Gratteri e Bocchino sul caso Siher a Otto e mezzo: il gruppo Telegram era nato dopo gli scontri di Milano

Il canale Telegram era nato dopo le devastazioni di Milano. Gratteri, Bocchino e il caso Siher su La7: cosa dice l'ordinanza e cosa succede ora

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Il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri e il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino si sono scontrati sul caso Siher la sera del 2 novembre 2026 a Otto e mezzo, su La7, davanti alla conduttrice Lilli Gruber. Al centro c’era la decisione con cui la gip di Milano Tiziana Landoni, il 28 ottobre, ha rimesso in libertà il ricercatore 30enne Youssef Siher, e l’attacco della premier Giorgia Meloni alla giudice.

Bocchino, ex deputato, ha difeso la presidente del Consiglio partendo dalla biografia dell’indagato: un figlio di immigrati, nato in Italia e cittadino italiano, che secondo lui «ha avuto tutto dall’Italia: la sanità, un bell’ospedale in cui nascere, le scuole, l’università, una buona carriera». Gruber lo ha interrotto: «Ma immaginiamo che i genitori pagassero e paghino le tasse». Da lì il confronto è uscito dal fascicolo ed è entrato nelle origini di una persona.

Gratteri a Bocchino: in tribunale contano gli atti, non le origini

Nicola Gratteri ha risposto a Italo Bocchino che un indagato si giudica su ciò che c’è nel fascicolo, non sul fatto che sia italiano o immigrato di seconda generazione. Poi ha aggiunto: «Il giudice decide e noi dobbiamo rispettare la sua decisione, anche se non ci piace».

Bocchino ha chiamato in causa il procuratore di Milano Marcello Viola, che aveva disposto il fermo: «Ma l’ha fermato il procuratore Viola, una persona seria». La replica del magistrato calabrese è stata secca: «Ma tutti possiamo sbagliare». Su questo Gratteri ha ragione, e non per simpatia. L’articolo 13 della Costituzione vuole che ogni privazione della libertà decisa senza un giudice passi entro 48 ore al controllo di un giudice. Il pubblico ministero chiede, il gip verifica. Un controllo che desse sempre ragione all’accusa sarebbe una formalità.

Anche l’argomento della riconoscenza cade al primo esame. Siher è nato in Italia ed è cittadino italiano: ospedale, scuola e università non sono un favore da ripagare con la gratitudine, sono diritti finanziati dalle tasse della sua famiglia, come ha ricordato Gruber. Legarli alla riconoscenza trasforma una cittadinanza piena in una cittadinanza in prova.

I diritti di un cittadino non dipendono dalla sua gratitudine.

Il gruppo Telegram Movimento 17 ottobre è nato dopo gli scontri di Milano

Il canale Telegram «Movimento 17 ottobre», che secondo la Procura di Milano Siher amministrava, è stato creato alle 19.58 del 18 ottobre 2026, quando le devastazioni del 17 e 18 ottobre a Milano erano già avvenute. La stessa Procura colloca la nascita dei canali dopo i disordini.

Nel video pubblicato sui social il 28 ottobre, invece, Meloni aveva descritto Siher come il gestore della pagina che «incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni». Quando un giornalista le ha fatto notare la cronologia, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri dello stesso giorno, la premier ha ammesso di aver sbagliato il tempo del verbo e ha confermato la critica alla giudice. In studio Bocchino ha provato a ridurre la questione a un errore di date. Gruber lo ha fermato: «Non è che ha sbagliato solo le date, ha sbagliato tutto».

La conduttrice ha centrato la contraddizione. La presidente del Consiglio ha definito «vergognosa» una decisione giudiziaria partendo da un fatto che lei stessa ha poi corretto. Gratteri l’ha riassunto così: «La Meloni ha parlato prima di leggere». Chi guida il governo può criticare un provvedimento, ma dopo averlo letto e sugli argomenti che contiene. Quella parola, «vergognosa», andrebbe ritirata.

La gip Tiziana Landoni ha respinto fermo e carcere in 37 pagine

La gip di Milano Tiziana Landoni, il 28 ottobre 2026, ha respinto in un’ordinanza di 37 pagine sia la convalida del fermo sia la custodia in carcere chieste dalla Procura: per la giudice mancavano un concreto pericolo di fuga e gravi indizi di istigazione.

L’articolo 384 del codice di procedura penale consente al pm di fermare una persona gravemente indiziata solo se elementi specifici fanno temere che scappi: la gravità dell’accusa, da sola, non basta. Siher era stato rintracciato in un appartamento di Milano grazie alle indicazioni dei familiari, e per la gip non risultavano spostamenti abituali all’estero né preparativi di partenza. Quanto ai messaggi, compreso quello del 20 ottobre su Instagram («noi dichiariamo guerra a questo presente infame»), la giudice li ha letti come critica politica dai toni aspri, senza inviti a precise azioni violente. Abbiamo ricostruito nel dettaglio le motivazioni con cui la gip ha rimesso Siher in libertà. Il ricercatore resta indagato: la Procura gli contesta l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo.

