Trump, l’arco di Washington fermato dalla giudice Chutkan: il governo invoca una legge del 1925

Quattordici giorni di stop e una legge del 1986 da rispettare: perché la giudice ha fermato l'arco di Trump a Washington e cosa succede ora.

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L’arco di trionfo che Donald Trump vuole a Washington, l’Independence Arch alto 76 metri, per ora resta sulla carta. Nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre 2026 la giudice federale Tanya Chutkan ha vietato per 14 giorni qualsiasi lavoro a Memorial Circle. L’ordine è arrivato meno di due ore dopo il via libera definitivo della National Capital Planning Commission, l’ente federale che pianifica la capitale.

Lo stop è arrivato quasi in contemporanea con l’approvazione. La commissione, presieduta da Mark Paoletta e composta in maggioranza da membri nominati dal presidente, ha approvato i piani finali con 8 voti contro 4 verso le 22.30 di giovedì, dopo quasi nove ore di interventi del pubblico. I quattro no sono arrivati dai commissari non scelti da Trump. L’amministrazione voleva aprire il cantiere subito. Non ha fatto in tempo.

La giudice Chutkan ha vietato scavi, demolizioni e chiusure di strade per 14 giorni

L’ordine della giudice Tanya Chutkan, del tribunale federale del Distretto di Columbia, vieta per 14 giorni scavi, demolizioni, movimenti di terra, allacci e chiusure di strade a Memorial Circle: qualsiasi attività legata alla costruzione dell’arco. Il governo deve avvisare entro 24 ore imprese, subappaltatori e dipendenti.

Nelle 33 pagine della decisione, la giudice nominata da Barack Obama scrive che l’arco «sembra violare» la legge federale sui monumenti della capitale e che «il Congresso non ha approvato alcuna legge che autorizzi la costruzione dell’arco». Aggiunge che il Distretto di Columbia e la Virginia hanno con ogni probabilità titolo per fare causa, per i «danni economici tangibili» che il cantiere provocherebbe al traffico. La velocità ha una spiegazione: lunedì 2 novembre Chutkan aveva imposto al governo di avvisarla entro un’ora da qualsiasi approvazione.

Chi festeggia la fine del progetto corre troppo. Si tratta di un ordine restrittivo temporaneo, cioè una pausa che dà al tribunale il tempo di decidere sul merito. Il giudizio provvisorio della giudice è però netto: chi chiede il blocco ha buone probabilità di vincere.

L’arco di 76 metri sorgerebbe tra il Lincoln Memorial e il cimitero di Arlington

Il progetto prevede un arco di 250 piedi, circa 76 metri, nella rotatoria di Memorial Circle, all’estremità dell’Arlington Memorial Bridge, il ponte che collega il Lincoln Memorial al Cimitero nazionale di Arlington. È più del doppio dei 30 metri del Lincoln Memorial: un palazzo di venticinque piani piantato sull’asse più simbolico della capitale.

Sopra l’arco sono previste tre statue dorate e una fiamma perenne, all’interno una terrazza panoramica. L’amministrazione stima fra 2.000 e 22.400 visitatori al giorno e tre anni di lavori, e Trump ha detto di volerlo finito prima di lasciare la Casa Bianca, fra due anni. Il segretario all’Interno Doug Burgum ha firmato giovedì la sua decisione sostenendo che l’arco non si vedrà dalla Tomba del Milite Ignoto. La settimana prima il segretario alla Guerra Pete Hegseth lo aveva definito una struttura a «doppio uso», monumento e opera militare. Durante l’udienza, però, la commissione ha riferito che i documenti esaminati non contengono alcun piano per questa funzione di sicurezza nazionale.

Infografica TuttoNotizie. Arco di Trump a Washington: l'altezza a confronto. Arco di Trump (progetto 2026): 76 metri; Colonne approvate nel 1925, mai costruite: 51 metri; Lincoln Memorial: 30 metri. Fonte: Amministrazione Trump, ricorsi dei veterani, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Amministrazione Trump, ricorsi dei veterani, 2026

La legge del 1986 vuole un voto del Congresso per ogni nuovo monumento nella capitale

Il Commemorative Works Act del 1986, la legge federale sui monumenti di Washington, stabilisce che le opere commemorative sui terreni federali della capitale possono nascere «solo se specificamente autorizzate per legge». Non basta un ministro, non basta una commissione: serve un voto del Congresso.

Il rapporto del Congressional Research Service sui monumenti autorizzati, il servizio studi del Parlamento americano, mostra quanto la regola sia rigida: chi riceve il via libera ha sette anni per completare l’opera, poi l’autorizzazione decade. Perfino il memoriale della guerra del Golfo, il National Desert Storm Memorial, ha avuto bisogno di una legge e poi di una proroga formale del Dipartimento dell’Interno, fino al 31 marzo 2027. Se la regola vale per un memoriale ai soldati, vale anche per l’arco di un presidente.

