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Domenica 18 ottobre 2026 scatta l’allerta meteo arancione per temporali sul centro della Liguria e sui versanti padani, dalle 8 alla mezzanotte. Lo ha stabilito Arpal, il centro funzionale della Regione Liguria, sabato 17 ottobre. Il Dipartimento della Protezione Civile ha confermato l’avviso e ha valutato allerta gialla sul resto della Liguria e su parte di Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia.
La notizia conta perché l’arancione in Liguria è il livello più alto previsto per i temporali, non un dettaglio di colore. Per noi il bollettino va rispettato alla lettera, oggi, da cittadini e sindaci. E chi governa il territorio deve smettere di raccontare ogni nubifragio come un imprevisto: la pioggia non si decide, la manutenzione di torrenti, versanti e sottopassi sì. Su quella, i ritardi sono documentati da anni.
Dove e a che ora scatta l’allerta in Liguria
Arpal ha diviso la giornata in fasi. L’allerta gialla per temporali è partita dalla mezzanotte sulle zone B e C, cioè il centro della regione con Genova e il Levante. Dalle 6 di domenica si è estesa alle zone A, D ed E: il Ponente e i versanti padani, le valli che dal crinale scendono verso Piemonte ed Emilia.
Dalle 8 fino alla mezzanotte il livello sale ad arancione sulle zone B, D ed E. Nel sistema ligure, l’arancione per temporali è il grado massimo: per questo tipo di fenomeno non esiste il rosso, perché i temporali non si possono prevedere con la precisione delle piene di un grande fiume. Arpal lo scrive in modo chiaro: parla di «bassa predicibilità dei fenomeni» e di «elevata incertezza previsionale».
Lo scenario descritto dai tecnici prevede temporali forti, organizzati e persistenti prima sul Levante, con piogge che possono accumularsi in quantità significative. Nel pomeriggio i fenomeni si spostano verso il centro della regione, dove possono restare fermi a lungo sul mare, sulla zona di Genova o sugli immediati versanti padani. Un temporale fermo per ore sullo stesso punto è esattamente il meccanismo che a Genova ha già causato le alluvioni del 2011 e del 2014.
La Sala operativa regionale resta aperta per tutta la durata dell’allerta. In caso di eventi intensi, il monitoraggio viene pubblicato sul sito Allerta Liguria della Regione.
Le altre regioni in giallo e cosa prevede l’avviso nazionale
Il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le Regioni, ha emesso sabato 17 ottobre un avviso di condizioni meteorologiche avverse. Dalle prime ore di domenica sono attese precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Piemonte, Liguria e settori sud-occidentali dell’Emilia-Romagna. L’avviso indica rovesci di forte intensità, raffiche di vento, grandinate locali e frequente attività elettrica.
Il bollettino nazionale di criticità delle 14:58 del 17 ottobre riporta la moderata criticità per rischio temporali, cioè l’arancione, su tre zone liguri: Bacini Liguri Marittimi di Centro, Bacini Liguri Padani di Ponente e Bacini Liguri Padani di Levante. L’allerta gialla, cioè la criticità ordinaria, copre il resto della Liguria e parte di Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia. In Emilia-Romagna la Regione e Arpae hanno emesso l’allerta numero 100 del 2026, gialla per temporali, concentrata sull’Appennino.
Il bollettino nazionale è una sintesi: le valutazioni le fanno i Centri funzionali regionali e per ogni zona la mappa mostra il livello più alto previsto. Chi vuole sapere cosa succede nel proprio comune deve guardare il bollettino della propria Regione, aggiornato ogni giorno.
Cosa dicono i meteorologi sulla durata del maltempo
Le previsioni dei meteorologi privati e quelle ufficiali questa volta coincidono. Mario Giuliacci, meteorologo, ha spiegato nei giorni scorsi che il cambiamento è guidato da un «ciclone atlantico» in arrivo sulla Francia, che mette fine all’alta pressione e porta temporali e un calo netto delle temperature. Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, descrive piogge che da domenica 18 ottobre partono dal Nord-Ovest e poi si estendono gradualmente ad altre regioni.
Sulla durata, la fonte più solida è Arpal: la fase perturbata «proseguirà fino alla metà della prossima settimana con pause precipitative». Tradotto: non è un acquazzone di poche ore ma una sequenza di giornate instabili, con intervalli di tregua, almeno fino a mercoledì 21 o giovedì 22 ottobre. Le tendenze dei meteorologi privati spingono l’instabilità su gran parte dell’Italia fino a venerdì 23, ma a quella distanza l’affidabilità cala e fa fede solo l’aggiornamento del giorno.
