Ultras del Ferencváros in piazza Duomo con Mussolini sulle magliette: la legge consente il Daspo ai denunciati

Striscione «We have to defend Europe» e braccia tese: cosa rischiano in Italia gli ultras con Mussolini in piazza Duomo, dalla legge Mancino al Daspo

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Alcune centinaia di ultras del Ferencváros, la squadra di Budapest che stasera, giovedì 5 novembre 2026, sfida il Milan in Europa League, si sono radunati in piazza Duomo a Milano nelle ore prima della partita. Diversi indossavano magliette con il volto di Benito Mussolini. Davanti al sagrato della cattedrale hanno srotolato un lungo striscione in inglese: «We have to defend Europe», dobbiamo difendere l’Europa.

Non è finita lì. Nel video girato in piazza e pubblicato dall’Espresso si vedono braccia tese e si sentono cori in italiano per il Duce. Intanto le autorità di pubblica sicurezza hanno fatto chiudere la fermata Duomo della linea rossa della metropolitana, per gestire il flusso dei tifosi diretti allo stadio. Il centro di Milano, per qualche ora, è diventato il ritrovo di una curva straniera con il fascismo stampato addosso.

Chi sono i Green Monsters, il gruppo ultras di estrema destra del Ferencváros

I Green Monsters sono il gruppo organizzato più noto della tifoseria del Ferencváros, il club più titolato d’Ungheria, e si collocano nell’area dell’estrema destra. Sono loro ad aver portato in piazza gli striscioni.

Il gruppo non è arrivato a Milano con un messaggio da stadio. Ha scelto il luogo più simbolico della città, la facciata del Duomo, e uno slogan politico preciso. «Defend Europe» è la stessa formula della campagna con cui nel 2017 il movimento identitario francese Génération Identitaire noleggiò una nave nel Mediterraneo per ostacolare le ong che soccorrevano i migranti. Il governo francese ha sciolto quel movimento nel 2021.

Lo striscione con il parroco di Sant’Alessandro e il gesto contro i disordini di ottobre

Il secondo striscione dei Green Monsters diceva «Rispetto, padre» e mostrava il volto di padre Giannicola Maria Simone, parroco della chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia, nel centro di Milano. Il 17 ottobre il sacerdote aveva mostrato il dito medio ai manifestanti incappucciati che stavano provocando tafferugli e devastazioni in città.

Quelle giornate i milanesi le ricordano bene. Il giorno dopo un gruppo di giovani ha saccheggiato il Carrefour di via Torino, e in questura sono finiti 271 fermati, 220 dei quali minorenni. La Procura ha chiesto il carcere per gli undici maggiorenni, e i danni sono stati stimati in circa 1 milione di euro. Gli ultras ungheresi hanno preso il gesto di un prete milanese contro quella violenza e ne hanno fatto una bandiera propria.

La storia fin qui

Milano, dai disordini di ottobre agli ultras in piazza Duomo

  1. Disordini a Milano: il parroco di Sant'Alessandro mostra il dito medio ai manifestanti incappucciati
  2. Un gruppo di giovani saccheggia il Carrefour di via Torino a Milano
  3. La Procura di Milano chiede il carcere per 11 maggiorenni tra i 271 fermati
  4. Centinaia di ultras del Ferencváros in piazza Duomo con magliette di Mussolini

La contraddizione sta tutta sulle magliette.

L’uomo stampato su quei petti l’Europa non l’ha difesa: l’ha attaccata. Il 10 giugno 1940, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini annunciò la guerra a Francia e Regno Unito. Il 28 ottobre dello stesso anno ordinò l’invasione della Grecia. Due anni prima il suo governo aveva varato le leggi razziali, che cacciarono gli ebrei italiani da scuole, università e uffici pubblici.

L’Europa non si difende con il volto di chi l’ha invasa.

