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Un ragazzo di 16 anni, residente a Bend, ha ucciso tre bambini di 5, 8 e 11 anni e un insegnante nella Silver Rail Elementary School di Bend, in Oregon. È successo giovedì 15 ottobre 2026, poco prima delle 13 ora locale. Lo ha riferito il capo della polizia di Bend, Mike Krantz. Il sedicenne è stato ucciso da un cittadino armato che lo aveva inseguito dentro la scuola. Due persone sono ferite in modo grave.
La sparatoria nella scuola in Oregon conta per una ragione che va oltre il lutto. Un sedicenne, per la legge federale, non può comprare un fucile da un negoziante autorizzato. In Oregon, dal 2021, chi possiede un’arma deve tenerla chiusa a chiave quando non la usa. Eppure quel ragazzo si è presentato davanti a una scuola elementare con un fucile carico. La nostra posizione è netta: un’arma in mano a un minorenne è sempre una responsabilità di un adulto, e quell’adulto deve rispondere davanti a un giudice. Il coraggio del passante va riconosciuto, ma un Paese non può affidare i suoi bambini alla fortuna di avere un uomo armato nel posto giusto.
Cosa è successo minuto per minuto
La ricostruzione è quella fornita da Mike Krantz nella conferenza stampa della sera. Alle 12.59 la centrale operativa della contea di Deschutes riceve la prima chiamata al 911, il numero di emergenza americano. A chiamare è una persona in auto: dice di essere stata colpita da più spari da un ragazzo con un long gun, cioè un’arma lunga come un fucile. Nel minuto successivo arrivano decine di altre chiamate: il ragazzo è entrato nella scuola e sta sparando.
Secondo la polizia, il sedicenne ha forzato l’ingresso sparando alle porte chiuse. Alle 13.01 la scuola riceve l’ordine di chiudersi dentro, la procedura chiamata lockdown. Alle 13.02 i primi agenti sono sul posto, 3 minuti dopo la prima chiamata. Un agente riferisce subito che il ragazzo è già stato colpito da un cittadino. Gli agenti entrano, confermano che l’aggressore è morto, controllano tutte le aule e prestano i primi soccorsi alle vittime.
La polizia non ha indicato il tipo esatto di arma né quante volte ha sparato. Krantz ha parlato solo di un’arma lunga. Il nome del sedicenne non è stato diffuso. Alle indagini collabora anche l’Fbi, la polizia federale.
Le vittime e i feriti
I tre bambini uccisi avevano 5, 8 e 11 anni. Con loro è morto un insegnante. Un bambino di 7 anni e un secondo insegnante di 54 anni sono ricoverati in condizioni critiche al St. Charles Medical Center di Bend. La polizia non ha reso noti i nomi delle vittime, e noi non li pubblicheremo finché le famiglie non lo vorranno.
Tutti gli alunni e il personale sono stati evacuati con gli autobus del distretto scolastico e portati alla Journey Church, dove i genitori li hanno potuti riabbracciare. Il distretto Bend-La Pine, che serve circa 16.000 studenti in 33 scuole, ha annullato le lezioni e tutte le attività di venerdì 16 ottobre. Un servizio di sostegno psicologico è aperto alla biblioteca centrale di Bend. Il sovrintendente del distretto, Steve Cook, ha parlato di una tragedia impensabile e ha ringraziato insegnanti e personale per quello che hanno fatto durante l’attacco.
Alla conferenza stampa con Krantz c’erano la governatrice dell’Oregon Tina Kotek e la sindaca di Bend Melanie Kebler. Bend è una città di circa 100.000 abitanti, a tre ore e mezza di auto da Portland. Per capirci: ha la popolazione di Monza, in una zona di montagna e foreste.
Il passante armato: cosa sa la polizia
Krantz ha spiegato che un cittadino ha visto il ragazzo entrare nella scuola, lo ha inseguito dentro e lo ha affrontato. La polizia lo chiama community member, cioè un membro della comunità, e non ha diffuso il suo nome. Lo stesso Krantz ha detto di non avere ancora dettagli sull’arma usata dal passante e se avesse un porto d’armi.
Due cose vanno dette in modo chiaro. La prima: quell’uomo ha fermato un aggressore armato prima che la polizia entrasse nell’edificio, e con ogni probabilità ha evitato altre vittime. La seconda: anche negli Stati Uniti chi spara e uccide, pur per difendere altri, viene ascoltato e la sua condotta viene esaminata dagli inquirenti. È la regola in ogni Stato di diritto, e vale anche in Italia. L’articolo 52 del codice penale italiano prevede la legittima difesa anche per proteggere un’altra persona. L’indagine serve a verificarlo, non a punire chi ha fatto la cosa giusta.
