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Sergio, marito di Giusina Battaglia, la cuoca palermitana di È sempre mezzogiorno, è morto all’improvviso nel fine settimana. Lo ha annunciato Antonella Clerici, conduttrice del programma di Rai 1, in apertura della puntata di lunedì 19 ottobre 2026. La coppia aveva due gemelli di 10 anni. La famiglia non ha reso note le cause della morte.
La notizia conta perché Giusina Battaglia è un volto che entra ogni giorno nelle case di milioni di spettatori, e perché il modo in cui viene raccontato un lutto dice molto della stampa italiana. La nostra posizione è netta: Sergio non era un personaggio pubblico, stava dietro la telecamera. Le cause della sua morte non sono state comunicate e nessuno ha il diritto di inventarle. I due figli sono minorenni e la legge deontologica dei giornalisti li protegge dal 1990. Chi riempie il silenzio della famiglia con ipotesi, foto private e titoli studiati per il clic viola regole scritte, non solo il buon gusto.
Cosa ha detto Antonella Clerici in diretta il 19 ottobre
La conduttrice ha aperto la puntata mettendo da parte il tono leggero del programma. «Una notizia che riguarda tutti noi e che però non è una bella notizia», ha esordito, spiegando che la squadra del programma è una famiglia e racconta al pubblico quello che le succede.
«Vogliamo mandare un grandissimo abbraccio alla nostra Giusina, la nostra cuoca Giusina Battaglia, perché questo weekend ha avuto un gravissimo lutto. È mancato all’improvviso suo marito e quindi il pensiero va a lei e ai suoi due gemellini che hanno soltanto 10 anni. Giusina, ti vogliamo bene», ha detto Antonella Clerici, conduttrice di È sempre mezzogiorno, in apertura della puntata di lunedì 19 ottobre 2026.
Clerici ha aggiunto che la redazione cercherà di starle vicino il più possibile. Nessun dettaglio sulle circostanze, nessun riferimento alle cause. Poche frasi e un abbraccio: è la misura giusta, ed è quella che chiediamo a tutti gli altri.
Chi è Giusina Battaglia e perché Sergio è parte della sua storia
Giusi Battaglia, per tutti Giusina, è nata a Palermo nel 1976. Si è laureata in giornalismo e uffici stampa e nel 2005 si è trasferita a Milano per lavorare nella comunicazione. Per anni ha fatto l’ufficio stampa: promuoveva gli altri, stava dietro le quinte.
La svolta arriva nel 2020, nei mesi del primo lockdown per il Covid. Chiusa in casa, inizia a pubblicare sui social i video delle ricette siciliane preparate nella cucina di famiglia. A reggere la telecamera è Sergio, che in passato aveva lavorato come cameraman. Lei cucina per lui e per i gemelli, lui la riprende. Da quei filmati domestici nasce il programma Giusina in cucina, in onda su Food Network dal 2 maggio 2020, poi i libri di ricette e la presenza fissa a È sempre mezzogiorno, dove la cuoca lavora da quasi tre anni.
Giusina e Sergio si erano sposati nel 2010. Nel 2016 sono nati i due gemelli. Senza quella telecamera tenuta in mano da un marito, la Giusina che il pubblico conosce non sarebbe esistita. Questo è il solo dettaglio sulla sua vita privata che serve alla notizia. Il resto appartiene a lui e alla sua famiglia.
Le regole che proteggono i figli minorenni esistono dal 1990
Quando muore il familiare di un personaggio noto, una parte dell’informazione online segue uno schema preciso: titoli che promettono «la verità» sulle cause, foto prese dai profili privati, nomi e immagini dei figli. Qui va ricordato che per i giornalisti italiani non è una zona grigia.
La Carta di Treviso è stata firmata nel 1990 dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa, con Telefono Azzurro, ed è stata aggiornata nel 2006. Impegna chi fa informazione a tutelare identità, immagine e serenità dei minori coinvolti in un fatto di cronaca, anche quando il minore non è protagonista ma semplicemente colpito da un evento doloroso. La Carta richiama la Convenzione Onu sui diritti del bambino del 1989 e chiede che il bambino cresca in un clima di comprensione, non sotto i riflettori.
