Trump scarica la portavoce Katie Zacharia dopo 5 giorni: «Se fossi in lei riconsidererei l’incarico»

Katie Zacharia lascia il ruolo di portavoce della Casa Bianca dopo 5 giorni. Le parole di Trump, il briefing di 14 minuti e il caso del titolo da avvocato.

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Katie Zacharia, portavoce della Casa Bianca dal 12 ottobre, lascia l’incarico dopo 5 giorni. Venerdì 16 ottobre 2026 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando ai giornalisti a Washington prima di partire per un comizio in Georgia, ha detto di averle consigliato di «riconsiderare» il ruolo. Poche ore dopo un funzionario della Casa Bianca ha confermato che Zacharia sta «uscendo» dall’incarico.

La notizia conta perché il portavoce è la persona che ogni giorno risponde alle domande della stampa a nome del governo americano. E conta per chi l’ha scelta. Trump ha nominato Zacharia il 9 ottobre, la sua Casa Bianca il 13 ottobre ha definito «autorevole» il suo primo briefing, e il 16 ottobre lo stesso presidente l’ha congedata in pubblico dando la colpa ai giornalisti. La responsabilità di questa settimana è di chi ha scelto, non di chi è stata scelta. Trump deve spiegare agli americani come ha selezionato la voce ufficiale del suo governo a 18 giorni dal voto di metà mandato.

Cosa ha detto Trump il 16 ottobre

Trump ha parlato con i cronisti sul prato sud della Casa Bianca, prima di salire sull’elicottero presidenziale. Ha sostenuto che Zacharia è stata trattata «molto male» e «molto ingiustamente» dai media, e che le notizie su di lei sono state «così cattive» come non aveva «mai visto». Poi ha raccontato il colloquio avuto con lei la mattina stessa: «Le ho detto: onestamente, se fossi in te, riconsidererei. Forse non fa per lei».

A chi gli chiedeva se volesse tenerla al suo posto, il presidente ha risposto che ne avrebbe parlato con lei al ritorno. Nel pomeriggio un funzionario della Casa Bianca ha confermato a più testate americane che Zacharia è «in transizione fuori» dal ruolo. Due alti funzionari dell’amministrazione hanno descritto l’uscita come una rimozione decisa dal presidente. Trump l’ha presentata come un consiglio, la sua stessa Casa Bianca la descrive come un’uscita già decisa.

Chi è Katie Zacharia e come è arrivata alla Casa Bianca

Zacharia, 41 anni, è una commentatrice conservatrice conosciuta per le sue apparizioni su Fox News e altre reti di destra. Ha studiato alla Pepperdine University, in California, dove si è laureata nel 2007 e ha conseguito il titolo in giurisprudenza nel 2011. Da giugno 2026 lavorava come consulente senior per la comunicazione di Trump Media, la società del presidente che controlla il social Truth Social.

Trump l’ha annunciata come 37esima portavoce della Casa Bianca venerdì 9 ottobre, con un messaggio su Truth Social in cui scriveva che Zacharia «ha il rispetto» dei media e avrebbe lavorato «in modo fantastico» con la stampa e con il popolo americano. Ha preso il posto di Karoline Leavitt, portavoce dal 20 gennaio 2025, che il 12 agosto aveva annunciato l’addio per fine mese per motivi familiari. Il podio era quindi rimasto senza un titolare per circa 6 settimane.

Il primo briefing: 14 minuti e 3 domande

Zacharia ha iniziato a lavorare lunedì 12 ottobre. Il giorno dopo ha tenuto il suo primo e unico briefing nella sala stampa James Brady. È durato meno di 15 minuti, meno di una pausa caffè. Per oltre metà del tempo ha letto un elenco dei risultati dell’amministrazione, poi ha accettato domande da 3 soli giornalisti. Ha detto di voler «amplificare» l’agenda del presidente, come già faceva da commentatrice fuori dal governo.

