Cosa succede in California: Newsom commuta 548 condanne a morte, 382 casi passano alla Corte suprema

Per 382 condannati decide la Corte suprema: cosa succede in California dopo lo stop di Newsom alle 548 condanne a morte, tra costi, errori e ricorsi.

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Ecco cosa succede in California: il 5 novembre 2026 il governatore democratico Gavin Newsom ha annunciato, con una lettera aperta da Sacramento, che commuterà tutte le 548 condanne a morte dello Stato in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Per 382 di questi casi serve il via libera della Corte suprema statale. In California le esecuzioni erano già ferme dal 2006.

«Credo fermamente che l’uccisione di persone ad opera dello Stato sia incompatibile con i valori della California, metta in gioco le fondamenta del nostro sistema legale e sminuisca ciascuno di noi», ha scritto Newsom nella lettera indirizzata «a tutti i californiani». Il Death Penalty Information Center, il centro studi americano che censisce le condanne capitali, la definisce la più grande clemenza di massa della storia degli Stati Uniti. Il braccio della morte nazionale si riduce di quasi un terzo in un giorno.

Uno Stato che può sbagliare non deve uccidere.

Su questo Newsom ha ragione, e lo diciamo senza giri di parole. Ma la decisione arriva a due mesi dalla fine del suo mandato, con un atto del governatore e non con un voto dei cittadini, e lascia intatta la legge che ha riempito quel braccio della morte. Lì sta il nodo della vicenda.

Newsom trasforma 548 condanne a morte in ergastolo senza condizionale

Il governatore Gavin Newsom ha deciso di convertire in carcere a vita senza libertà condizionale tutte le 548 condanne a morte in vigore in California: secondo i numeri forniti dal suo ufficio, riguardano 529 uomini e 19 donne. Nessuno di loro uscirà di prigione.

Newsom lo ha scritto in modo esplicito: i condannati commutati non potranno chiedere un nuovo ricalcolo della pena davanti alla commissione per la libertà vigilata. «Questi condannati moriranno in carcere, ma non per mano nostra», si legge nella lettera. Il governatore racconta di aver pensato a una clemenza solo per una parte dei detenuti, e di aver rinunciato perché avrebbe creato, parole sue, «due classi di vittime di omicidio»: quelle i cui assassini meritano la morte e tutte le altre.

La Corte suprema della California deve approvare 382 commutazioni

La Corte suprema della California deve dare il suo parere favorevole su 382 commutazioni, circa il 70 per cento del totale, perché la Costituzione dello Stato lo impone per chi ha più di una condanna per reati gravi. Servono i voti di quattro giudici su sette.

Newsom ha scritto direttamente alla Corte chiedendo una raccomandazione entro la fine dell’anno, per poter firmare prima di lasciare l’incarico. Il calendario è stretto, e ogni settimana di ritardo pesa: dopo gennaio la penna passa al suo successore.

Chi è Gavin Newsom, il governatore che lascia l’incarico a gennaio

Gavin Newsom, 59 anni, democratico, già sindaco di San Francisco e vicegovernatore, guida la California dal gennaio 2019 e non può ricandidarsi per un terzo mandato. Non esclude una corsa alla Casa Bianca nel 2028. Il suo primo atto sulla pena capitale risale a sette anni fa.

Con l’ordine esecutivo del 13 marzo 2019 Newsom sospese le esecuzioni, ritirò i protocolli per l’iniezione letale e chiuse la camera della morte del carcere di San Quentin. Quell’ordine, precisava il suo ufficio, non liberava nessuno e non cambiava nessuna sentenza. Allora i condannati a morte erano 737, uno su quattro di tutti gli Stati Uniti. Oggi sono 548, e il calo è arrivato soprattutto per morti in carcere e sentenze riviste, non per esecuzioni. La lettera arriva pochi giorni dopo un voto di metà mandato in cui, in California, la tassa sui miliardari era indietro nello spoglio: lo Stato più progressista d’America non vota sempre come i suoi governanti.