La Casa Bianca si appoggia a due colonne approvate nel 1925 e mai costruite

L’amministrazione Trump sostiene che l’autorizzazione esiste già e risale al 1925, quando il Congresso approvò per Memorial Circle due colonne alte 166 piedi, circa 51 metri, che non furono mai costruite. Durante l’udienza il presidente della commissione Paoletta ha detto al deputato democratico Jared Huffman che era «in errore» su quella legge. Il Dipartimento di Giustizia ha liquidato come «affannose» le richieste di blocco e ha invocato la decisione della Corte Suprema sulla sala da ballo della Casa Bianca.

Due colonne mai costruite, autorizzate un secolo fa, non sono un arco di 76 metri con statue dorate e terrazza panoramica. Su questa differenza la giudice, per ora, ha dato ragione a chi legge la legge per quello che dice. L’amministrazione che celebra i 250 anni del Paese ha scelto di aggirare il Parlamento di quel Paese.

Un monumento alla nazione non si costruisce aggirando le sue leggi.

Per questo la battaglia è arrivata in tribunale da più strade. A febbraio 2026 tre veterani del Vietnam e uno storico dell’architettura, assistiti dall’associazione Public Citizen, hanno fatto causa. L’8 ottobre si è mossa la Contea di Arlington, il cui presidente Matt de Ferranti ha detto che la sua comunità è quella che «ha più da perdere». Il 31 ottobre il Distretto di Columbia e la Virginia hanno presentato un ricorso comune: per il procuratore generale di Washington, Brian Schwalb, la costruzione è «palesemente illegale».

La storia fin qui

Arco di Trump a Washington: dal progetto allo stop del tribunale

  1. La National Capital Planning Commission approva sito e piani preliminari dell'arco di Trump
  2. La Contea di Arlington fa causa per fermare il cantiere a Memorial Circle
  3. Il Distretto di Columbia e la Virginia presentano un ricorso comune contro l'arco
  4. La giudice Tanya Chutkan impone al governo di avvisarla entro un'ora da ogni approvazione
  5. I democratici conquistano Camera e Senato alle elezioni di medio termine
  6. La commissione approva l'arco 8 a 4, poi la giudice Chutkan blocca i lavori per 14 giorni

Dopo le midterm il Congresso che decide sull’arco passa ai democratici

Trump ha perso le elezioni di medio termine del 3 novembre 2026, e per l’arco le conseguenze sono dirette: i democratici hanno conquistato Camera e Senato, e il nuovo Congresso è proprio l’organo a cui la legge affida il sì o il no ai monumenti della capitale. Dopo la vittoria dei democratici alle midterm, che il presidente ha accettato prima di pubblicare il cappellino «Veto», un voto favorevole appare molto più lontano.

Robert Weissman, copresidente di Public Citizen, sostiene che il Congresso non debba nemmeno intervenire per fermare l’arco, perché non lo ha mai approvato. Huffman, il democratico più alto in grado della commissione Risorse naturali della Camera, durante l’udienza ha detto che l’arco «disonorerebbe l’America, i nostri ideali e le nostre leggi». Non è il primo freno messo da un tribunale in questi giorni: prima del voto due giudici federali avevano già bloccato due ordini di Trump sulle elezioni.

Il presidente aveva un’altra strada, ed era scritta nella legge: chiedere un voto al Congresso. Ha scelto invece di puntare al cantiere entro poche ore dal via libera, mentre una giudice stava ancora decidendo. Le istituzioni americane, stavolta, hanno funzionato come devono.

Fra 14 giorni il tribunale decide se il blocco diventa più lungo

Il divieto di lavori scade intorno al 20 novembre 2026: entro quella data la giudice Chutkan, che ha riunito la causa dei veterani e quella di Distretto e Virginia, valuterà se trasformare la pausa in un blocco valido fino alla sentenza. Il governo può impugnare la decisione davanti alla Corte d’appello federale di Washington.

Infografica TuttoNotizie. Arco di Trump: cosa succede dopo lo stop della giudice Chutkan. 1. Imprese avvisate dello stop; 2. Scade il divieto di lavori di 14 giorni; 3. Decisione su un blocco fino alla sentenza; 4. Si insedia il nuovo Congresso a guida democratica. Fonte: Tribunale federale del Distretto di Columbia, Congresso Usa, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Tribunale federale del Distretto di Columbia, Congresso Usa, 2026

Il nuovo Congresso si insedierà il 3 gennaio 2027. Fino ad allora a Memorial Circle restano l’erba della rotatoria e la vista libera tra il Lincoln Memorial e Arlington, quella che, ricordano i veterani nel loro ricorso, fu disegnata come simbolo dell’unità ritrovata dopo la guerra civile.

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  • Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2026, ore 09:08.

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