Laura Procacci, la sergente della Croce Rossa morta in Bosnia: aveva giurato il 28 marzo, prima donna

Sette mesi dopo il giuramento, alla prima missione: chi era Laura Procacci della Croce Rossa, chi viaggiava con lei e cosa si sa del Chinook caduto a Brčko.

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Laura Procacci aveva 32 anni ed era sergente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Il 29 ottobre 2026 è morta in Bosnia ed Erzegovina, a Gorice, vicino a Brčko: l’elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito italiano su cui viaggiava è precipitato durante un volo di addestramento della missione europea Eufor Althea. Con lei sono morti il tenente Franco Adriano Zecchillo e due sergenti dell’Esercito, Simone Ruggia e Claudio Marchesi. I feriti sono undici.

Il comunicato del ministero della Difesa dice che a bordo c’erano 15 persone, tutte italiane, e che le cause sono ancora da accertare. In serata il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha reso pubblici i nomi delle vittime. Ha voluto risparmiare ore di angoscia alle famiglie di tutti gli altri militari impegnati nella missione. Ha scritto che i quattro hanno perso la vita «servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito», e ha aggiunto che nessuno dei feriti è in pericolo di vita.

Chi era Laura Procacci, la prima sottufficiale donna del Corpo militare della Croce Rossa

Laura Procacci era di Andria, in Puglia, ed era la più giovane a bordo. Il 28 marzo 2026 era diventata la prima donna sottufficiale a giurare nel Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. In Bosnia era alla sua prima missione internazionale. Pochi mesi prima aveva ricevuto il premio Dea Ebe 2026, assegnato per la dedizione al lavoro.

Tra il giuramento e lo schianto sono passati sette mesi. Bastano poche date per capire chi era: una donna che aveva scelto di indossare una divisa senza esserne obbligata, in un reparto in cui prima di lei nessuna donna era arrivata a quel grado. Ha aperto una strada, e altre la percorreranno.

Aveva scelto il servizio, e lo ha fatto fino all’ultimo.

Con lei è morto un tenente di 65 anni, volontario della Croce Rossa da molti anni

Franco Adriano Zecchillo, 65 anni, milanese, era tenente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Era volontario da molti anni e aveva una lunga esperienza nei soccorsi. Lui e Laura Procacci facevano parte della squadra di evacuazione sanitaria che segue i voli: tre persone, un medico, un infermiere e un soccorritore.

La Croce Rossa ha precisato che le due vittime erano il medico e l’infermiere della squadra. Il terzo componente è tra i feriti. Il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, ha detto: «Il dolore per la scomparsa dei nostri due colleghi è indicibile, stiamo già supportando le loro famiglie». Le due vittime avevano trent’anni di differenza: dovevano soccorrere gli altri e sono morte insieme.

Il Corpo militare volontario affianca le Forze armate nelle missioni all’estero

Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana è un corpo ausiliario delle Forze armate. Ne fanno parte medici, infermieri e soccorritori volontari, che assistono i militari in Italia e all’estero, in particolare nella cura e nel trasporto dei feriti. La Croce Rossa Italiana è nata a Milano nel 1864. Il movimento internazionale l’aveva fondato un anno prima, a Ginevra, lo svizzero Henri Dunant.

Per questo è sbagliato pensare a Zecchillo e Procacci come a due civili capitati lì. Avevano giurato, avevano un grado, volavano su un mezzo militare in una missione decisa dallo Stato. Lo Stato deve riconoscere alle loro famiglie le stesse tutele dei caduti in servizio, senza fare differenze tra militari di carriera e volontari.

Il Chinook è caduto a Gorice, vicino a Brčko, durante un volo di addestramento

Il CH-47 Chinook, un grande elicottero da trasporto con due rotori, è caduto nel pomeriggio del 29 ottobre a Gorice, nel distretto di Brčko. Il luogo si trova circa 180 chilometri a nord-est di Sarajevo. Il comando Eufor ha parlato di un normale volo di addestramento. Secondo le prime informazioni, Simone Ruggia e Claudio Marchesi erano il pilota e lo specialista di bordo. Erano in servizio al 1° reggimento Antares del Comando aviazione dell’Esercito di Viterbo.