Le regole che un sedicenne non poteva rispettare
La legge federale americana vieta ai rivenditori autorizzati di vendere fucili e armi lunghe a chi ha meno di 18 anni. Per le pistole il limite sale a 21 anni. Un sedicenne, quindi, non può entrare in un’armeria e uscire con un fucile.
L’Oregon ha aggiunto una regola in più. La legge SB 554, approvata nel 2021, obbliga chi possiede un’arma a custodirla chiusa a chiave o con un blocco del grilletto quando non la porta con sé. Se un minorenne prende un’arma non custodita e provoca danni, il proprietario ne risponde. Lo Stato ha scritto questa norma proprio per impedire quello che è successo giovedì a Bend.
Qui sta la contraddizione da chiarire. Le regole dicono che un sedicenne non può comprare un fucile e non deve trovarlo aperto in casa. I fatti dicono che un sedicenne ha sparato contro un’auto, contro le porte di una scuola e contro bambini di 5 anni. Tra le regole e i fatti c’è un adulto, e la polizia deve dire chi è.
Da dove arrivano le armi degli attacchi nelle scuole
Il Secret Service, l’agenzia federale che studia gli attacchi nelle scuole americane, ha pubblicato nel 2019 un rapporto su 41 attacchi avvenuti tra il 2008 e il 2017. Nella maggior parte dei casi l’aggressore aveva preso l’arma a casa propria o a casa di un parente. Non l’aveva comprata, non l’aveva rubata a sconosciuti: l’aveva trovata a portata di mano.
Un precedente giudiziario dice cosa può succedere agli adulti responsabili. Nel 2024, in Michigan, James e Jennifer Crumbley sono stati condannati per omicidio colposo. Il figlio di 15 anni aveva ucciso 4 studenti alla Oxford High School nel novembre 2021, con una pistola comprata dal padre pochi giorni prima e lasciata accessibile. Sono stati i primi genitori americani condannati per una strage commessa a scuola da un figlio. Quella sentenza ha fissato un principio: chi lascia un’arma a un minore risponde delle sue conseguenze.
I numeri: armi e morti di bambini negli Stati Uniti e in Italia
Dal 2020 le armi da fuoco sono la prima causa di morte per bambini e ragazzi negli Stati Uniti, davanti agli incidenti stradali. Lo ha mostrato un’analisi dei dati dei Cdc, i Centri per il controllo delle malattie, pubblicata sul New England Journal of Medicine nel 2022.
Il motivo è semplice: le armi in circolazione. Lo Small Arms Survey, il centro studi di Ginevra che conta le armi nel mondo, nel 2018 ha stimato circa 120 armi ogni 100 abitanti negli Stati Uniti. In Italia la stima è di circa 14 ogni 100 abitanti. Vuol dire che in America ci sono più armi che persone, e in Italia una ogni 7 persone circa.
Questo dato risponde anche a chi collega la strage di Bend all’immigrazione. Non c’è alcun collegamento: l’aggressore era un ragazzo di 16 anni di Bend, e la polizia non ha indicato alcun legame con l’immigrazione. Allo stesso modo, non c’entra il presidente in carica: le sparatorie nelle scuole americane si ripetono da decenni con presidenti di entrambi i partiti. Quello che separa l’Italia dall’America sono le leggi sulle armi e il numero di armi in circolazione.
Cosa succede adesso e cosa chiediamo
Le prossime tappe sono tre. La polizia di Bend e l’Fbi devono stabilire da dove veniva l’arma e come il ragazzo l’ha ottenuta. Il procuratore della contea di Deschutes dovrà decidere se ci sono adulti da incriminare. Gli inquirenti dovranno anche chiudere l’esame sulla condotta del passante.
La nostra richiesta è precisa. La polizia di Bend renda pubblico al più presto chi era il proprietario del fucile. Se apparteneva a un adulto e non era custodito come impone la legge dell’Oregon, il procuratore della contea di Deschutes deve incriminare quella persona, come è avvenuto in Michigan. Il sedicenne è morto e non sarà processato. Chi gli ha lasciato un’arma a portata di mano è vivo, e deve rispondere.
Il passante ha fatto la sua parte in 3 minuti. Ora tocca alla legge, e non ha scuse per fare meno.
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