L’unica notizia uscita da quel briefing è stata la conferma che il presidente ha chiesto le dimissioni di Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia. Per confronto, i briefing dei portavoce americani durano in genere tra i 30 e i 60 minuti e prevedono decine di domande. Lo stesso giorno la Casa Bianca ha pubblicato sul suo sito un comunicato intitolato Katie Zacharia tiene un potente briefing inaugurale, in cui parlava di un debutto «autorevole» con «copertura a tappeto».

Il caso del titolo da avvocato

Nei giorni seguenti il problema si è spostato dal podio al curriculum. In passato Zacharia si era presentata in televisione come avvocato. Nel corso della settimana ha riconosciuto di non aver superato l’esame di abilitazione, il test obbligatorio per esercitare la professione negli Stati Uniti. Avere un titolo in giurisprudenza, come lei ha, non basta: senza l’esame non si è avvocati.

La questione è arrivata anche sulle reti amiche. Giovedì 15 ottobre, in un’intervista su Fox News, il conduttore Sean Hannity le ha chiesto apertamente se fosse adatta al ruolo. Il controllo dei titoli di chi parla a nome di un governo si fa prima della nomina, non dopo. Se la Casa Bianca non ha verificato un dato così semplice, il problema non sono i giornalisti che lo hanno trovato.

Due versioni della stessa Casa Bianca in 3 giorni

La contraddizione è scritta nei documenti. Il 13 ottobre il comunicato ufficiale della Casa Bianca descrive un briefing «autorevole» e una «forte introduzione» al mandato di Zacharia. Il 16 ottobre il presidente dice ai giornalisti che «forse non fa per lei». In mezzo non c’è un nuovo fatto compiuto da Zacharia al podio: non ha più tenuto briefing. Ci sono le domande sulla sua abilitazione e le critiche al debutto.

Trump attribuisce l’uscita alla cattiveria dei media. Ma i media non hanno scelto la portavoce, non hanno scritto il comunicato del 13 ottobre e non hanno deciso il 16 ottobre di congedarla. Dare la colpa a chi fa domande è il modo più comodo per non rispondere alla domanda vera: come è stata selezionata.

I precedenti: 4 portavoce nel primo mandato e il record di Scaramucci

Zacharia diventa la portavoce con il mandato più breve della storia moderna americana. Il paragone che circola a Washington è con Anthony Scaramucci, direttore della comunicazione della Casa Bianca per 11 giorni nel luglio 2017. Zacharia non è arrivata nemmeno a metà di quel periodo.

Il ricambio al podio è una costante delle presidenze Trump. Nel primo mandato si sono alternati 4 portavoce in 4 anni: Sean Spicer, Sarah Huckabee Sanders, Stephanie Grisham e Kayleigh McEnany. Grisham, tra il 2019 e il 2020, non tenne nemmeno un briefing ufficiale. Per confronto, Barack Obama ha avuto 3 portavoce in 8 anni e Joe Biden 2 in 4 anni. Nel secondo mandato Trump ha già consumato 2 portavoce in 21 mesi.

Cosa succede adesso

La vice portavoce in carica è Anna Kelly, che già aveva coperto il periodo di transizione dopo l’uscita di Leavitt. La Casa Bianca non ha ancora annunciato un successore. Le elezioni di metà mandato sono fissate per martedì 3 novembre 2026: gli americani rinnovano tutta la Camera e un terzo del Senato. Trump nelle prossime settimane è impegnato in una serie di comizi che la stessa Zacharia aveva chiamato Midterm Blitz.

Per noi la richiesta è semplice. Trump deve spiegare in conferenza stampa, non con una battuta prima di salire sull’elicottero, perché ha scelto Zacharia e chi ha verificato il suo curriculum. La Casa Bianca deve nominare in fretta un portavoce stabile e garantire briefing regolari da qui al voto. E chi in queste ore se la prende con Zacharia con battute personali sbaglia bersaglio: lei non ha nominato nessuno, è stata nominata.

Una portavoce dura 5 giorni quando a decidere, a elogiare e a congedare è sempre la stessa persona. Quella persona si chiama Donald Trump, e agli americani deve una spiegazione.

Fonti

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Tag:Stati Uniti