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Sono sempre di più i giovani italiani che scelgono di costruirsi un futuro all’estero e raccontano la loro esperienza sui social. Tra questi c’è Giulia, ragazza originaria della Brianza che si è trasferita a Rotterdam, nei Paesi Bassi, e che su TikTok condivide la sua nuova vita olandese. Uno dei temi che più colpisce chi la segue è il confronto con l’Italia sul fronte del lavoro.
Un altro modo di lavorare
Nei suoi video la giovane mette a confronto quotidianità, abitudini e organizzazione del lavoro tra i due Paesi, raccontando lo stupore di chi arriva dall’Italia e scopre un sistema diverso. Le sue testimonianze hanno raccolto molti commenti di coetanei, tra chi sogna di partire e chi, già all’estero, conferma di aver vissuto lo stesso cambiamento.
Non si tratta solo di impressioni personali. I numeri confermano che i Paesi Bassi rappresentano un caso particolare in Europa.
Cosa dicono i dati
Secondo Eurostat, nel 2022 i Paesi Bassi sono stati il Paese dell’Unione europea con la settimana lavorativa più corta: in media 32,4 ore per gli occupati tra i 20 e i 64 anni, contro una media europea di circa 36 ore. Un risultato ottenuto soprattutto grazie alla grande diffusione del part-time: nei Paesi Bassi lavora a tempo parziale il 38,4% degli occupati, la quota più alta di tutta l’Unione.
A differenza di quanto accade spesso in Italia, dove il part-time è frequentemente una scelta subita più che voluta, in Olanda il tempo parziale è una formula diffusa e considerata normale anche per chi ha ruoli qualificati. Il risultato è un equilibrio tra vita privata e lavoro che molti italiani, una volta arrivati, descrivono come una scoperta.
Orari, fiducia e tempo libero
Tra gli aspetti che più spesso vengono raccontati da chi lavora nei Paesi Bassi ci sono la puntualità nel chiudere la giornata, la flessibilità degli orari e un rapporto con i responsabili meno gerarchico, basato sulla fiducia e sui risultati più che sulla presenza in ufficio. Elementi che contribuiscono a rendere il Paese una delle mete preferite dai giovani europei in cerca di opportunità.
Non è tutto rose e fiori
Chi si trasferisce non nasconde però anche le difficoltà. Il costo della vita è alto, trovare casa nelle grandi città può essere complicato e il clima, soprattutto per chi arriva dal Sud Europa, richiede un periodo di adattamento. Senza contare la lingua: l’inglese è parlato ovunque, ma per integrarsi davvero l’olandese diventa presto necessario.
Storie come quella di Giulia raccontano comunque una tendenza ormai consolidata: molti giovani italiani guardano all’estero non solo per stipendi più alti, ma per un diverso modo di intendere il lavoro e il tempo libero.





