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Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife, è morto martedì 3 novembre 2026 alle 8 del mattino all’Hospital Universitario Nuestra Señora de Candelaria di Santa Cruz de Tenerife, in Spagna. Aveva 30 anni. La sera prima, lunedì 2 novembre, si era scontrato con il portiere dell’FC Andorra, Jesús Owono, nei minuti finali della partita di seconda divisione spagnola giocata allo stadio Heliodoro Rodríguez López.
L’ha annunciato il Club Deportivo Tenerife con un comunicato ufficiale sulla morte di Jesús de Miguel Alameda, in cui la società si dice «distrutta dal dolore, con un nodo in gola» e senza parole di consolazione possibili. La famiglia ringrazia per i messaggi ricevuti e chiede il massimo rispetto della propria privacy. Noi lo rispettiamo: della sua vita privata non scriviamo nulla.
Da questa morte partono due domande diverse, e vanno tenute separate. La prima riguarda l’uscita del portiere: quanto era pericolosa e quanto va punita. La seconda riguarda quello che è successo dopo, sul prato e in ambulanza. In queste ore quasi tutti parlano solo della prima. Sbagliano, perché è la seconda a decidere se una tragedia si può evitare la prossima volta.
Chi era Jesús de Miguel, il centravanti numero 9 del Tenerife
Jesús de Miguel Alameda era un attaccante nato a Madrid il 21 settembre 1996, centravanti del CD Tenerife con la maglia numero 9 nella Liga Hypermotion, la seconda serie del calcio spagnolo. Un professionista del pallone lontano dai riflettori della prima divisione: uno dei tanti che reggono il calcio vero, quello delle trasferte e degli stadi di provincia. Lunedì sera giocava in casa la dodicesima giornata di campionato.
Il portiere dell’Andorra espulso con il rosso diretto nel recupero
Jesús Owono, portiere dell’FC Andorra, è stato espulso con il cartellino rosso diretto dopo aver colpito Jesús de Miguel con il ginocchio all’altezza del petto, uscendo lontanissimo dalla sua porta, quasi fino a centrocampo. Il punteggio era fermo sul 2-2 e si giocava il recupero. Su un lancio lungo, l’attaccante del Tenerife correva verso il pallone senza perderlo di vista; il portiere ha provato ad anticiparlo.
Sulla dinamica le versioni spagnole non coincidono. L’agenzia Efe ha parlato di una collisione fortuita per un pallone conteso, mentre la stampa sportiva locale riferisce che l’espulsione è stata motivata con l’uso di forza eccessiva. Il fatto certo è il cartellino: l’arbitro, che aveva l’azione davanti agli occhi, l’ha giudicata da rosso. La Regola 12 dell’IFAB, l’organismo che scrive le regole del calcio, prevede l’espulsione per il grave fallo di gioco, cioè l’intervento che mette in pericolo l’incolumità dell’avversario.
Quel rosso smentisce chi in queste ore ripete che lo scontro non sembrava violento. Ma non autorizza nemmeno chi invoca il carcere: un’espulsione punisce un intervento pericoloso, non accerta un’intenzione. Il calcio lo sa già. Il 14 ottobre 2006, in Reading-Chelsea, il portiere Petr Čech riportò una frattura del cranio dopo uno scontro con Stephen Hunt, che non fu squalificato; Čech giocò il resto della carriera con un caschetto protettivo. Un esito terribile non trasforma da solo un contrasto in un gesto violento, e un portiere messo alla gogna non restituisce niente a nessuno.
Le condizioni di de Miguel peggiorate nella notte in terapia intensiva
Jesús de Miguel è stato ricoverato lunedì sera nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale della Candelaria, dove il primo comunicato del CD Tenerife lo descriveva «stabile, nella gravità». Intorno alle 4 del mattino di martedì il club ha fatto sapere che le sue condizioni erano peggiorate dal punto di vista neurologico. Quattro ore dopo è arrivata la notizia della morte.