Infografica TuttoNotizie. Caso Siher: i numeri della scarcerazione decisa dalla gip di Milano. Pagine dell'ordinanza della gip: 37; Giorni di Siher in carcere dopo il fermo: 4; Ore per chiedere la convalida del fermo: 48; Giovani arrestati per gli scontri di Milano: 10. Fonte: Tribunale di Milano e Procura di Milano, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Tribunale di Milano e Procura di Milano, 2026

Dopo la decisione, la giudice è finita nel mirino di insulti e minacce sui social, con la foto di un’altra magistrata scambiata per la sua, e il Tribunale di Milano ha scritto al prefetto e al questore. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è detto «sorpreso» dalla decisione, ma ha escluso l’invio di ispettori. Nei giorni successivi la polemica si è spostata sul passato politico del ricercatore, fino alla foto di Siher con Mohammad Hannoun rilanciata da Maurizio Gasparri.

La storia fin qui

Caso Youssef Siher: dal fermo a Milano allo scontro su La7

  1. Nasce alle 19.58 il canale Telegram «Movimento 17 ottobre», dopo le devastazioni a Milano
  2. La Procura di Milano dispone il fermo di Youssef Siher per istigazione aggravata dal terrorismo
  3. La gip Tiziana Landoni non convalida il fermo, Giorgia Meloni definisce la decisione «vergognosa»
  4. La gip Landoni riceve minacce online, il Tribunale di Milano scrive a prefetto e questore
  5. Maurizio Gasparri rilancia la foto di Siher con Hannoun
  6. A Otto e mezzo Nicola Gratteri replica a Italo Bocchino: si giudica sugli atti

Chi è Italo Bocchino, il direttore che ha difeso la premier in tv

Italo Bocchino è il direttore editoriale del Secolo d’Italia, storico quotidiano della destra, ed è stato deputato: a Otto e mezzo ha sostenuto che la politica deve dare voce alla paura dei cittadini davanti al caso Siher.

«I cittadini sono dalla parte della Meloni», ha detto in studio. Ha poi contestato alla gip l’adesione a un appello dei Giuristi per Gaza, come motivo per cui non avrebbe dovuto occuparsi del fascicolo. Gruber gli ha ricordato che lo stesso appello lo aveva firmato anche la pm che aveva chiesto l’arresto. L’argomento quindi prova troppo: se la firma rendesse sospetta la giudice che ha liberato Siher, renderebbe sospetta anche la richiesta di arrestarlo.

Sull’appello per Gaza firmato da gip e pm Gratteri chiede distanza

Nicola Gratteri, pur difendendo la decisione della gip, ha detto in trasmissione che «sarebbe meglio se un magistrato si astenesse dal firmare appelli», perché i giudici non devono solo essere distanti ma anche apparire tali.

Su questo stiamo con Gratteri, fino in fondo. Un magistrato che firma un appello politico regala a chiunque un pretesto per attaccare le sue decisioni, giuste o sbagliate che siano. Spetta al Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici, fissare una regola chiara, uguale per chi accusa e per chi giudica. Ma un’ordinanza si contesta su quello che c’è scritto, non sulle firme di chi l’ha scritta.

La Procura di Milano deve ancora decidere sul ricorso al Riesame

La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, non ha ancora deciso se impugnare davanti al Tribunale del riesame l’ordinanza che ha liberato Siher; intanto le indagini proseguono sul telefono sequestrato e sulla rete di contatti del ricercatore.

Sul fronte degli scontri, dieci giovani maggiorenni sono stati arrestati: sei in carcere, tre ai domiciliari e uno libero con obbligo di firma. Le loro difese hanno già fatto ricorso al Riesame, con udienze fissate nella prima settimana di novembre.

Infografica TuttoNotizie. Caso Siher: i prossimi passaggi in tribunale a Milano. 1. Decisione sul ricorso contro la scarcerazione; 2. Udienze per i dieci giovani arrestati; 3. Analisi del telefono sequestrato a Siher. Fonte: Procura di Milano e Tribunale di Milano, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Procura di Milano e Tribunale di Milano, 2026

È davanti a quei giudici, e con quelle carte, che il caso Siher andrà avanti. La premier ha attaccato una giudice prima di leggerne la decisione, e la difesa andata in onda su La7 ha spostato il discorso dalle prove alle origini di un cittadino italiano. Se la Procura ritiene che la gip abbia sbagliato, la legge le offre il ricorso: la prossima mossa spetta a Viola.

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  • Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026, ore 15:38.

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