Il Testo unico dei doveri del giornalista, approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine il 27 gennaio 2016 e in vigore dal 3 febbraio dello stesso anno, ha reso la Carta di Treviso parte integrante delle regole disciplinari: l’articolo 5 dice che nei confronti dei minorenni il giornalista applica la Carta, allegata al Testo. Chi non la rispetta rischia un procedimento davanti al Consiglio di disciplina dell’Ordine. Il nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, approvato dal Consiglio nazionale l’11 dicembre 2024, conferma lo stesso impianto.
Due gemelli di 10 anni che hanno appena perso il padre rientrano esattamente in questa tutela. Non è un’opinione di questa redazione: è una norma che ogni iscritto all’Ordine ha sottoscritto.
Perché le cause della morte non sono un’informazione dovuta
Qualcuno dirà che Giusina Battaglia è un personaggio pubblico e che il pubblico ha diritto di sapere. Il ragionamento regge solo a metà. Giusina è pubblica per il suo lavoro in televisione; la morte del marito è un fatto privato che tocca la sua famiglia, non il suo ruolo. Sergio non ha mai cercato la notorietà: nei video era la persona dietro l’obiettivo, non davanti.
Le regole deontologiche distinguono tra l’interesse pubblico e la curiosità del pubblico. Il primo giustifica la pubblicazione di una notizia; la seconda no. Le cause di una morte improvvisa, finché la famiglia non sceglie di comunicarle, sono dati sulla salute di una persona che non può più decidere nulla. Pubblicare ipotesi vuol dire scommettere sulla malattia o sull’incidente di un uomo di cui non si sa niente, per tenere il lettore sulla pagina qualche secondo in più.
Il punto debole di chi specula è semplice: non ha una fonte. Clerici non ha detto le cause. La famiglia non le ha comunicate. Nessun atto ufficiale le riporta. Ogni articolo che le suggerisce lo fa senza un fatto dietro.
Cosa chiediamo a chi fa informazione e all’Ordine dei giornalisti
Le richieste sono tre e sono concrete.
- Alle testate e alle pagine di cronaca rosa: nessuna ipotesi sulle cause della morte, nessuna foto dei due gemelli, nessuna immagine presa dai profili privati della famiglia. Se la famiglia vorrà dire qualcosa, lo farà.
- All’Ordine dei giornalisti e ai suoi Consigli di disciplina: vigilare da subito e aprire procedimenti verso chi viola la Carta di Treviso in questa vicenda, invece di limitarsi a richiami generici dopo che il danno è fatto.
- Alle piattaforme e ai lettori che condividono: non premiare con il clic chi promette «la verità» su una morte di cui non sa nulla. Il traffico è l’unico motivo per cui quei titoli vengono scritti.
La Rai, con poche parole dette in diretta, ha mostrato che si può dare una notizia dolorosa senza frugare nella vita di chi la subisce. Lo stesso standard vale per chiunque altro.
Cosa succede adesso
Non è noto quando Giusina Battaglia tornerà in onda a È sempre mezzogiorno, e non deve esserlo: sarà lei a decidere i tempi. Il programma di Antonella Clerici va avanti ogni giorno su Rai 1 dal 28 settembre 2020 e la redazione ha fatto sapere di volerle restare accanto. I messaggi di affetto arrivati in queste ore da spettatori, colleghi e cuochi del programma sono la risposta giusta a questa notizia.
Sergio ha filmato la moglie in cucina senza mai mettersi in mostra. Chi stava dietro la telecamera ha diritto al silenzio, e i suoi figli hanno diritto a crescere senza vedere il proprio lutto trasformato in contenuto.
Fonti
- Ordine dei giornalisti (2016). Testo unico dei doveri del giornalista, articolo 5, Doveri nei confronti dei minori.
- Ordine dei giornalisti, Consiglio nazionale (2006). Carta di Treviso, testo aggiornato.
- Ordine dei giornalisti (2016). Testo unico dei doveri del giornalista, approvato dal Consiglio nazionale il 27 gennaio 2016.
- Ordine dei giornalisti (2024). Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, approvato dal Consiglio nazionale l’11 dicembre 2024.
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