Incidente sul raccordo Salerno-Avellino oggi: escavatore su un camion danneggia una trave del cavalcavia

Una trave danneggiata e il tratto chiuso a Baronissi: l'incidente sul raccordo Salerno-Avellino oggi, chi paga e cosa dice la legge sui carichi alti.

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Giovedì 29 ottobre 2026, nel primo pomeriggio, sul raccordo Salerno-Avellino un escavatore caricato su un camion ha colpito un cavalcavia al chilometro 6,100, tra gli svincoli di Baronissi e Salerno. Dal ponte si sono staccati pezzi di cemento, caduti sulla carreggiata e su alcune auto che passavano. L’Anas, la società pubblica che gestisce la strada, ha chiuso il tratto in entrambe le direzioni.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse in zona, un blocco di cemento ha colpito una Smart diretta verso Salerno e un camion che viaggiava sulla corsia opposta. Nelle prime ore non risultavano feriti. Alcune cronache locali parlano di un ferito lieve, ma finora nessuna nota ufficiale lo conferma. Sul posto sono arrivati la Polizia Stradale, i vigili del fuoco, il 118 e i tecnici dell’Anas. A chi guidava quella Smart è andata bene, e lo diciamo senza giri di parole.

Il tratto tra Baronissi e Salerno è chiuso nei due sensi di marcia

Il 29 ottobre 2026 l’Anas ha chiuso il raccordo Salerno-Avellino tra gli svincoli di Baronissi e Salerno, in entrambe le direzioni, per fare le verifiche sulla struttura del cavalcavia colpito e metterlo in sicurezza. In tutta la valle si sono formate code lunghe, con deviazioni sulle strade dei paesi.

Per chi deve muoversi oggi, i percorsi alternativi indicati dall’Anas sono tre. Chi va verso nord prende l’A3 Napoli-Pompei-Salerno in direzione Napoli. Chi va verso sud usa l’A30 Caserta-Salerno, esce a Mercato San Severino e prosegue sulle strade ordinarie. La stessa uscita vale per chi arriva da Avellino.

Per l’Anas l’urto ha danneggiato una trave del cavalcavia

Nella sua nota sull’incidente, l’Anas scrive che un mezzo meccanico trasportato su un carrellone ha urtato il cavalcavia e ha provocato il «danneggiamento di una delle travi dell’opera». Le cause, aggiunge l’azienda, sono ancora da accertare.

Il ponte, quindi, non è crollato, anche se qualche titolo lo ha scritto. Un pezzo di cemento si è staccato perché qualcosa lo ha colpito da sotto. La differenza conta per chi da settimane si lamenta dei cantieri e della manutenzione sul raccordo: su quei ritardi le prefetture di Salerno e Avellino hanno già chiesto chiarimenti, e quelle domande restano giuste. Ma oggi la trave non ha ceduto da sola. L’ha colpita un carico in movimento.

E non è la prima volta. Già in passato l’Anas aveva dovuto chiudere il raccordo in direzione sud vicino a Montoro, in provincia di Avellino, dopo che un camion con un carico fuori misura aveva colpito un cavalcavia e fatto cadere calcinacci sulla carreggiata. Quando la stessa scena si ripete, non si può più parlare di sfortuna.

Dal 2017 quel tratto fa parte dell’autostrada A2

Il tratto dell’urto, tra Salerno e Fisciano, dal 2017 è classificato come parte dell’A2 Autostrada del Mediterraneo. Per questo l’Anas indica l’incidente al chilometro 6,100 dell’A2 e non del raccordo. Per chi ci passa ogni giorno, però, resta la Salerno-Avellino.

Con il decreto ministeriale del 13 giugno 2017 il resto del percorso, da Fisciano ad Atripalda, ha preso il nome di raccordo autostradale di Avellino, sigla RA2. È la strada che porta al campus dell’Università di Salerno, a Fisciano: la strada di pendolari, studenti e mezzi pesanti. Chiuderla anche per poche ore significa bloccare due province.