Secondo le ricostruzioni dei media delle Canarie, l’attaccante aveva perso conoscenza sul campo, aveva avuto un arresto cardiorespiratorio ed era stato rianimato in ambulanza, recuperando il battito. La causa esatta della morte non è stata ancora comunicata ufficialmente né dall’ospedale né dal club.
Jesús de Miguel, dallo scontro in campo alla morte
- Jesús de Miguel si scontra con il portiere dell'Andorra Jesús Owono: partita sospesa al minuto 108
- Il CD Tenerife comunica il peggioramento neurologico dell'attaccante in terapia intensiva
- Il CD Tenerife annuncia la morte di Jesús de Miguel, alle 8 del mattino
Circa dieci minuti di cure sul prato prima dell’ambulanza
Jesús de Miguel è stato assistito sul terreno di gioco per circa dieci minuti, secondo i media locali, prima di essere caricato in ambulanza e portato in ospedale. La partita non è più ripresa: è stata sospesa definitivamente al minuto 108, quando i sanitari sono entrati in campo. Sono questi i minuti che vanno ricostruiti con precisione, uno per uno.

Non diciamo che i soccorsi siano stati lenti o sbagliati: nessun documento pubblico lo dice. Diciamo che chi li ha gestiti deve mettere a verbale orari, manovre e strumenti usati, perché è lì che si misura la differenza tra la vita e la morte. Il 12 giugno 2021, a Copenaghen, Christian Eriksen crollò in campo durante Danimarca-Finlandia: massaggio cardiaco e defibrillatore nel giro di pochi minuti gli salvarono la vita. L’American Heart Association, l’associazione dei cardiologi statunitensi, stima che ogni minuto senza defibrillazione riduca le probabilità di sopravvivenza del 7-10 per cento.
I minuti dopo lo scontro contano quanto lo scontro.
In Italia il defibrillatore negli impianti sportivi è obbligatorio per legge
L’Italia ha imparato questa lezione a caro prezzo: quando Piermario Morosini, centrocampista del Livorno, crollò in campo il 14 aprile 2012 durante Pescara-Livorno, il defibrillatore presente allo stadio non fu usato. Da quella tragedia è nato il decreto Balduzzi, che con il decreto ministeriale del 24 aprile 2013 ha reso obbligatori i defibrillatori nelle società sportive; la legge 4 agosto 2021, n. 116, ne ha poi favorito la diffusione nei luoghi pubblici.
Sono regole giuste, e funzionano solo se qualcuno controlla che l’apparecchio ci sia, che sia carico e che in panchina ci sia chi lo sa usare. La morte di un calciatore in Spagna è un buon motivo perché federazione, società e Comuni italiani verifichino i propri campi, dalla Serie A all’ultimo torneo dilettanti, prima che serva di nuovo.
Il portiere Jesús Owono rischia fino a dodici giornate di squalifica
Jesús Owono rischia una squalifica che il codice disciplinare spagnolo, secondo la stampa sportiva locale, fissa tra una e dodici giornate a seconda di come verrà qualificato l’intervento. A deciderlo sarà il Comité de Competición della Real Federación Española de Fútbol, la federazione calcistica spagnola, sulla base del referto arbitrale e delle immagini. Un giudice sportivo che guarda il video vale più di mille condanne scritte a caldo, in un senso e nell’altro.
Nei prossimi giorni sono attese la decisione del giudice sportivo sull’espulsione, quella degli organizzatori del campionato sulla partita sospesa al minuto 108 e, se arriveranno, le comunicazioni ufficiali sulla causa della morte. Fino ad allora la cosa giusta resta una sola: prima i referti e le immagini, poi il giudizio.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026, ore 10:14.
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Fonti
- CD Tenerife (2026). Comunicado oficial: fallecimiento de Jesús de Miguel.
- CD Tenerife (2026). Comunicado oficial: Jesús de Miguel.
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