L’elicottero era partito da Viterbo la mattina del 28 ottobre e aveva fatto scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare. Salih Ibrahimbegović, portavoce dell’ospedale di Brčko, ha detto che tre persone sono morte nello schianto e una quarta poco dopo in ospedale. Il comando Eufor ha spiegato che i feriti, curati a Brčko e in parte trasferiti a Tuzla, sono in condizioni stabili. Nessun civile è rimasto coinvolto.

Infografica TuttoNotizie. Il Chinook caduto in Bosnia: persone a bordo, vittime e feriti. Persone a bordo: 15; Morti: 4; Feriti: 11; Km da Sarajevo: 180. Fonte: Ministero della Difesa ed Eufor Althea, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ministero della Difesa ed Eufor Althea, 2026

La missione europea in Bosnia è guidata dall’Unione europea dal 2004

Eufor Althea è la forza militare dell’Unione europea in Bosnia ed Erzegovina. L’Unione europea la guida dal 2 dicembre 2004, quando ha preso il posto della Nato. La presenza internazionale risale agli accordi di Dayton del dicembre 1995, che misero fine a una guerra costata circa 100.000 morti. A Srebrenica, nel luglio 1995, furono uccisi oltre 8.000 uomini e ragazzi musulmani: il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia ha riconosciuto quel massacro come genocidio.

In Bosnia l’Italia non c’è dal 1999: quello è l’anno dell’intervento in Kosovo, che è un’altra storia. E la missione non è un ricordo del passato. Nel febbraio 2022, nei giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Unione europea ha mandato circa 500 soldati di riserva e ha portato il contingente da circa 600 a circa 1.100 militari. L’Europa ha rafforzato la missione proprio quando il rischio era più alto, e il Consiglio di sicurezza dell’Onu ne rinnova il mandato ogni anno.

Infografica TuttoNotizie. Eufor Althea, militari in Bosnia prima e dopo i rinforzi del 2022. Prima dei rinforzi: 600 militari; Dopo i rinforzi: 1.100 militari. Fonte: Eufor Althea, 2022.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Eufor Althea, 2022

C’è poi una ragione che riguarda direttamente l’Italia. In linea d’aria Sarajevo è più vicina a Pescara di quanto Milano lo sia a Roma. Se nei Balcani scoppiasse una nuova crisi, traffici illegali e instabilità arriverebbero prima sulle nostre coste. Andarsene oggi vorrebbe dire gettare via trent’anni di lavoro, e chi propone di farlo sbaglia.

La pace in Bosnia non si regge da sola.

La storia fin qui

Dalla pace di Dayton allo schianto del Chinook di Eufor Althea

  1. Gli accordi di Dayton chiudono la guerra in Bosnia e avviano la presenza militare internazionale
  2. L'Unione europea subentra alla Nato e avvia la missione Eufor Althea
  3. Laura Procacci è la prima donna sottufficiale a giurare nel Corpo militare della Croce Rossa
  4. Il Chinook dell'Esercito parte da Viterbo e, dopo lo scalo a Pratica di Mare, arriva in Bosnia
  5. Il Chinook precipita a Gorice, vicino a Brčko: quattro militari italiani morti e undici feriti

Sulle cause indagano il ministero della Difesa e il comando Eufor

Le cause dello schianto non sono ancora note: gli accertamenti sono affidati al ministero della Difesa e al comando di Eufor Althea. Nelle prime ore sono circolate varie ipotesi, da un guasto in fase di decollo all’urto contro un cavo. Nessuna ha finora una conferma ufficiale. Nessuna fonte ufficiale parla di un attacco: era un volo di addestramento, in una zona disabitata.

Proprio perché le cause non si conoscono, il ministro Crosetto deve riferire alle Camere nei prossimi giorni. Deve spiegare come funzionano i controlli sui Chinook impegnati all’estero e in quanto tempo arriveranno i risultati dell’inchiesta tecnica. Questi risultati vanno resi pubblici. Lo si deve alle quattro famiglie e agli altri militari che ogni giorno salgono su quegli elicotteri.

Nei prossimi giorni sono previsti il rientro in Italia delle salme e dei feriti, poi l’avvio dell’inchiesta tecnica. Più avanti Governo e Parlamento dovranno decidere sulla proroga delle missioni internazionali, come prevede la legge 21 luglio 2016, n. 145. In quel voto la Bosnia va confermata. Laura, Franco Adriano, Simone e Claudio li onoriamo così: restando in Bosnia e pretendendo tutta la verità su quel volo.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, ore 08:12.

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