Cosa significano i colori e cosa fare oggi nelle zone in arancione
I colori non li scelgono i meteorologi in tv. Li emettono i Centri funzionali delle Regioni dentro il sistema nazionale di Protezione Civile. Giallo indica criticità ordinaria: fenomeni localizzati, allagamenti di sottopassi e piccoli smottamenti possibili. Arancione indica criticità moderata: fenomeni diffusi, con piene dei torrenti, frane e allagamenti che possono fare danni seri a case, strade e persone. Rosso indica criticità elevata, con rischio grave per la vita.
Nelle zone in arancione il comportamento richiesto è semplice e vale per tutta la giornata: non entrare nei sottopassi anche se sembrano percorribili, non avvicinarsi ad argini, greti e foci dei torrenti, non scendere in cantine, garage interrati e scantinati durante i temporali. Chi è in auto e vede acqua sulla strada torna indietro, non prova a passare. La maggior parte delle vittime delle alluvioni italiane degli ultimi 15 anni è morta in questi tre posti: sottopassi, locali interrati e rive dei torrenti.
Il punto debole: prevenzione promessa, cantieri in ritardo
Qui sta la contraddizione che torna ogni autunno. Dopo ogni alluvione, governi di ogni colore annunciano piani contro il dissesto. I documenti raccontano tempi diversi. La struttura di missione Italia Sicura, nata nel 2014 con il governo Renzi per coordinare le opere contro il dissesto, è stata soppressa nel 2018 dal primo governo Conte. Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, in bozza dal 2018, è stato approvato con decreto del ministero dell’Ambiente solo a dicembre 2023.
Il rischio intanto non è teorico. Secondo il rapporto Ispra del 2021 sul dissesto idrogeologico, il 93,9% dei comuni italiani ha almeno un’area a rischio frane, alluvioni o erosione costiera. Nello scenario medio di pericolosità, quasi 7 milioni di persone vivono in zone che possono allagarsi: più degli abitanti di tutto il Lazio.
Piemonte e Liguria lo sanno meglio di altri. L’alluvione del novembre 1994 in Piemonte causò circa 70 morti. A Genova, il 4 novembre 2011, l’esondazione del Fereggiano ne causò 6, e nell’ottobre 2014 il Bisagno uscì di nuovo. Da allora i bollettini sono diventati molto più precisi e tempestivi, come dimostra l’allerta di oggi diramata con quasi un giorno di anticipo. I cantieri, invece, vanno a un’altra velocità: lo scolmatore del Bisagno, deciso dopo il 2011, è ancora in costruzione a 15 anni di distanza.
C’è poi il conto economico. L’alluvione in Romagna del maggio 2023 ha prodotto danni che la Regione Emilia-Romagna ha stimato in quasi 9 miliardi di euro. Sono soldi spesi dopo, in emergenza, mentre le opere di messa in sicurezza aspettano anni tra progetti, pareri e autorizzazioni. Prevenire costa meno che ricostruire, e i numeri lo dicono da tempo.
Cosa chiediamo a sindaci, governo e Parlamento
Chiediamo tre cose precise. I sindaci dei comuni liguri in arancione chiudano subito sottopassi e aree vicine ai torrenti, senza aspettare che l’acqua salga, e comunichino le chiusure sui canali ufficiali. Il governo pubblichi ogni anno, Regione per Regione, quanti fondi contro il dissesto ha stanziato, quanti ne ha spesi davvero e quanti cantieri ha completato. Il Parlamento chieda conto in aula di quei numeri, anziché votare l’ennesimo stanziamento dopo l’ennesima alluvione.
Oggi fa fede solo il bollettino regionale aggiornato: non le tendenze a sette giorni, non le mappe rilanciate sui social, non le sensazioni guardando il cielo. Il bollettino dura un giorno. Il dissesto dura da trent’anni.
Fonti
- Dipartimento della Protezione Civile (2026). Maltempo: allerta arancione in Liguria. Avviso meteo del 17 ottobre.
- Dipartimento della Protezione Civile (2026). Bollettino di criticità del 17 ottobre 2026 ore 14:58.
- Arpal Liguria (2026). Domenica 18 ottobre allerta arancione per temporali su BDE.
- Regione Liguria e Arpal (2026). Allerta Liguria, portale ufficiale con legenda dei livelli di allerta e monitoraggio.
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