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Twitter, Elon Musk cala la scure: il social network dei cinguettii è pronto a essere stravolto dal CEO di Tesla. A una settimana dall’acquisizione da 44 miliardi di dollari, oggi è partita la fase più dura della ristrutturazione: i licenziamenti di massa.
L’email ai dipendenti
La comunicazione è arrivata ieri sera con un’email inviata a tutto il personale. L’azienda ha annunciato che da venerdì avrebbe avviato un «difficile processo di riduzione della forza lavoro globale», un passo definito «purtroppo necessario per garantire il successo dell’azienda in futuro». Nel messaggio non compariva il numero delle persone coinvolte, ma secondo fonti interne citate da diversi giornali internazionali i tagli riguarderebbero circa la metà dei circa 7.500 dipendenti.
Ogni lavoratore ha ricevuto indicazioni su come avrebbe saputo del proprio destino: chi resta con un messaggio all’indirizzo aziendale, chi perde il posto con una comunicazione all’indirizzo personale. Nel frattempo gli uffici sono stati chiusi temporaneamente e l’accesso con i badge è stato sospeso, una misura presentata come necessaria per la sicurezza dei sistemi e dei dati degli utenti. Già questa mattina molti dipendenti hanno scoperto di non riuscire più ad accedere alla posta di lavoro e ai canali di messaggistica interna: per tanti è stato il primo segnale del licenziamento.
Il nodo legale
La mossa ha aperto subito un fronte giudiziario. Ieri è stata depositata in California una class action che accusa Twitter di aver violato le norme sul lavoro: sia la legge federale sia quella californiana, dove l’azienda ha sede, impongono un preavviso in caso di licenziamenti di massa. Un portavoce dell’ufficio californiano per l’impiego ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna notifica di questo tipo.
Inserzionisti in fuga e spunta blu a pagamento
Musk deve fare i conti anche con la fuga degli inserzionisti. Diversi grandi marchi, tra cui Audi e Pfizer, hanno sospeso gli investimenti pubblicitari sulla piattaforma, in attesa di capire quale direzione prenderà il social sotto la nuova gestione. Il nuovo proprietario ha reagito con un tweet polemico: «Stanno cercando di distruggere la libertà di parola in America».
Twitter è un’azienda che da anni fatica a chiudere i conti in attivo, e Musk cerca nuove entrate. Nei giorni scorsi ha annunciato che la spunta blu degli account verificati entrerà in un abbonamento a pagamento da 8 dollari al mese, una scelta che ha già sollevato molte critiche tra gli utenti.
Le tappe della nuova era
- 27-28 ottobre: Musk chiude l’acquisto da 44 miliardi e annuncia «The bird is freed». Escono di scena l’amministratore delegato Parag Agrawal e il direttore finanziario Ned Segal.
- Fine ottobre: il consiglio di amministrazione viene sciolto e Musk ne resta l’unico membro.
- 1 novembre: arriva l’annuncio della spunta blu a pagamento.
- 4 novembre: partono i licenziamenti di circa metà del personale.
È solo l’inizio di una trasformazione che, nelle intenzioni di Musk, dovrà cambiare profondamente il modo in cui funziona il social. Nei prossimi giorni si capirà quanti dipendenti resteranno davvero e che effetto avranno i tagli sul funzionamento della piattaforma.





