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Sabato 17 ottobre 2026 a Saint-Etienne, nel centro della Francia, un manifestante di 17 anni ha perso una mano per una granata lanciata dalle forze dell’ordine. È accaduto durante la giornata nazionale di protesta contro il carovita. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha contato 550mila persone in piazza e circa 400 fermi in tutto il Paese.
La notizia conta perché mette insieme due fatti che non si possono confondere. Da una parte chi ha sfondato la porta del municipio di Marsiglia e saccheggiato negozi: deve rispondere davanti a un giudice. Dall’altra uno Stato che, per gestire una piazza, usa ordigni capaci di staccare una mano a un ragazzo minorenne. La nostra posizione è netta: la calma che il presidente Emmanuel Macron chiede ai cittadini deve darla per primo lo Stato, togliendo dalle strade le granate esplosive. La Francia lo ha già fatto due volte, nel 2014 e nel 2020. La mano persa a Saint-Etienne dimostra che il lavoro non è finito.
Cosa è successo a Saint-Etienne
Il ferimento è avvenuto nel pomeriggio davanti a un centro commerciale. Per circa un’ora un gruppo di manifestanti ha fronteggiato le forze dell’ordine: lacrimogeni da una parte, mortaretti e fuochi d’artificio dall’altra. A un certo punto una granata è esplosa vicino al ragazzo, che è stato portato all’ospedale universitario di Saint-Etienne con la mano maciullata.
La prefettura della Loira ha prima parlato di un «giovane maggiorenne» e poi ha corretto: si tratta di un minore di 17 anni «gravemente ferito alla mano». La stessa prefettura ha annunciato che «ci sarà un’inchiesta per conoscere le cause esatte». Una fonte vicina al caso ha riferito all’agenzia France Presse che il ragazzo avrebbe raccolto la granata con la mano prima che scoppiasse. La prefettura non conferma questa versione e dice di non avere elementi per chiarire la dinamica. Il modello della granata non è stato comunicato. Trattandosi di un minore, il nome del ferito non va diffuso e noi non lo diffondiamo.
Un punto va detto subito. Anche se la versione della granata raccolta da terra fosse confermata, non cambierebbe il problema. Un ordigno che stacca la mano a chi lo tocca è un ordigno che non dovrebbe trovarsi in mezzo a una folla con dentro dei diciassettenni.
I numeri della giornata: manifestanti, fermi, feriti
La mobilitazione del 17 ottobre era stata annunciata da settimane sotto lo slogan della lotta alla «vita cara». Sul sito dedicato erano registrate circa 1.500 iniziative tra cortei, presidi e blocchi. In piazza c’erano ex gilet gialli, studenti delle superiori e delle università, lavoratori, agricoltori e attivisti per il clima. Cittadini francesi, non un’invasione dall’esterno come qualcuno racconta.
I conteggi divergono come sempre. Il ministro dell’Interno Nuñez, sabato sera, ha parlato di 550mila manifestanti in Francia, di cui 110mila a Parigi. La Cgt e le organizzazioni giovanili ne rivendicano circa 800mila. Per capirci: anche il numero più basso vale una città grande come Lione. Alle 15 il ministero contava 272 fermi a livello nazionale, saliti a circa 400 in serata. Nella sola Parigi la prefettura di polizia ha registrato 191 fermi alle 18, nove su dieci maggiorenni. A Marsiglia il prefetto delle Bocche del Rodano ha contato almeno 29 feriti tra le forze dell’ordine.
Marsiglia: la porta del municipio sfondata e il commissariato attaccato
Il fatto più grave sul fronte delle violenze è avvenuto a Marsiglia. Alcune decine di persone incappucciate hanno sfondato la porta del municipio sul Vieux-Port al grido di «è la Rivoluzione, prendiamo la Bastiglia». Dentro hanno imbrattato i muri, danneggiato scrivania, schermo e sedie e gettato a terra un busto di Marianna, il simbolo della Repubblica. Le forze dell’ordine li hanno dispersi dopo pochi minuti e hanno bloccato l’ingresso.
Poco prima il posto della polizia municipale sulla Canebière era stato preso a sassate: vetri rotti, fumogeni lanciati all’interno, un tentativo di incendio sventato. Diversi negozi del centro sono stati saccheggiati. Il sindaco socialista Benoît Payan ha definito la situazione «fuori controllo» e ha chiesto rinforzi direttamente al primo ministro e al ministro dell’Interno: tre compagnie di Crs e due blindati Centaure. Payan ha detto una cosa che condividiamo parola per parola: «I manifestanti non sono vandali. I vandali, invece, voglio che siano in prigione». E ha aggiunto: «Chiedo conto, perché non lascerò le cose così».
