fuoco sulle cause, la ricerca dei tre gatti ancora dispersi intorno alla casa di Salto e la data dei funerali, che la famiglia comunicherà. A Gabriella Gellio va il nostro pensiero, e al marito e ai figli il nostro abbraccio.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, ore 19:03.

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