Le magliette con Mussolini in piazza possono essere reato in Italia

In Italia mostrare in pubblico simboli fascisti può essere reato secondo la legge Scelba del 20 giugno 1952 e la legge Mancino del 1993, e la Costituzione vieta di ricostituire il partito fascista. Vale per chiunque si trovi sul territorio italiano, tifosi stranieri compresi.

La XII disposizione transitoria e finale della Costituzione vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista sotto qualsiasi forma. La legge Scelba punisce l’apologia e le manifestazioni fasciste. Il decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, la cosiddetta legge Mancino, punisce chi in pubbliche riunioni ostenta emblemi o simboli di gruppi che incitano alla discriminazione o alla violenza razziale.

I giudici hanno già fissato il confine. Con la sentenza n. 16153 del 18 gennaio 2024, le Sezioni unite penali della Corte di cassazione hanno stabilito che il saluto romano è reato per la legge Scelba quando, viste tutte le circostanze, crea un pericolo concreto di riorganizzazione del partito fascista, e che può ricadere anche nella legge Mancino quando ne ricorrono i presupposti. Centinaia di persone organizzate, uno slogan politico, braccia tese e il volto del Duce davanti al Duomo: se queste circostanze superino la soglia lo stabiliscono la Digos e la Procura di Milano. Ma devono stabilirlo, con atti e nomi, non lasciarlo cadere a partita finita.

La legge 401 del 1989 consente al questore di vietare gli stadi ai denunciati

La legge 13 dicembre 1989, n. 401 permette al questore di vietare l’accesso agli stadi a chi è stato denunciato o condannato, anche con sentenza non definitiva, negli ultimi cinque anni per alcuni reati, tra cui quelli dell’articolo 2 della legge Mancino sui simboli discriminatori.

Lo strumento è il Daspo, il divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Funziona da decenni contro gli ultras italiani. Non c’è nessuna ragione per cui una curva in trasferta debba godere di uno sconto che a quelle di casa non si fa.

Infografica TuttoNotizie. Milano, dai disordini di ottobre agli ultras del Ferencváros in piazza Duomo. Fermati dopo i disordini di ottobre: 271; Minorenni tra i fermati: 220; Anni di denunce valutabili per il Daspo: 5. Fonte: Procura di Milano 2026; legge 13 dicembre 1989, n. 401.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Procura di Milano 2026; legge 13 dicembre 1989, n. 401

Il confronto con ottobre, a Milano, viene da sé. A ottobre lo Stato ha mostrato i muscoli: centinaia di ragazzi portati in questura, richieste di carcere, un vertice convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quella fermezza era giusta. Ma non spaccare vetrine non rende lecito sfilare con il Duce sul petto: la legge non distingue tra violenza contro le cose e apologia, le punisce entrambe.

Chi in queste ore rende onore ai «camerati» ungheresi dimentica un fatto semplice. Le leggi razziali del 1938 le firmò il governo di Mussolini, e colpirono cittadini italiani. Non c’è niente di patriottico nel celebrare chi ha portato il Paese alla guerra e alla sconfitta.

Stasera la partita di Europa League tra Milan e Ferencváros

Milan e Ferencváros si affrontano stasera, giovedì 5 novembre 2026, a Milano, in una partita della fase campionato di Europa League.

Al momento in cui scriviamo la Questura di Milano non ha comunicato se qualcuno dei tifosi in piazza sia stato identificato o denunciato. Le immagini esistono, i volti si vedono, il luogo è il più sorvegliato della città. Il passo successivo spetta agli uffici del questore e alla Procura: identificare chi ha esibito simboli fascisti e teso il braccio, valutare le denunce e, per chi viene denunciato, disporre il Daspo per le partite indicate nel provvedimento. È la stessa misura che si applica ogni domenica alle curve di casa.

Le regole valgono per tutti, o non sono regole. Il sagrato del Duomo non è una curva, e il volto di Mussolini non è folclore.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026, ore 16:42.

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Tag:Milano