Episodi simili sono stati segnalati a Lilla, dove gruppi di manifestanti hanno forzato più ingressi del municipio, e disordini a Rennes, Tolosa, Montpellier e Grenoble.
Macron chiede calma, Lecornu accusa l’ultrasinistra
Venerdì 16 ottobre, da Bruxelles, il presidente Macron aveva lanciato un appello «alla calma e al rispetto». Il diritto di manifestare, ha detto, «è pienamente rispettato», ma va insieme al rispetto delle persone e dei beni: «non insultare e non spaccare».
Sabato mattina il primo ministro Sébastien Lecornu ha attivato una cellula di crisi interministeriale. In serata ha denunciato violenze «di estrema intensità» e ha sostenuto che «gruppi di ultrasinistra hanno organizzato la violenza in diverse città di Francia». Agli organizzatori ha chiesto di «designare chiaramente i responsabili, cioè coloro che saccheggiano». E ha concluso: «Non ci lasceremo intimidire». Quella sull’organizzazione da parte dell’ultrasinistra è, per ora, una valutazione politica del governo: le inchieste diranno chi ha fatto cosa.
Qui sta la contraddizione che ci interessa. Il presidente parla di rispetto delle persone il venerdì. Il sabato un ragazzo di 17 anni perde una mano per un ordigno dello Stato. Nessun membro del governo, a sera, aveva ancora detto una parola su quel ferito.
Le granate esplosive: il ritiro del 2020 e l’allarme del Senato
La Francia è l’unico grande Paese europeo che usa granate con carica esplosiva nell’ordine pubblico. Il tema è noto da anni. Nel 2019 il deputato Bastien Lachaud chiese al ministro dell’Interno di vietare la granata GLI-F4, con un’interrogazione scritta all’Assemblea nazionale. Nel testo elencava un centinaio di feriti gravi durante le proteste dei gilet gialli: persone colpite da schegge, ustionate, con danni all’udito, «mani strappate» e «occhi persi».
Il 26 gennaio 2020 l’allora ministro dell’Interno Christophe Castaner annunciò lo stop immediato alla GLI-F4. L’associazione Acat, che si occupa di tortura e trattamenti disumani, giudicò subito quell’annuncio insufficiente. Al posto della GLI-F4 arrivò infatti la GM2L, una granata «assordante e lacrimogena» che contiene comunque una carica esplosiva. Il 27 febbraio 2020 la senatrice Laurence Cohen presentò un’interrogazione al Senato proprio sulla «pericolosità delle granate GM2L». Il ministero rispose che il loro uso è riservato ad agenti con un’abilitazione individuale, cioè con una formazione specifica.
Il precedente più lontano riguarda un morto. Nell’ottobre 2014 Rémi Fraisse, 21 anni, fu ucciso da una granata offensiva durante la protesta contro la diga di Sivens. Il governo di allora sospese quell’arma e poi la vietò. Servì un morto per cambiare una regola. Oggi, sei anni dopo il ritiro della GLI-F4, una mano persa a Saint-Etienne dice che la regola successiva non basta. Non sappiamo ancora quale modello abbia colpito il ragazzo: è la prima cosa che il ministero deve dire.
Cosa chiediamo
- Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez comunichi entro pochi giorni il modello della granata esplosa a Saint-Etienne e chi l’ha lanciata, con quale ordine.
- L’Igpn, l’ispettorato interno della polizia francese, apra un’inchiesta e ne pubblichi gli esiti. L’inchiesta annunciata dalla prefettura della Loira non basta se resta nelle mani della stessa amministrazione.
- Il governo sospenda l’uso delle granate con carica esplosiva nelle manifestazioni fino alla fine dell’inchiesta, come fece nel 2014 e nel 2020.
- Chi ha sfondato la porta del municipio di Marsiglia, attaccato il commissariato e saccheggiato i negozi sia identificato, processato e, se condannato, paghi. Il sindaco Payan ha ragione a chiedere conto.
Uno Stato forte è quello che ferma i violenti e li porta in tribunale. Uno Stato che mutila un diciassettenne non mostra forza: mostra di non aver imparato dai propri morti e dai propri feriti.
Fonti
- Sénat (2020). Question écrite n° 14458 de Laurence Cohen: Dangerosité des grenades GM2L.
- Assemblée nationale (2019). Question écrite n° 16653 de Bastien Lachaud: Interdiction des grenades GLI-F4.
- Assemblée nationale (2020). Question écrite n° 26327 et réponse du ministère de l’Intérieur sur la grenade GM2L.
- ACAT France (2020). Retrait de la grenade GLI F4: une annonce insuffisante.
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