La storia fin qui

Pena di morte in California, dall'ultima esecuzione allo stop di Newsom

  1. La California esegue a San Quentin l'ultima condanna a morte
  2. Il governatore Gavin Newsom firma la moratoria e chiude la camera della morte di San Quentin
  3. Newsom annuncia la commutazione di tutte le 548 condanne a morte in ergastolo
Infografica TuttoNotizie. Pena di morte in California: i condannati nel 2019 e oggi. Marzo 2019: 737 persone; Novembre 2026: 548 persone. Fonte: Ufficio del governatore della California, 2019 e 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ufficio del governatore della California, 2019 e 2026

Dal 2006 nessuna esecuzione, ma il braccio della morte è costato 5 miliardi

Dal 1978 la California ha speso 5 miliardi di dollari per un sistema della pena capitale che ha eseguito 13 condanne, secondo i dati diffusi dall’ufficio del governatore nel 2019. Fanno circa 385 milioni di dollari per ogni esecuzione: il prezzo di un ospedale, per ogni uomo messo a morte.

Chi pensa che un condannato all’ergastolo costi più di un condannato a morte ha i conti al contrario. Ricorsi obbligatori, avvocati specializzati, sezioni di massima sicurezza e decenni di processi rendono la pena capitale la soluzione più cara che esista. Lo riconosce anche una parte dei pubblici ministeri: la procuratrice distrettuale della contea di Contra Costa, Diana Becton, ha detto che le commutazioni faranno risparmiare ai contribuenti «centinaia di milioni di dollari».

Poi c’è l’errore, che nessun risparmio compensa. Dal 1973 almeno 166 condannati a morte negli Stati Uniti, cinque dei quali in California, sono stati liberati dopo che è stata riconosciuta la loro innocenza, come ricordava il governatore in una dichiarazione del 25 luglio 2019. Un ergastolo sbagliato si può correggere, un’esecuzione no. Cesare Beccaria lo scriveva già nel 1764, in Dei delitti e delle pene: a fermare il crimine è la certezza della pena, non la sua ferocia.

Infografica TuttoNotizie. Pena di morte in California: i numeri della commutazione di Newsom. Condanne a morte da commutare: 548; Casi che deve approvare la Corte suprema: 382; Esecuzioni dal 1978: 13; Miliardi di dollari spesi dal 1978: 5. Fonte: Ufficio del governatore della California, 2019 e 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ufficio del governatore della California, 2019 e 2026

Procuratori e familiari delle vittime annunciano battaglia

L’associazione dei procuratori distrettuali della California ha condannato la scelta di Newsom, accusandolo di aver sostituito sentenze decise caso per caso, dopo lunghi processi, con un’unica decisione dell’esecutivo che non distingue tra i crimini, i condannati e le vittime. Anne Marie Schubert, ex procuratrice e oggi alla guida della Criminal Justice Legal Foundation, ha annunciato un ricorso davanti alla Corte suprema statale.

Il procuratore distrettuale di Los Angeles, Nathan Hochman, ha riconosciuto che commutare le pene rientra nei poteri del governatore, ma ha ricordato che cancellare la pena di morte spetta agli elettori. L’American Civil Liberties Union, la principale associazione americana per i diritti civili, ha invece parlato di un passo storico. Il dolore delle famiglie delle vittime è reale e merita rispetto: Newsom stesso scrive che l’annuncio può riaprire ricordi strazianti.

Gli elettori californiani hanno votato due volte per tenere la pena capitale

Gli elettori della California hanno respinto l’abolizione della pena di morte nei referendum del 2012 e del 2016, e lo stesso Newsom lo ammette nella lettera: «Gli elettori della California hanno votato per mantenere la pena di morte, e io lo rispetto». La sua clemenza, aggiunge, non abroga nulla.

Il limite della scelta di Newsom sta proprio qui. Svuota il braccio della morte, ma lascia in vigore la norma che lo ha riempito: da domani i pubblici ministeri potranno chiedere, e le giurie emettere, nuove condanne capitali. Una decisione giusta, presa da solo e a fine mandato, regge sulla firma di un uomo. Una legge abolita dagli elettori reggerebbe su un Paese intero. Sette anni di moratoria non sono serviti a costruire quella maggioranza, ed è questo il conto che il governatore lascia aperto.

Ora i tempi li dettano i giudici. La Corte suprema della California deve esprimersi sulle 382 commutazioni, e Newsom ha chiesto una risposta entro il 31 dicembre 2026. Nelle stesse settimane arriverà il ricorso della Criminal Justice Legal Foundation. A gennaio 2027 Newsom lascerà Sacramento, e quello che non avrà firmato passerà sul tavolo di chi verrà dopo di lui.

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  • Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2026, ore 16:35.

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