Il Codice della strada fissa a 4 metri l’altezza di veicolo e carico

L’articolo 61 del Codice della strada stabilisce che ogni veicolo, compreso il suo carico, non può superare i 4 metri di altezza. Fanno eccezione gli autobus urbani di linea, che possono arrivare a 4,30 metri. Oltre quella misura il viaggio diventa un trasporto eccezionale, regolato dall’articolo 10.

Quattro metri sono quasi tre volte l’altezza di un’utilitaria. Un escavatore su un pianale ci arriva facilmente, se il braccio non viene abbassato e bloccato prima di partire. Per questo la legge chiede a chi trasporta carichi fuori misura un’autorizzazione dell’ente che gestisce la strada, con un percorso deciso in anticipo e controllato.

Esiste però anche l’altro lato del conto. Con la sentenza n. 8847 del 13 aprile 2007 la Cassazione ha stabilito che, se un viadotto è più basso del limite e la sua altezza non è segnalata, l’amministrazione che lo gestisce può risponderne. Restano quindi da chiarire due misure: quanto era alto il carico e quanto spazio libero c’è sotto quel cavalcavia.

Infografica TuttoNotizie. Cavalcavia colpito sulla Salerno-Avellino: le misure che contano. Altezza massima di veicolo e carico (metri): 4; Altezza ammessa per i bus urbani di linea (metri): 4,3; Chilometro dell'urto sull'A2: 6,1. Fonte: Codice della strada art. 61; Anas 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Codice della strada art. 61; Anas 2026

Un ponte non si sposta: il carico si misura prima.

L’assicurazione obbligatoria copre anche i danni al ponte pubblico

In Italia ogni veicolo a motore deve avere un’assicurazione per i danni causati ad altri. E tra gli altri ci sono anche le auto colpite dai detriti e il cavalcavia, che è un bene pubblico. Se gli accertamenti confermeranno la dinamica descritta dall’Anas, il conto spetta all’assicurazione di chi trasportava l’escavatore.

La nostra posizione è netta. Se il carico superava i 4 metri senza autorizzazione, i danni alla Smart, al camion e alla trave devono essere pagati dall’impresa del trasporto e dalla sua compagnia. Non dai contribuenti. L’Anas ha il dovere di chiedere ogni euro della riparazione, e la Polizia Stradale deve mettere a verbale l’altezza del carico e le eventuali autorizzazioni. Chi rispetta la sagoma ogni giorno non deve pagare per chi non la rispetta.

C’è poi la questione della sicurezza. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, il 17 aprile 2020 il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha approvato le linee guida per la classificazione e gestione del rischio dei ponti esistenti. Servono a valutare lo stato delle opere, a classificarle e a decidere quando monitorarle. Un cavalcavia con una trave danneggiata è proprio il caso per cui sono state scritte. L’esito delle verifiche dell’Anas, con la misura dello spazio libero sotto il ponte, va reso pubblico: chi ci passa sotto ogni mattina ha il diritto di conoscerlo.

Le verifiche sulla trave decidono quando riapre la strada

La riapertura del tratto tra Baronissi e Salerno dipende dalle verifiche strutturali che i tecnici dell’Anas stanno facendo sulla trave colpita e dalla messa in sicurezza del cavalcavia. Per ora l’azienda non ha comunicato un orario.

Infografica TuttoNotizie. Raccordo Salerno-Avellino: cosa succede dopo l'urto al cavalcavia. 1. Chiusura del tratto Baronissi-Salerno; 2. Rilievi su dinamica e altezza del carico; 3. Verifiche strutturali sulla trave; 4. Riapertura della carreggiata; 5. Risarcimento dei danni. Fonte: Anas, nota del 29 ottobre 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Anas, nota del 29 ottobre 2026

I prossimi passaggi sono già fissati. La Polizia Stradale completa i rilievi sulla dinamica e sul carico del camion. I tecnici dell’Anas decidono se il cavalcavia può restare in esercizio o va riparato prima della riapertura. Poi le assicurazioni regoleranno i danni. Il conto, se la dinamica sarà confermata, lo paga chi ha caricato, non chi passava sotto.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2026, ore 17:53.

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