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Jannik Sinner tornerà in campo al Six Kings Slam di Riad, in Arabia Saudita, l’esibizione in programma dal 27 al 30 dicembre 2026. Il tennista altoatesino lo ha fatto sapere lunedì 26 ottobre 2026 con una storia su Instagram, rilanciando la locandina del torneo con il suo volto. Lo stop è iniziato dopo la finale di Wimbledon del 12 luglio, a causa di un infortunio al ginocchio.
Sono 168 giorni senza una partita, se tutto va come previsto. Per un giocatore che negli ultimi due anni non è quasi mai rimasto fermo, è un’eternità. E la prima uscita è la scelta più sensata che potesse fare.
Sinner annuncia il ritorno al Six Kings Slam di Riad con una storia su Instagram
Jannik Sinner ha confermato la sua presenza al Six Kings Slam il 26 ottobre 2026 rilanciando su Instagram il post di Turki Alalshikh, presidente dell’Autorità generale per l’intrattenimento saudita e organizzatore dell’evento. SuperTennis, la televisione della Federazione italiana tennis e padel, ha poi confermato la partecipazione.
Fino a poche settimane fa il piano era diverso. L’azzurro aveva fatto capire che non sarebbe rientrato prima del 2027, e per l’edizione di ottobre gli organizzatori avevano già scelto un sostituto, lo statunitense Learner Tien. Con il ritorno del numero uno italiano, Tien resta fuori.
L’esibizione è stata spostata da ottobre a fine dicembre per le tensioni in Medio Oriente
Il Six Kings Slam era previsto inizialmente dal 21 al 24 ottobre 2026 ed è slittato al 27-30 dicembre per le tensioni militari nella regione, con gli attacchi degli Houthi dello Yemen arrivati fino all’area di Riad. Lo spostamento ha aperto una finestra che prima non c’era.
A ottobre il ginocchio non avrebbe retto. A fine dicembre, a due settimane e mezzo dall’inizio della stagione, il calendario coincide invece con la preparazione. Non è un dettaglio: è il motivo per cui Sinner ha cambiato idea.
Il ginocchio lo tiene fuori dalla finale di Wimbledon vinta su Zverev
L’infortunio al ginocchio ha fermato Sinner dopo il 12 luglio 2026, giorno della finale di Wimbledon vinta contro il tedesco Alexander Zverev. Da allora l’altoatesino ha saltato tutta la seconda parte della stagione, compresi i tornei sul cemento americano e le Atp Finals di Torino.
Le sue condizioni attuali non sono state descritte in dettaglio da un bollettino medico pubblico, e su quanto sarà pronto a dicembre si può solo aspettare il campo. Proprio per questo l’esibizione è il terreno giusto: si gioca a ritmo vero, ma una sconfitta non costa nulla.
Il precedente più noto lo ha firmato Rafael Nadal. Fermo per mesi a causa del piede, lo spagnolo rientrò nel dicembre 2021 all’esibizione di Abu Dhabi, perse entrambe le partite e un mese dopo vinse l’Australian Open. Nessuno allora lo accusò di fare il turista.
Sinner ha vinto le prime due edizioni a Riad battendo Alcaraz
Jannik Sinner è il solo vincitore nella storia del Six Kings Slam: ha conquistato la prima edizione il 19 ottobre 2024 e la seconda il 18 ottobre 2025, battendo in entrambe le finali lo spagnolo Carlos Alcaraz. Nel 2025 il punteggio fu netto, 6-2 6-4.
Sinner e il Six Kings Slam: dalle vittorie a Riad al rientro
- Jannik Sinner vince la prima edizione del Six Kings Slam battendo Carlos Alcaraz in finale
- Sinner vince di nuovo a Riad, ancora contro Alcaraz, 6-2 6-4
- Sinner vince Wimbledon contro Alexander Zverev, poi si ferma per il ginocchio
- Sinner annuncia il rientro al Six Kings Slam di Riad, dal 27 al 30 dicembre
A dicembre si presenterà quindi da campione in carica, con due titoli su due. Ma il risultato, questa volta, conta meno delle risposte che il corpo darà dopo cinque mesi.
Il Six Kings Slam non assegna punti in classifica ma paga 6 milioni al vincitore
Il Six Kings Slam è un’esibizione con sei giocatori di vertice, quattro giorni di partite e nessun punto per la classifica mondiale: al vincitore vanno 6 milioni di dollari, più di quanto incassa chi vince uno Slam. Fa parte della Riyadh Season, il cartellone di eventi finanziato dallo Stato saudita.

Da qui l’accusa che accompagna ogni notizia sul tema: va a Riad per i soldi. Il fatto è che il cachet lo prendono tutti. Nelle edizioni precedenti la stampa internazionale ha indicato in circa 1,5 milioni di dollari la quota garantita a ogni partecipante, solo per presentarsi. Hanno accettato Novak Djokovic, Alcaraz e Nadal nel suo ultimo anno da professionista, senza che nessuno li trattasse da mercenari.
Prima dei giocatori, poi, hanno firmato le istituzioni del tennis. Il 28 febbraio 2024 l’Atp, l’associazione che governa il circuito maschile, ha annunciato con il Pif, il fondo sovrano saudita, la partnership strategica pluriennale che dà il nome alla classifica mondiale. La Wta, il circuito femminile, ha portato a Riad le sue Finals per tre edizioni dal 2024. Chiedere a un ragazzo di 25 anni di fare da coscienza a un sistema che ha già venduto perfino il nome del ranking è comodo, ma non è coerente.
Chi firma i contratti risponde, non chi gioca.
La questione dei diritti in Arabia Saudita resta seria: il rapporto di Amnesty International sulla pena di morte nel 2024 registra il raddoppio delle esecuzioni nel Paese rispetto all’anno precedente, e una dichiarazione congiunta dell’ottobre 2025 parla di 345 esecuzioni nel 2024, un record. È per questo che le domande vanno rivolte a chi tratta accordi pluriennali con quel governo. L’Atp ha il dovere di rendere pubbliche le garanzie sui diritti umani che ha chiesto al Pif prima di cedergli il marchio della classifica. Sinner ha il dovere di giocare bene. Sono due responsabilità diverse, e confonderle serve solo a non chiederne conto a chi comanda.
Il prossimo torneo dopo Riad è l’Australian Open di gennaio 2027
Dopo il Six Kings Slam, il primo appuntamento ufficiale di Jannik Sinner sarà l’Australian Open 2027, il primo Slam della stagione, in programma a Melbourne da metà gennaio. Resta da capire se l’altoatesino giocherà altri tornei di preparazione prima.

Il percorso adesso è scritto. Dal 27 al 30 dicembre le partite a Riad, poi il volo verso l’Australia e il rientro nel circuito che assegna punti. Il ginocchio darà la risposta definitiva, non i commenti.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026, ore 19:24.
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Fonti
- ATP (2024). ATP & PIF announce multi-year strategic partnership.
- Amnesty International (2025). Death Sentences and Executions 2024.
- Amnesty International (2025). Joint Public Statement sulle esecuzioni in Arabia Saudita.
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